29 Luglio 2013

TUTTO È POSSIBILE PRESSO DIO



X DOMENICA DOPO PENTECOSTE – Anno C 2013

 

Re 3, 5-15 ; 1 Cor 3, 18-23 ; Lc 18, 24b-30

 

Benvenuti
tutti, amici e sconosciuti, alla Messa della Comunità. Tutti noi siamo qui
perché cerchiamo risposte alla domanda del giovane ricco: “Signore, cosa
devo fare per avere la vita?
Cercatori di vita, di una vita che sia buona
bella e beata, ora incontriamo colui che può accendere, come un fuoco che passa
nella foresta, le nostre vite.

Quanto è difficile per un ricco entrare nel Regno di Dio. Signore, tutti siamo ricchi di qualcosa. Per tutti è
difficile entrare nella tua logica di dono, per questo Kyrie eleison

Noi ti abbiamo seguito, dice Pietro. Io invece non so se ti ho seguito davvero, se ti ho
seguito sempre, se ho lasciato tutto per te, Kyrie eleison

Ma, allora, chi si salverà?
Nessuno conquista la salvezza da sé, ma tutti possiamo venire salvati da te,
signore dell’impossibile, Kyrie eleison.

 

Omelia

C’è nella Bibbia una preghiera che incanta il Signore.
Salomone ha davanti a sé un compito immenso e il Signore lo provoca: “Chiedimi
quello che vuoi e te lo darò!”

Nella
notte Salomone domanda il suo tesoro: “Donami un cuore che sappia ascoltare,
un cuore docile!”
E Dio si sorprende, Dio si meraviglia, resta incantato: “Non
hai chiesto né lunga vita, né ricchezza, né la morte dei tuoi nemici, e io
tutto questo ti dò insieme a un cuore docile, che ascolta e impara
.”. Senza
questo cuore non governi né la tua casa, né la tua famiglia, né il tuo mondo
interiore, né un Paese.

Un cuore che
ascolta.
Dono immenso da chiedere
sempre per noi tutti, per saper ascoltare Dio e il grido di Abele, angeli e
parabole, per ascoltare la bellezza della terra e la cattedra dei poveri.

Perché la vita vera inizia quando smetto di inseguire
ricchezza, lunga vita, successo, e incomincio a cercare un cuore docile che, letteralmente, significa un
cuore che ascolta, che si lascia abitare dagli altri.

  Con
questo cuore scopri intorno a te tesori.

C’è nel Vangelo un altro bel riferimento al
cuore e al tesoro, quando Matteo dice: “L’uomo buono trae fuori ricchezze
dal buon tesoro del suo cuore”.
Il buon tesoro del cuore: questa è la
ricchezza vera dell’uomo, massimo tesoro è un cuore buono.

Ho
sentito in questi giorni un atleta, che aveva perso le gambe in un incidente,
confessare in una intervista: quando
prego non penserai mica che io chieda a Dio di camminare? Ci sono cose molto
più importanti.

Mi
ha fatto riflettere: io, al posto di Salomone, che cosa avrei chiesto al
Signore?  Proviamo a stilare la
classifica dei nostri desideri. È così importante…

         Il Vangelo di oggi
viene subito dopo un incontro mancato, quello del ‘giovane ricco’ che se ne va
triste. Un giovane senza nome, il suo nome è stato rubato dal denaro. Perché il
denaro è così: anonimo, senza anima, e crea uomini a sua immagine e
somiglianza, senza nome e senza anima, separati da Dio e dagli altri.

Può un cristiano essere
ricco? La domanda provocatoria di Pelagio.

Le risposte si sono sprecate
lungo i secoli.

No, non può, se il denaro è
il suo padrone, se è l’obiettivo verso cui punta la freccia del cuore. Se è
“mammona”. Sì, se il denaro è suo servitore.

Ricordo la frase lapidaria,
scolpita di un antico portone a Verona: il denaro è un pessimo padrone e un
ottimo servitore. E il grande Basilio Magno rivolto ai ricchi e a ciascuno di
noi, ricco di cose:

Il pane che si spreca sulla tua tavola,
è pane sottratto all’affamato;

a chi è scalzo spettano le scarpe
allineate nei tuoi armadi;

a chi è nudo spettano i vestiti che le
tarme consumano nei tuoi bauli;

è del povero il denaro che si svaluta
nelle tue banche.

Com’è difficile, dice Gesù, per quanti possiedono ricchezze
entrare nel Regno di Dio, è più facile che un cammello passi per la cruna
dell’ago!
E allora mi sembra che siamo tutti come cammelli che tentano di
passare goffamente, inutilmente per la cruna dell’ago per entrare nel Regno di
Dio.

Ma capiamo bene che cosa è il Regno di Dio. Il
Regno di Dio non è il Paradiso, l’altro mondo, ma il mondo ‘altro’ come Dio lo
sogna, il punto di vista di Dio sull’uomo.

Un uomo nuovo che non è un uomo ricco, ma uno dal
cuore buono, con il cuore che ascolta. Un mondo nuovo che non è fondato sulla
ricchezza, e neppure sulla povertà, ma sulla comunione.

Notiamo nel Vangelo un crescendo. Gesù inizia
dicendo che è difficile per un ricco, prosegue con l’esempio del cammello e
dell’ago – l’animale più grande e il foro più piccolo – e poi conclude dicendo
che è impossibile. I discepoli si sentono sconfitti

Ecco
allora una della parole più belle di Gesù, una lieta notizia ripetuta più volte
nel Vangelo: “Tutto è possibile presso Dio”. Dio è capace di far passare
un cammello per la cruna di un ago, Dio ha la passione dell’impossibile, dieci
cammelli passeranno. La sua passione per l’impossibile gli fa moltiplicare per
cento quel nulla che hai, per riempirti.

Chi si
salverà? domandano gli ascoltatori. Salvarsi non è né facile né difficile,
è impossibile. Ma il mestiere di Dio è fare ciò che è impossibile per l’uomo:
tutti si viene salvati, è un verbo che si può pronunciare solo al passivo.
Nessuno si conquista da sé la salvezza.

Infatti Pietro si accorge con meraviglia che
l’impossibile è già realtà per lui e gli altri 11. Hanno già lasciato tutto per
seguire Gesù, il suo non è un ricatto ma un grido di stupore: noi abbiamo lasciato tutto, come è stato
possibile? È accaduto perché hanno trovato di più, hanno intravvisto un
tesoro, Gesù.

Quante volte ho sentito uomini e donne di Dio ripetere
il pensiero di Pietro: Cristo è stato l’affare più bello della mia vita,
l’affare migliore!.

Signore, che cosa avremo in cambio? Avrai in cambio una vita moltiplicata, profondità
unica in tutto ciò che fai, che pensi, che dici.

Seguire Cristo non è un discorso di sacrifici ma di
moltiplicazione di vita, lasciare tutto ma per avere tutto. Il cristiano è uno
che sceglie e scegliendo bene guadagna molto
di più. Per sé e per il mondo.

Sceglie la sobrietà, con cui protegge il creato dallo
sfruttamento che lo inquina e lo uccide.

Sceglie la solidarietà e con essa protegge i deboli
che l’avidità inquina e uccide. Ed è così entra nel Regno dei cieli.

 Sobrietà e solidarietà, due parole sole, e tutta la
conversione.

Sobrietà
e solidarietà, seguendo Gesù che non aveva neppure una pietra dove posare il
capo, ma custodiva denaro per i poveri.

Per uscire dalla dittatura del mercato, dalla tirannia
del denaro, per opporvisi come i Profeti che si levano contro quelli che divorano il mio popolo come fosse un
tozzo
di pane, quelli che vendono un uomo per un paio di sandali. Gesù
è per i poveri, con i poveri, contro la loro povertà.

Questo
tempo di crisi ci può aiutare a rivedere la nostra vita, secondo i due criteri
del Regno di Dio: sobrietà e solidarietà.

Per concludere ricordo le ultime parole di don
Lorenzo Milani, lui figlio di una ricca famiglia borghese fiorentina, si è fatto
povero con i poveri ma per combattere la cultura dello scarto, della
emarginazione:

Sul
letto di morte diceva: “In questa stanza sta avvenendo un miracolo, il
cammello passa per la cruna dell’ago!”

 

PREGHIERA ALLA COMUNIONE

Vuoi
onorare il corpo di
Cristo?

Dopo
averlo onorato in chiesa,

non
disprezzarlo quando è coperto di stracci

fuori
della porta della chiesa.

Colui
che ha detto: «Questo è il mio corpo»

ha
detto anche: «Questa è la mia fame».

Che
importa che la mensa del Signore

scintilli
di calici d’oro mentre lui muore di fame?

Che
senso ha offrirgli porpora e oro

e
rifiutargli un bicchiere d’acqua?

Rendi
bella la casa del Signore

ma
non disprezzare il mendicante,

perché
il tempio di carne di questo fratello

è
più prezioso del tempio di pietre!

 

                                    (Giovanni
Crisostomo)