29 Giugno 2014

LETTERA AD UN POLITICO CON VITALIZIO

Egr. sig. Gaudenti

Ho letto su un giornale locale che ora sta godendosi il suo “meritato” vitalizio di oltre 6000 euro al mese a spese della Regione e dello Stato.

Io sono un insegnante in pensione e sto godendo la mia “meritata” pensione di poco più di mille euro al mese, con la quale dobbiamo vivere in due (io e mia moglie) ed aiutare la figlia che ha un lavoretto sottopagato.

Dopo un breve periodo lavorativo lo Stato mi ha obbligato a prestare il servizio militare per 15 mesi, praticamente gratis.

Dopo il servizio militare, oltre a prestare la mia opera educativa come istitutore in un collegio, mi resi disponibile ogni mattina per alcuni anni presso la sede di un partito (nei cui ideali ingenuamente ci credevo) percependo una cifra simbolica quale compenso. 

Poi ho cominciato ad insegnare in una scuola privata dalle 8.00 del mattino fino alla sera, con una media di 4 – 5 classi al giorno, in mezzo a ragazzi con diverse problematiche. Non è stata una passeggiata gestire solo disciplinarmente le classi, e questo per molti anni.

Il trattamento economico e contrattuale è sempre stato molto inferiore a quello degli statali.

Ora devo vivere piuttosto sobriamente anche perché  buona parte della pensione (non indicizzata da più di tre anni) se ne va in bollette e tasse.

Mia moglie, che aveva lavorato regolarmente per 20 anni, a causa della legge Fornero non può andare ancora in pensione e chissà se fra dieci anni lo potrà.

Caro Gaudenti, voi politici avete potuto mantenere i vostri privilegi a causa dei diritti acquisiti, mia moglie e tantissimi altri italiani (peggio ancora i poveri esodati), invece, si sono visti allungare enormemente la data di pensionamento, grazie ad una legge elaborata in qualche giorno… perché in questo caso i diritti acquisiti si potevano toccare per il vostro bene!

Sinceramente al vostro posto proverei molto imbarazzo e se fossi un politico mi batterei affinché siano ripristinate le leggi in vigore prima dell’ultima efferata riforma pensionistica.

La Costituzione andrebbe rispettata nella sua integrità e non dovrebbero esserci cittadini di serie A e Z.

Ci pensi sig. Gaudenti, ci pensi bene.. con le sue influenze politiche è ancora in tempo a fare qualcosa per ripristinare un po’ di giustizia sociale!

Un insegnante in pensione