18 Febbraio 2013

NON DI SOLO PANE VIVRÀ L’UOMO

I
DOMENICA ALL’INIZIO DI QUARESIMA – Anno B

Imposizione
delle Ceneri

 

Is 57, 15-58,4a – 2 Cor 4, 16b-5,9 – Mt 4, 1-11

 

Iniziamo la Quaresima sotto il segno delle Ceneri, la
concluderemo nel segno della luce, a Pasqua. Il nostro itinerario: risorgere
dalle nostre delusioni, dalle ceneri, dalla vita che si va spegnendo verso una
vita accesa. Io sono polvere e cenere, dice Abramo a Dio; voi siete luce,
assicura Gesù a noi. Quaresima è una occasione per scegliere ciò che vogliamo
diventare, con l’aiuto di Dio.

 

Siamo
radunati nel nome della fede. E per i credenti questi sono giorni di grande
intensità, segnati dalla rinuncia del Papa Benedetto XVI. Un gesto epocale, che
muterà la storia della chiesa più di documenti ed encicliche. Un gesto di
amore, umano ed evangelico, per la chiesa; un gesto di coraggio nel seguire la propria
coscienza e nel proporre scelte dirompenti; un gesto di libertà di fronte agli
uomini, al potere, alla storia.  Non
c’è amore senza libertà, non esiste libertà senza coraggio. E amore libertà e
coraggio sono la patria dell’uomo vero. Forse il più grande insegnamento di
questo nostro Papa, quando i gesti contano più delle parole.

Un gesto di
una tale normalità, così normale evangelicamente e umanamente, da apparire sorprendente
e straordinario. Che possa diventare per le nostre vite e per la nostra fede, segno
e modello: di amore libertà e coraggio. Di umiltà che ha fede non in sé ma
nello Spirito.

 

Poniamoci ora davanti alle scelte della nostra vita,
affinché siano sempre più umane ed evangeliche.

 

Dice il Nemico: dì che queste pietre
diventino pane!
Per aver ridotto
l’uomo a corpo, i sogni a denaro, per tutta la nostra fame di cose inutili,
Kyrie eleison

Dice il tentatore: buttati, verranno gli
angeli!
Per aver cercato Dio non
come Padre ma come guaritore, non come Luce del cuore ma come dispensatore di
favori, Kyrie eleison

Dice lo spirito del male: ti darò potere
su tutto se mi adorerai!
Per la
nostra fame di potere, se abbiamo svenduto dignità e onestà per una promessa di
denaro o di carriera, per un’ora di celebrità, di questo, Signore, veramente,
perdono: Kyrie eleison

 

OMELIA

 

In quel tempo, Gesù, ed è come dire: in questo tempo,
io.

Perché ogni uomo è quell’uomo, ogni ora è quell’ora,
in cui lo Spirito ti spinge, con forza, faccia a faccia con il tuo profondo, su
quel crinale stretto dove si gioca il senso della vita, sul bivio che si apre
davanti ad ogni scelta decisiva.

Le tentazioni sono come un
decreto di libertà, perché si tratta sempre di scegliere tra due amori, di dare
il cuore a ciò che vale di più; di scegliere tra gli pseudovalori proposti dal Nemico, che fanno male (il Male è ciò che fa male all’uomo), e i valori del vangelo, che umanizzano e fanno
fiorire.

Le Tentazioni di Gesù sono
l’espressione massima dell’intelligenza umana, non già della malvagità
dell’uomo; non propongono delitti, violenza o inganno, queste cose sappiamo
anche riconoscerle, perfino evitarle. Vanno invece a toccare la sostanza profonda
di me.

Dice Olivier Clement: “le
grandi tentazioni non sono quelle di cui si è preoccupato e perfino
ossessionato un certo cristianesimo moralistico, non sono quelle che ci saremmo
aspettati, quelle, per es. che riguardano la sfera sessuale, sono in vece
quelle che vanno a demolire la fede”.

Vediamo come. La prima
tentazione: Che queste pietre diventino pane.
Il diavolo non propone il
male, ma un bene. Il pane è un bene, un valore indiscutibile.

Gesù risponde giocando al
rialzo, sfida il diavolo sul suo terreno, offrendo più vita: “Non di solo
pane vivrà l’uomo”
il pane è buono ma più buona è la parola di Dio. Il pane
dà vita ma più vita viene dalla bocca di Dio. Non ridurre i tuoi sogni a cose o
denaro. Nessuno mi fa più pena di chi traduce i suoi sogni in denaro.

Gesù accende un sogno di
cielo con parole bellissime: “L’uomo vive di ogni parola che esce dalla
bocca di D
io. Non di solo pane, anzi di solo pane l’uomo muore.

E dalla bocca di Dio sono
venute le parole che hanno creato la luce, il cosmo, le creature, è venuto
il Verbo e il Suo Vangelo
ma dalla bocca di Dio è venuto il respiro che ci
fa vivere, sei venuto tu.

Se l’uomo vive di ciò che
viene da Dio, io vivo del creato, ma soprattutto di te, fratello, amico,
familiare, amore. Di te che sei parola pronunciata dalla bocca di Dio per me. Parola
che non ripeterà mai più.

L’uomo non vive
di cose, vive di creature. L’uomo vive di Dio e lo prega così: Mi manca il
respiro se Tu mi manchi!

La seconda
tentazione
è una sfida aperta a Dio: “Buttati giù, chiedi un miracolo.
Quello che sembrerebbe il più alto atto di fede “gettati con fiducia” ne
è invece la caricatura, perché  è
pura ricerca del proprio vantaggio. Del proprio capriccio.

Gesù replica: tu non
cerchi Dio ma i suoi benefici.
Non cerchi il Signore ma solo miracoli, un
Dio al tuo servizio.

Buttati, dice il diavolo,
facci vedere un volo di angeli. E la tentazione è fatta con la Bibbia alla
mano, è giustificata dalla parola di Dio: sta scritto: Dio manderà angeli
perché tu non inciampi, si prenderà cura di te!

 Invece
di angeli abbiamo visto la malattia, un fallimento, la morte, vendemmie di
dolore. Dove sono gli angeli che ha promesso?

Scrive
Bonhoeffer: “Dio non protegge dal dolore ma nel dolore, non salva dalla croce
ma nella croce” come ha fatto con Gesù.

E Dio non risponderà a tutto
ciò che io desidero, eppure avrò tutto ciò di cui, senza rendermene conto,
tutto ciò di cui ho davvero bisogno.

Io so che il Signore sarà
presente, non quando io mi butto, ma quando io starò per cadere;
per evitarmi una caduta rovinosa? Forse. Ma di certo
per aiutarmi a rialzarmi e a ripartire.

Io avanzerò nella vita non
per la forza di miracoli imprevisti, ma per il prodigio di un Dio che è forza
dentro ognuno dei miei passi.

Verranno
angeli a portarti sulle mani…
Io lo
so che verranno quando con l’ultimo, con il più grande atto di fede, mi butterò
in Te, Signore, nel giorno della mia morte, fidandomi.

E vorrei che quel giorno un
angelo mi tenesse per mano, perché ho un po’ paura e mi dicesse in quell’ultimo
tratto di cielo, solo questo: Vieni, hai tentato di amare, il tuo desiderio
di amore era già amore!
Non chiedo altro, ma che lo dica con un sorriso.

Terza
tentazione: “Adorami e ti darò tutto il potere del mondo”;
è come se il
diavolo dicesse: Gesù, Tu vuoi cambiare il corso della storia con la Croce? Non
funzionerà, il mondo ha dei problemi Tu devi risolverli. Che problemi risolve
una Croce? li aumenta, invece. Il mondo è già tutto una foresta di croci, una
vendemmia di sangue e di morte, cosa cambierà un crocifisso in più?

Adorami, invece, prendi e
segui la mia logica. Prenditi il potere, fatti valere, cambia le leggi, occupa la società solo così
risolverai i problemi. Tu, Gesù, credi di cambiare il mondo con l’amore? Sei
un illuso. Ascolta me: vuoi avere gli uomini dalla tua parte: assicura loro
pane e potere e ti seguiranno. Fa come dico io e il mondo sarà tuo.

Il diavolo fa un mercato, un mercimonio con l’uomo
esattamente il contrario di Dio che non fa mai mercato con i doni. E quanti hanno
fatto come dice il Nemico, hanno venduto la loro dignità di uomini o di donne
in cambio di una poltrona, di denaro, di un’ora di celebrità!

Ma Gesù non vuole
impossessarsi del mondo, non sa che farsene di un’umanità di schiavi
sottomessi, Lui vuole figli, gioiosi liberi e amanti. Per questo anziché impadronirsi
dell’uomo, lo libererà.

Ed ecco,
conclude il Vangelo: “angeli si avvicinarono e lo servivano.

Notiamo i due verbi: avvicinarsi e servire, azioni da
angeli.

Se in questa Quaresima ognuno di noi potesse avvicinarsi
a una persona, anche una soltanto, che ha bisogno, perché malata o sola o
povera, regalando un po’ di tempo e un po’ di cuore, allora per quella persona
sarebbe come un angelo che si avvicina.

Il Signore manda
angeli anche nella mia casa: li manda a prendersi cura di noi, sono i nostri
cari, quelle persone buone che sanno inventare una nuova carezza, che hanno
occhi di luce, che ti sorreggono con le loro mani, instancabili e leggere,
tutte le volte che inciampi.

Per questa
Quaresima, allora, prendiamoci cura di una persona e vedremo il Vangelo farsi
vivo, vedremo angeli popolare i nostri deserti, sentiremo Isaia cantare la sua
bellissima canzone:

Illumina altri e ti illuminerai,

guarisci altri e guarirà la tua ferita.

Illumina altri e la tua luce sorgerà come un sole.

 

Preghiera alla comunione

Salmo 50,  trascritto da G. Quarenghi.

Non smettere di volermi bene, non smettere mai.

Ho sbagliato, sapevo che non era da fare,

l’ho fatto lo stesso, l’ho fatto apposta.

Non capisco cosa mi succede a volte, so che è
sbagliato,

Tu me l’hai detto e ridetto che è sbagliato

ma io lo faccio lo stesso non posso farne a meno

è più forte di me. Mi hai insegnato ad essere sincero,

chi è sincero è buono, dici sempre.

Mi hai insegnato di non avere paura di quello che
sono,

a non nascondermi, ma ora vieni Tu a cercarmi.

Trovami, non dirmi che non ti fidi più di me

e fammi tornare ad essere contento,

dimentica i miei errori e non ci saranno più,

non mandarmi via, non mandarmi dove Tu non ci sei,

non dirmi che non mi vuoi più qui con Te

e non andare via neppure Tu.

Rimani qui e guardami come quando mi vuoi bene,

Pensa che posso farcela e ce la farò

pensa che sono buono e lo sarò.

Io non so farti promesse,

Tu perdonami però, e vieni a cercarmi.

Eccoti, finalmente sei qui,

mi prendi tra le braccia,

tienimi così e dimmelo, dimmelo

che non smetterai di volermi bene

MAI.

 

Due parole finali come
impegno per questa quaresima: sobrietà e
solidarietà.

Sobrietà nei confronti delle nostre
voglie, dei mille desideri disordinati.

Solidarietà verso i fratelli,
avvicinarsi e prendersi cura di una persona..