15 Marzo 2014

UN CUORE PENITENTE È GRADITO A DIO

Quando ci rendiamo conto della nostra fragilità non disperiamoci: rifugiamoci nei cuori misericordiosi di Gesù e di Maria.

Il Signore ci capisce perfettamente perché è Lui che ci ha donato l’esistenza e desidera ardentemente che noi lo raggiungiamo in Paradiso. Per questo raccoglie ogni nostra più piccola traccia di pentimento per condurci al Padre tramite la sua passione, morte e Resurrezione.

È Lui che ha detto che non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati.

Se ci manca l’amore, la perseveranza, la purezza interiore e la capacità di amare, chiediamogliele a Lui con fede ed Egli ci esaudirà, ma se ci lascia qualche fragilità non perdiamoci d’animo perché c’è sempre un motivo a fin di bene che a noi rimane sconosciuto.

Pensiamo a S.Paolo che aveva chiesto al Signore di togliergli la spina nella carne, ma non fu esaudito affinché non montasse in superbia. L’orgoglio può essere più deleterio della stessa fragilità che noi non vorremmo avere, perché rischia di diventare un cancro incurabile per la nostra anima.

Un cuore umile e penitente, invece, è gradito a Dio.