2 Maggio 2014

LA FATICA DI ESISTERE

È evidente che la nostra vera patria non è questo mondo.
Troppa molteplicità, fragilità, dispersione, dolore, fatica, noia.
Su questa terra noi ci stiamo preparando per una dimensione infinitamente più appagante, uniti al Padre,
Colui che ci ha creati in suo Figlio Gesù Cristo.

Il disagio esistenziale  è un’ulteriore riprova, per chi vuol capirlo.
Attorno a noi spesso troviamo morte e desolazione: persone che conoscevamo, all’improvviso non ci sono più. I necrologi sono sempre pieni, i cimiteri hanno sempre nuove tombe. Passando da una tomba all’altra vediamo le foto di amici, parenti, conoscenti. Dove sono ora? E noi dove andremo? Quando sarà la nostra ora? Passano i giorni tra fatiche, delusioni e sofferenze di ogni tipo.

La fatica di esistere è spesso molto dolorosa, anche se non si nota esternamente.
Ci ritroviamo con un corpo soggetto alla molteplicità, ai bisogni di ogni tipo, alle malattie ed alla vecchiaia, anche se non tutti la raggiungono. E quando si diventa più anziani il desiderio di stabilità è in conflitto con il senso di precarietà.

Siamo più vivi ora o lo saremo di più dopo la morte?
In Gesù Cristo troviamo la vera consolazione, perché crediamo che Lui, il Figlio di Dio, vero Dio e vero uomo, ha attraversato ogni tipo di tribolazione per condividere la nostra situazione. Se crediamo in Lui e nella sua infinita Misericordia saremo assimilati in Lui e non chiederemo più nulla perché vedremo Dio faccia a faccia, così come Egli è. Questa speranza allevia di molto la fatica di esistere.

L’aveva detto: “Venite a Me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi e Io vi ristorerò” (Mt.11,25)

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a cura di http://www.mondocrea.it