23 Ottobre 2013

C’È DI MEGLIO

C’è poco da fare, l’angolo che più attira in un parco
giochi è l’angolo del treninoIl piccolo Giannino lo vedo già lì, pronto a
scappare dalle braccia della mamma, per il suo turno, il suo giro. Con gli
occhi ha già scelto il suo vagone prima ancora che il trenino si fermi.


Un balzo e, ormai di casa com’è, si lega subito al suo
seggiolino in felice attesa che il treno parta sbuffando e fischiando. Al via
si sbraccia in saluti e grida di gioia, rispondendo alla mamma e agli amici che
aspettano il loro turno.


Ma, a fine corsa,  per Giannino non ci sono turni. Vuole ripartire e poi
ripetere e poi ripartireLa gioia non può avere fine!


Assisto ad una vera tragedia. La festa appena
cominciata, è già finita! Strilla, urla, calcia, singhiozza convulsamente. La
mamma lo deve letteralmente strappare dal seggiolino; e mentre si sente gridare:
“mamma, sei cattiva”, gli stampa un bacio in fronte per farsi perdonare quello
che si presenta come un eccesso di autorità.


Come mai la mamma procura al figlio un simile distacco
doloroso? Perché lo priva del “meglio”? perchè lo separa dal bene più entusiasmante
per lui in quel momento? Questo gesto terribile lei lo accompagna con le
parole: “tesoro mio!” Con uno strappo gli dona l’abbraccio.


La mamma sa qual è il meglio del meglio per il piccolo.
Solo lei è la risposta del figlio.


La vita è bella, gli amici sono tesori, la famiglia è
un paradiso in terra, la salute un bene ineguagliabile, le bellezze che ti
circondanosi sa, non sono eterne; ma non si vorrebbe mai “scendere”. Maad un
certo punto Dio ti toglie tutto. Un secondo giro in giostra non c’è, un altro
turno non si può fare. Il mondo intero Dio te lo strappa di mano e non ti
chiede neppure il permesso.


Devi morire! Perché?

Tu, Dio mio, non mi ami immensamente?! Perché questo dolore?


Proprio perché ti amo – risponde Dio. Sono geloso di
te. Ti ho fatto per me. Ti strappo dal seggiolino delle cose passeggere per
stringerti finalmente e per sempre tra le mie braccia. Ti stacco da tutto e da
tutti perché c’è di meglio per te; c’è l’infinitamente bello e desiderabile; c’è
la vita vera, una vita di gioia eterna.


Io sono il Paradiso per te, ma anche tu sei il
paradiso per me.

p.Andrea Panont