10 Giugno 2014

OGNUNO HA IL SUO GETSEMANI

Cristo ci ha aperto la strada per diventare veri uomini di Dio.
Tutto il Vangelo indica la Via, la Verità e la Vita. Ogni episodio, ogni evento, ogni parola di Gesù ci riguarda personalmente.

Anche i fatti relativi alla passione, che è anche la nostra passione.

Eliseo si sofferma sovente a riflettere sull’angoscia che Gesù ha provato nel Getsemani. Qualcosa di simile
lo sta tormentando sin dall’infanzia.
“Uscito se ne andò come al solito, al monte degli Ulivi: anche i discepoli lo seguirono.”

Il suo Monte degli Ulivi è la continua solitudine che ricerca ogni giorno per stare in contatto con il Padre. Segue come i discepoli Gesù nell’orto, ma l’angoscia è spesso così acuta che fa come loro: si addormenta, nel senso che cala la sua vigilanza e soccombe quando sottovaluta la preghiera (“Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione”)

L’angoscia che Eliseo prova è soprattutto quella esistenziale, ed il Signore lo sa bene. Non desidera con questo minimizzare le sue colpe che potrebbe evitare con maggior vigilanza e preghiera. È colpevole e bisognoso del suo perdono.

L’angoscia esistenziale che Eliseo soffre riguarda soprattutto il senso dell’esistenza, la sua spaventosa complessità e l’enorme fragilità di cui è consapevole. Quando pensa alla passione di Cristo un subdolo senso di rifiuto si agita nel magma del suo inconscio, sentimento che non ha coraggio di esprimere.

L’eterno interrogativo è sempre quello: perché? Perché il dolore innocente, perché la stessa esistenza dolorosa acuita dalla consapevolezza di essere un povero peccatore, un mediocre nella via dello Spirito, un codardo nella testimonianza personale, un fallito dal punto di vista umano? ecc.

Questa angoscia si manifesta  nella malattia che reca nascosta come la spina nella carne di Paolo da moltissimi anni, la quale lo costringe ad essere sobrio in tutto, dal cibo, alle fatiche fisiche e mentali, e lo tiene lontano da vari vizi. Alcuni pensano adirittura che Eliseo sia virtuoso perché non beve, non fuma e non gozzoviglia.

Ma non sanno che per lui è mille volte meglio l’astinenza che gli evita molti disagi fisici e metabolici. È vero che non si deve mai giudicare nessuno, perché noi non possiamo sapere come percepisce e vive l’esistenza.

Inoltre, Eliseo deve anche sopportare l’incomprensione di molti perché la sua situazione esistenziale gli impedisce di fare una vita sociale normale.
Certi parenti, per questo, lo schivano, altri amici si allontanano da lui…

Ecco il suo Getsemani: Gesù ha considerato anche il Getsemani di Eliseo…e si è adossato un’angoscia così forte da dover sudare gocce di sangue e da aver bisogno dell’angelo consolatore..

L’ angelo consolatore di Eliseo sostiene in lui il lume della fede che lo Spirito Santo alimenta continuamente.

Eliseo ha così imparato ad attutire questa angoscia mortale ringraziando il Signore per tutto, consapevole che Lui la permette e sa bene il perché, ma sempre a fin di bene.

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a cura di http://www.mondocrea.it