27 Agosto 2013

PER CHI SOSTIENE CHE TORNIAMO NEL NULLA

Se tutto dovesse finire nel niente, quello che crediamo “esistente” in effetti non esiste, avendo come sfondo il divenire.
“Esistere” è averne coscienza. Se con noi finisce tutto, cioé se
dovesse scomparire nel nulla anche la nostra coscienza, la nostra vita è
stata completamente inutile perché inesistente: per una porzione di
tempo infinitesimale abbiamo avuto coscienza di esistere, ma piombati
nel nulla con la morte, non abbiamo più coscienza di aver avuto
coscienza di esistere, il che equivale a non essere esistito: assurdo!

Sostiene il card. Biffi:

Se una dimostrazione scientifica è un’errata pretesa, partiamo col vedere cosa ci dicono la ragione e la logica
Se andrò a finire nel niente, io vivo già adesso per niente; cioè, se l’approdo dell’esistenza è il niente, anche la sostanza dell’esistenza è il niente, e questa è un’assurdità. Che qualcosa debba venire dal niente solo per tornare nel niente, è una contraddizione.
Perché?
Perché la strada piú breve sarebbe restare nel niente. Non si vede sennò quale sarebbe lo scopo. 

Solo uno stupido può credere che con la morte si finisce nel niente.
Venire dal niente per tornare nel niente è contraddittorio.
La logica sceglie sempre la strada più breve, e quindi sarebbe stato più breve rimanere nel nulla.
Ma poiché così non è stato, logica vuole che dopo la morte c’è vita eterna.
Altre prove ci arrivano persino dalla scienza, soprattutto dalla fisica moderna, la quantistica. Infatti i geni della scienza sono credenti in Dio Creatore.

(card.Biffi)