29 Maggio 2013

ANDREA PANONT : IL GIARDINO DI TERESA


giardino.pdf

Prefazione di P. Emilio Martinez ocd   a “Il Giardino di Teresa” di Andrea Panont

———

Assieme all’autore di “Il giardino di Teresa”, P. Andrea Panont, carmelitano scalzo, vorrei ringraziare anche le coeditrici, Velar ed Elledici, per la loro gentilezza nei miei confronti nel permettermi di scrivere la prefazione di questo libro.

Noi carmelitani – e non meno le nostre sorelle monache –  andiamo volentieri ai giardini.

E’ questa una consuetudine, un’inclinazione in più del nostro carisma. L’esempio ci viene dai nostri antenati, da quei vecchi Crociati del Medioevo che sono andati in Terra Santa per fare la guerra, ma vi sono rimasti per vivere da fratelli, attratti ed uniti da Maria, e per lodare Dio sul Monte Carmelo.

Ci hanno insegnato ad apprezzare i fiori e i frutti di questo monte, noto in tanti libri biblici per la sua bellezza e per la ricchezza della sua vegetazione.

Teresa e Giovanni della Croce illuminarono tutta la cristianità con la loro esperienza di Dio, prendendo stupendi esempi dalla natura. In Teresa, come ci illustra il racconto che dà il titolo a questo libro, c’è una vera e propria passione per i giardini.

La nostra fondatrice, quindi, non avrà nessun timore a paragonare la nostra anima, e la sua, ad un giardino coltivato da noi, ma seminato e curato da Dio stesso.

Un altro vizio prezioso dei carmelitani, condiviso anche dalle carmelitane,  è quello di attaccarci alla penna: scrivere, comunicare quello che viviamo, donare le nostre esperienze di luce e anche quelle di buio –San Giovanni della Croce è il Maestro della Notte Oscura -.

Insomma mi sembra un frutto di Nuova Evangelizzazione poter lasciare sulla carta quello che, tramite i nostri sensi e i nostri pensieri,  anche e soprattutto spirituali, ci è dato di capire e sperimentare circa la presenza di Dio nel mondo.

Ed ecco che anche P. Andrea, sorpreso da questo vizio, prende la sua penna e semina con gocce di inchiostro questo giardino, nato dalla sua ammirabile capacità di ascoltare e guardarsi intorno, per scoprire quello che soltanto i veri contemplativi sanno capire.

Anche per noi il mondo e la vista dei suoi errori è molto spesso, purtroppo, fonte di disagio e di pena. Ma padre Andrea ci insegna a scoprire la realtà che Dio ha diffusamente seminato e profondamente nascosto nelle vicende della vita di ogni giorno.

In questo modo, il braccio dato da lui al cieco diventa immagine della Parola di Dio: è luce di cui tutti abbiamo bisogno per camminare lungo le strade della vita; è fuoco che invita, chiunque voglia gustare la vita, a uscire da sé. Gli stessi paragoni dell’enologo diventano insegnamento per i predicatori, chiamati ad essere testimoni nel vivere la parola che proclamano e invitano gli ascoltatori a vendere il buon vino delle opere concrete d’amore, che sgorgano dalla parola di Dio. E così via
 
P. Andrea, da bravo apostolo, non intende coltivare solo per se stesso questo giardino, in cui nascono a profusione i fiori sbocciati dalle sue gocce di inchiostro. Grazie a questo distacco, non fa mai la figura del gigante egoista del racconto di Wilde, ma senza riserve ci offre la bellezza di quanto il Signore gli fa capire dalla vita.

Tutto raccoglie dalla contemplazione, ne fa tesoro geloso per poterlo poi largamente condividere.
Grazie al suo nuovo libro “Il giardino di Teresa”, noi pure possiamo gustare i profumi dei fiori della vita, seminati con immensa generosità dalla mano di Dio.

P. Emilio J. Martinez Gonzalez
Vicario Generale dei Carmelitani Scalzi Casa Generalizia – Corso di Italia, 38 – RM