14 Gennaio 2014

VIVERE È ESSERNE COSCIENTI

La mente elabora e rielabora continuamente percezioni, sentimenti, emozioni, contenuti ecc. Lo stato mentale precedente non viene cancellato del tutto, ma integrato in quello successivo.

Quando osserviamo qualsiasi cosa lo facciamo nell’istante presente il quale in realtà non può essere fermato. La nostra mente, comunque, si è arricchita delle tracce mnemoniche lasciate dai contenuti degli istanti precedenti e se ne serve per la continua riorganizzazione della nostra coscienza ritenendo ciò che più emotivamente la coinvolge o interessa, rimuovendo invece gran parte dei contenuti particolari che richiederebbero una capienza e consistenza mnemonica eccessiva per le nostre potenzialità cerebrali.

Per questo il grande filosofo Bergson affermava che il nostro cervello è fatto più per dimenticare che per ricordare.
Questo fatto ci induce ad intuire che il tempo interiore non è un semplice fluire di istanti infinitesimali e la nostra esistenza non è la loro somma, ma piuttosto un continuo processo di integrazione, rettifica e riorganizzazione degli stati mentali finalizzato a quello che sarà la nostra coscienza integrale oltre all’attuale dimensione spazio-temporale

Un giorno comprenderemo con più chiarezza che noi non siamo divisi negli infiniti istanti che hanno costituito la nostra coscienza durante la vita terrena e che a noi sembrano scomparsi nel nulla, ma siamo unici nell’istante eterno, perché tempo e spazio sono ricapitolati insieme al Cristo-Omega, presso il quale risplende il vero Essere.

Ogni istante temporale sussiste in funzione di quello eterno e nulla va disperso, perché noi siamo quello che siamo stati e quello che saremo, perché simili a Dio nel quale potenza ed atto coincidono ed in Lui non c’è evoluzione.

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a cura di http://www.mondocrea.it