10 Gennaio 2014

LA CECITÀ INTERIORE DI SAMUELE

Piccolo racconto sul fatto che molti non si accorgono di essere ricchissimi…

Samuele era uno dei tanti giovanotti sempre insoddisfatti per la propria situazione economica.
Faceva l’operaio presso una ditta che costruiva elementi per computer. Abitava in un modesto appartamento di sua proprietà situato sopra quello di sua madre e desiderava realizzare presto una famiglia progettando di sposare la sua “ricca” amica Lucia.

Il suo pallino era quello di diventare imprenditore per poter acquisire autonomia e guadagnare meglio. 
Ma non gli si presentava mai l’occasione.  Lucia se ne accorse e ben presto lo lasciò.

Ma Samuele non capì la lezione.

Ammirava i personaggi del cinema, dello spettacolo, i campioni sportivi e i grandi manager non tanto per le loro abilità in sé, ma perché possedevano prestigio e soldi. Quando sfrecciava davanti ai suoi occhi una macchina di lusso, subito pensava alla fortuna del pilota.

Allorché camminava davanti ad una bella villa esaltava il prestigio del proprietario. Invidiava molti ricchissimi uomini d’affari e si lamentava spesso con i suoi pochi amici del suo basso tenore di vita.

Questa frustrazione cominciava gradualmente a trasformarsi in nevrosi.  Per questo Samuele era soggetto a forti depressioni.
Si stava ammalando: era spesso a letto con crisi febbrili ed inspiegabili stati di apatia.

Un giorno Samuele ricevette una telefonata : era l’agente di un ricchissimo signore americano che gli chiese di poterlo visitare per trattare un affare importante. Quasi incredulo, fissò l’appuntamento e poche ore dopo si presentò l’agente con il suo padrone, il quale aveva un bastone bianco e gli occhiali scuri.
Samuele rimase un po’ interdetto: li fece accomodare e l’agente cominciò ad elencare l’enorme fortuna che possedeva il suo padrone. Aziende, istituti bancari e di credito, terreni e ville, castelli ed alberghi, ippodromi ed enormi somme di denaro.

– Le diamo metà del suo intero patrimonio se ci dona i suoi due occhi : dovrebbero essere trapiantati insieme! – propose l’agente.

Samuele li liquidò subito. Allora ebbe un’illuminazione e aprì gli occhi interiori: si convinse di possedere qualcosa che valeva infinitamente di più del patrimonio del più ricco miliardario di questa terra.

Da allora cominciò a considerare tante altre cose che prima, nella sua cecità interiore, non si rendeva conto di possedere.

Così guarì.

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a cura di http://www.mondocrea.it