14 Novembre 2013

CONVERGENZA TRA SCIENZA E FEDE

Molti scienziati affermano che prima della nascita dell’Universo non c’era nulla, nemmeno lo spazio ed il tempo.
Questo fatto avvalora ciò che la teologia cattolica afferma da molti anni, cioé che Dio ha creato il mondo dal nulla.

Lo scienziato non credente in un Dio-Creatore e che è orientato ad aderire alla teoria del nulla prima del Big-Bang si ritrova a dover cercare la soluzione di problemi di logica e di cosmologia non indifferenti.
Per “nulla” si intende l’assenza di tutto ciò che esiste, compresa ogni forma di energia o materia positiva e negativa.

La comune logica del buon senso ci indurrebbe ad ammettere che dal “nulla” non può derivare “qualcosa” perché il nulla è una non-esistenza, un’assoluta mancanza di “quiddità”. La stessa parola  “nulla” non può considerarsi un vero sostantivo perché indica “ciò che non é”, quindi è fuori dalla sfera dell’essere e da ogni contenuto mentale, pertanto non è concepibile ed è solo un pseudo-concetto. Il termine “nulla” indica il non-essere e quindi il suo concetto è esprimibile solo in procedimenti apofatici ed esclude qualsiasi forma di esistenza, anche a livello gnoseologico, nel senso che nega non solo gli enti ma anche i concetti e le idee concepite dalla nostra mente.

Sostenendo che prima dell’Universo non c’era lo spazio ed il tempo e nemmeno la materia o l’energia, si ammette che il Tutto è nato “ex-nihilo”. Se si nega l’esistenza di un Creatore il concetto è in contraddizione con ogni forma di logica basata su principi fondamentali sulla quale è costruita.

Chi invece crede nell’esistenza di un Dio creatore ammette l’esistenza di una Causa Trascendente che non è legata né allo spazio né al tempo né ad ogni forma di energia esistente che la scienza riesce ad individuare. Dio, quindi rimane il Trascendente, come insegna la teologia classica, ed è per questo che è la Causa prima di ogni forma di esistenza. Non è energia o materia ma è l’Essere puro capace di “porre in essere” qualsiasi quiddità.

A questo punto la convergenza tra scienza e fede comincia gradualmente a stagliarsi all’orizzonte, come aveva già previsto Teilhard de Chardin nella sua visione relativa alla convergenza inerente alla sua legge della complessità-coscienza.

Pier Angelo Piai