22 Agosto 2014

UNA LIBERTÀ UBRIACATA

Video tratto da un brano della lettera pastorale “Cristo, nostra speranza” di mons. Andrea Bruno Mazzocato, Arcivescovo di Udine.

La libertà è il dono più straordinario che Dio ha fatto ad ogni uomo e Gesù è venuto per completare
questa opera d’amore, come scrive san Paolo: “Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi”.
Purtroppo, cancellato il rapporto con Dio, ogni uomo è rimasto l’unico protagonista, libero di
decidere della sua vita come meglio crede senza riferirsi a Colui che gliel’ha donata. Il demonio
ha come ubriacato la sua libertà.

Ritroviamo in questo nostro tempo il comportamento del figlio minore della parabola del figliol prodigo.
Egli cede alla tentazione diabolica di farsi padrone dei beni che, senza alcun merito, ha ricevuto dal padre.
Li usa a suo piacimento senza la coscienza del loro valore e di cosa sia bene e male per lui.
Si crede libero ma finisce schiavo della tentazione di possedere, di consumare, di sentirsi potente per i soldi, di soddisfare egoisticamente i piaceri sessuali.
Specialmente si spegne in lui il desiderio di amare perché il suo cuore si è indurito.

Il diavolo ottiene, così, lo scopo di portarlo alla totale degradazione della dignità e alla morte.
Lo salva solo un sentimento di umiltà che si risveglia nel cuore e si traduce nella decisione di tornare dal padre.

Sì, cari fratelli, la libertà, senza riferimento alla Legge di Dio diventa delirio che fa paura anche agli osservatori laici più attenti.
Come il figlio minore, infatti, stiamo perdendo il valore dei doni ricevuti da Dio: il senso della sacralità
della vita propria e altrui, il linguaggio dell’amore negli affetti e nella sessualità, il valore della dignità di ogni persona.

Questi sono segni inequivocabili dell’azione distruttiva di satana che alla fine lascia il vuoto nel cuore che
ha perduto un senso grande alla vita e, specialmente, non sa più amare. In questa condizione, la libertà dell’uomo si attorciglia su se stessa e diventa pericolosa per chi la esercita e verso gli altri.

Chiediamoci con onestà se la nostra società non stia forse lasciando in eredità alle nuove generazioni questo vuoto, trasmettendo l’idea che la libertà è il diritto di fare quello che più piace senza vincoli esterni.

Non ne stiamo vedendo le conseguenze nel disorientamento di tanti piccoli; non pensiamo che l’indifferenza degli adolescenti non ne sia la conseguenza?