7 Aprile 2003

Legalità internazionale indebolita

dal Messaggero Veneto del 07/04/03
di Giovanni Palombarini

NUOVO ORDINE MONDIALE

LEGALITA’ INDEBOLITA
di GIOVANNI PALOMBARINI


Che fine farà il diritto internazionale? Dopo la seconda guerra mondiale sembrava che popoli e Stati avessero acquisito una consapevolezza profonda della necessità di una legalità internazionale. Di qui la nascita dell’Onu, il cui statuto aveva una sua coerenza (anche se la previsione del diritto di veto, in consiglio di sicurezza, delle grandi potenze che avevano vinto la guerra appare oggi superata).

Era appunto il consiglio che poteva disporre interventi diretti di una forza armata – i caschi blu – se si prospettava la necessità di una guerra per difendere un paese aggredito. Un’interpretazione estensiva della norma vi ha ricompreso l’uso della forza per garantire la pace o per dividere popoli in conflitto e tutelare minoranze (ancora oggi i caschi blu sono a Cipro) e l’autorizzazione all’autodifesa in proprio, però sempre in risposta “al primo attacco armato”.

Dopo la fine della guerra fredda, il ruolo dell’Onu, che evidentemente aveva trovato un sostegno proprio del cosiddetto equilibrio del terrore, si è andato indebolendo. Così si è passati alle iniziative belliche in assenza di autorizzazione (che gli Stati interessati hanno considerato autorizzazioni implicite, come nel caso della guerra della Nato alla Jugoslavia) e quindi, alla fine della china, alla guerra all’Iraq.

Una guerra contro la volontà del consiglio di sicurezza e dell’Onu, oltre che della grande maggioranza degli Stati.
Oggi la situazione è quella che è. Inutilmente i popoli di tutto il mondo e le religioni, prima fra tutte la Chiesa di Roma, hanno protestato e protestano per una guerra cominciata palesemente contro ogni regola del diritto internazionale – che non consente ad alcuno di aggredire uno Stato neppure con lo scopo di abbattere una dittatura – e che ogni giorno vede il moltiplicarsi delle vittime innocenti.

Dall’altro lato lo svuotamento dell’Onu sembra dare ragione a quei commentatori, anche nostrani, che pur di sostenere l’amministrazione statunitense non esitano ad affermare che il diritto internazionale nasce dai fatti (e non dagli accordi largamente condivisi fra gli Stati) e che pertanto attualmente è quello che corrisponde all’esigenza di definire un nuovo ordine mondiale.

Ciò è evidentemente inaccettabile. Basti pensare che i commentatori politici (e i governanti americani) che illustrano una simile prospettiva parlano tranquillamente di guerra infinita e prospettano nuove iniziative belliche ai danni di Siria, Iran e Corea. Dunque una legalità internazionale dev’essere ripristinata.

Certo ricostruirla sarà difficile, ma proprio la presa di coscienza dei popoli, delle religioni e di tanti Stati della drammatica spirale che si è aperta per tutto il mondo nell’ultimo decennio e il rifiuto delle culture più diverse di ogni logica imperialista inducono a essere ottimisti.
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