4 Settembre 2013

CONVERTITEVI PERCHÈ IL REGNO È VICINO!

I DOPO IL MARTIRIO DI GIOVANNI – anno C

Is 30, 8-15b ;Rom 5, 1-11 ; Mt 4, 12-17

 

Il Vangelo propone le prime parole del messaggio di
Gesù: “Convertitevi perchè il Regno è vicino!” Parole che rivolge a
ciascuno di noi, con le quali ci chiama a convertire lo sguardo con cui vediamo
le cose e il cuore con cui agiamo su di esse.

Gesù cominciò a predicare e a dire “Convertitevi!” Per quando la conversione la chiediamo agli altri,
perché noi siamo già a posto, Kyrie eleison

Gesù cominciò a dire: Il Regno dei cieli è vicino! Per quando abbiamo sentito Dio lontano e invece ci
eravamo noi allontanati dalla sorgente, verso altri regni, Kyrie eleison

Gesù inizia nella Galilea delle genti, sulla frontiera
tra ebrei e pagani,
e noi invece
alziamo barriere per non accogliere tutti i figli di Dio senza eccezioni, per
questo Kyrie eleison.

 

OMELIA  

   Due luoghi opposti fanno da fondale a questo Vangelo, due luoghi agli
estremi della scala del cuore.

       Il primo è il carcere buio di
Macheronte, l’altro il mare lucente di Galilea. Giovanni è imprigionato ma la
Parola non è imprigionata, vola sulle frontiere.

        Gesù andò ad abitare
a Cafarnao presso il mare
. Gesù considerava il lago di Galilea, come il suo
orizzonte geografico preferito. Il paesaggio del lago ha modellato
l’immaginario del giovani Rabbi e in parte anche la formulazione del suo
messaggio. Questo orizzonte d’acqua, questa grande distesa vitale – l’acqua è
la strada per cui la vita giunge sino a noi- ispira in Lui scelte, parabole,
miracoli, parole come nascere dall’acqua e dallo Spirito; metafore: vi farò pescatori di uomini; e
riti: il Battesimo.
L’acqua contiene un intero vocabolario di
salvezza.

 

Gesù andò ad
abitare nella Galilea delle genti
,
terra di frontiera, attraversata da tutti gli eserciti dell’Est, da tutti i
mercanti del mare e del deserto, ponte naturale verso il mondo, per dirci che
il Nuovo Messaggio è rivolto a tutti, a qualsiasi popolo appartenga, che
vuole raggiungere ciascuno in quello spazio interiore che ci affratella tutti,
in quella cella segreta dove tutti uguali ci troviamo a patire e a gioire per
l’oppressione o per la libertà, per l’amore o il tradimento, per la morte o la
vita, lì tutti siamo raggiunti dalla proposta del Regno. Che si può riassumere
così: un altro mondo è possibile, è possibile per tutti vivere meglio. E Gesù
ne possiede la chiave.

Gesù inizia su rive che sanno di vento, di vele
spiegate, di partenze. Il mare, come il deserto, fa nascere viaggi non
case.  Nasce il viaggio di Gesù
verso il luogo del cuore, per misurarsi con tutte le situazioni di frontiera
dell’uomo, con i casi limite, i casi di amore e morte, di violenza e tenerezza,
di sterilità e fecondità, di festa e di dolore.

        

          Come Gesù il
cristiano è di casa nelle terre di frontiera, cioè là dove si progettano le
nuove architetture del mondo, dove ci sono improvvisi soffi di Spirito che
aprono strade, dove c’è bisogno di drizzare i segni della comunione, che appare
impossibile ed è invece indispensabile.

 

La Chiesa nasce lì sulle rive di un lago, in un luogo
dove si sciolgono le vele, dove tutto sa di partenza e di approdi per dirci che
il senso della vita è di vegliare sui luoghi di incontro, sui germogli che
nascono, sulla prima luce che spunta, diventando, tutti, terra di approdo per qualche
naufrago, ponte e non muro. Ogni comunità, un porto di terra.

           

              Il Vangelo di Matteo oggi ci consegna le prime parole di Gesù. E sono
esattamente le stesse che Giovanni aveva innalzato nel deserto.

Convertitevi La prima parola con cui Gesù
inaugura il suo vangelo, la parola generativa, la premessa per capire tutto il
resto è: convertitevi.

Un verbo di movimento, mettetevi in cammino, giratevi
verso la luce. Gesù, il suo messaggio, il suo ministero è luce. Il popolo che abitava nelle tenebre vide una
grande luce.

Questo invertire la marcia e muoversi verso la luce ha
un perché: c’è il Regno che si apre come si apre come una falla di luce, una
fessura di luce nel muro della tenebra.

Tante volte ho sentito questa parola convertiti come
un comando, come un’ingiunzione, mentre si tratta di un invito. Gesù invita: la
mia strada porta alla luce, la mia strada fa nascere, su questa strada  la terra è più amabile, il cielo più
azzurro e più vicino. Cambia strada!

         Allora non suona
più come un’imposizione ma come una opportunità che conforta la vita, che
intensifica l’umano, che è incremento di umanità. 
Ciò che converte il freddo della vita in calore non è un imperativo, è
la vicinanza del fuoco.

La vicinanza del Regno, altra parola generatrice, parola matrice del
messaggio di Gesù, che dovremmo lasciar risuonare più spesso in noi.
Dio si è fatto vicino, ti
avvolge, è dentro di te, cresce in te. Girati verso di Lui.

Pensavamo di incontrare Dio
come frutto del nostro lavoro, invece
è Lui che ci incontra, che mi raggiunge, che mi
abita. Gratuitamente. Prima che io faccia qualcosa, prima che io sia buono e
degno. Scrive p. Vannucci: “la verità è
che noi siamo immersi in un mare d’amore e non ce ne rendiamo conto”.

Il Regno è già qui! C’è dell’altro dentro la vita, la realtà non è solo questo che si vede,
c’è Dio dentro, diramato dentro le vene del mondo, l’uomo ha Dio nel sangue,
c’è un’aria piena di semi di vita, c’è polline divino che gira per il mondo.

             Il Regno è qui significa in fondo: Dio è qui, con le mani  impigliate nel folto della  mia vita, non per giudicare ma per
farla fiorire in tutte le sue forme.   Il Regno è il mondo come Dio lo sogna, sintesi
delle speranze e fine di tutte le paure.

Il Regno è qui come lievito dentro la pasta inerte,
come primavera dentro i nostri inverni, come polline fecondo dentro il nostro
stesso respiro.

      Il Regno è qui. significa che il
fine della storia sarà felice nonostante terrorismi e crisi, arsenali nucleari
e inquinamento, nonostante il degrado che ci assedia. Il mondo non finirà nel
fuoco ma in un abbraccio, quando lo Spirito e la Sposa diranno vieni!

E se io lo credo non è per i segni che riesco a
scorgere dentro il groviglio dolente dei nostri giorni ma perché Dio si è
impegnato. E Dio esaudisce sempre non le nostre domande ma le sue promesse.

Il Regno è qui: ascoltiamo questo annuncio! Che pulsa
e geme. E’ qui come una energia immensa che mi investe e mi attraversa, a cui
mi abbandono; una forza che mi alimenta, e che fluisce da una sorgente  di vita non verrà mai meno, che è
sempre a mia disposizione, cui posso attingere ad ogni istante.

Il Regno è qui
e dice che in gioco nella mia vita c’è una vita più grande di me, un bene
grande che alimenta il nostro amore, una luce che alimenta la nostra piccola
lucerna, un’acqua che riempie la nostra anfora di creta.

            Il
Regno è qui! Vale a dire: Dio è all’opera per seppellire tesori nei campi dei
cuori, per seminare perle nel mare, in alto silenzio e con piccole cose.

 

 p. Ermes Ronchi

PREGHIERA
ALLA COMUNIONE

 

Venga il tuo regno Signore

E
sia più bello di tutti i sogni

Più
intenso di tutte le lacrime

Di
chi visse e morì nella notte per attenderlo.

 

Il tuo regno è già qui

Grande
come un tesoro,

piccolo
come un granello di senapa.

Piccolo
e grande come una stella nella notte.

 

Venga il tuo regno

Venga
come albero grande

ciò
che ora è solo un seme,

sbocci
nel sole ciò che ora pulsa nel profondo

 

Il tuo regno è già qui

Energia
immensa che mi investe e mi attraversa

Sorgente
che non viene meno,

lucente
Forza che alimenta la mia vita.

 

Venga il tuo regno

E
accenda le speranze più radicali

Quella
danza del desiderio

che
nulla fra le cose create potrà mai colmare

 

Il regno è già  qui. Convertitevi!

Giratevi
verso la luce

Perché
la luce è già qui.

E
Dio è all’opera

In
alto silenzio e con piccole cose.

 

Tertulliano: “Noi
piccoli pesci (pisciculi) prendiamo il nome dal pesce grande Gesù Cristo,
nasciamo dall’acqua ed è solo restando nell’acqua che saremo salvati”.

Nikos
Kazantzakis: ‘L’uomo è un essere che è uscito dall’acqua, che cammina sula
terra, e che vorrebbe volare’.

 Rab’ia: Tu ci porti doni/ su piatti
di luce / avvolti in veli di luce

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a cura di http://www.mondocrea.it