11 gennaio 2014

SPIRALE E SPIRITO

donpietrob picture


don Pietro Lepre, sacerdote e teologo, in
questo suo video esterna alcune sue intuizioni che da anni meditava e
che ora trova incredibilmente corrispondenti a quelle del mio libro “La
spirale della vita” che avevo scritto negli anni ’90.

http://www.youtube.com/watch?v=PxN1yCNWFy0&feature=youtu.be

IL DINAMISMO TRINITARIO

IL PRINCIPIO EURISTICO DI DIO

Ecco il dinamismo trinitario che inabita ogni
essere umano.

L’io si scopre nell’altro, distanti ma uniti.
Questo
svuotamento di sé (kenosi) nell’Altro di sé (Figlio), è il principio
euristico di Dio che è l’Amore.
Il medesimo dinamismo è universale,
è cosmico, tanto più antropologico.

E’ una spirale a doppio taglio, nel
senso che se si gira sempre su se stesso, con una forza centripeta,
cioè dall’esterno verso l’interno (l’immagine è la trottola)
apparentemente si sta in piedi, ma non si cammina, non ci si evolve, e
la “terra” rimane, ahimè, il nostro nucleo, di cui il serpente genesiaco
ne è il modello euristico.

Se il senso della spirale è centrifuga, cioè
dal centro verso l’esterno, l’io si evolve nell’altro e si realizza in
quanto tale. E’ l’amore trinitario che si manifesta e che realizza
quell’umano, quando due persone si scelgono e si amano e da questi nasce
un terzo, un quarto, una famiglia, anche adottata (supremo atto
d’amore).

Esempio fondante e trainante è Gesù Cristo, modello euristico
trinitario e antropologico, che la croce della foto richiama. Non è
facile “uscire” da sè, ma è necessario quanto prima iniziare tale esodo
esistenziale, che tra l’altro è già iniziato il giorno della nostra
nascita alla luce.


AUTOREALIZZAZIONE

Il
significato di autorealizzazione della persona umana implica
l’effervescenza di un dinamismo che non ha mai tregua.

La fase di
centrazione è fondamentale per la costituzione dell’essere, ma se essa
si fossilizza nelle sue dinamiche unidirezionali, il rischio dell’aborto
ontologico diventa sempre più probabile.

Allora subentrano le illusioni
e le inautenticità, mentre l’essere rimane prigioniero nel suo nucleo
di partenza.