20 Gennaio 2013

SPLENDA PER TE IL VOLTO DI DIO

OTTAVA DEL NATALE – CIRCONCISIONE DI GESU’

Giornata mondiale della Pace – Anno C

Num 6,22-27; Fil 2,5-11; Lc 2, 18-21

 

Per
tutti noi è un dono essere qui, un altro anno qui. Oggi, otto giorni dopo
Natale, a vivere la nostra vocazione: diventare terra abitata da Dio, carne
intrisa di cielo. Oggi, primo giorno dell’anno, accogliamo il dono grande del
tempo, e quello della pace da ricevere e dare. Affidiamo speranze, sconfitte,
ansie, paure e ogni nuovo inizio alla grazia di Dio.

Signore, per avere tante volte dissipato il nostro tempo in cose di
poco conto,
per avere sprecato il
dono stupendo del tempo, Kyrie eleison

Signore, per avere tante volte, troppe volte vissuto con la testa e il
cuore rivolti al passato,
come i
paurosi, come quelli che non hanno il coraggio di piantare e seminare,
Kyrie eleison

Signore,
se in noi non è pace non daremo pace: per la pace non accolta e non protetta,
per la pace non costruita,  Kyrie
eleison

 

Omelia

La prima parola che sale alle labbra, oggi, è auguri.
Anche la liturgia fa lo stesso,
con le prime parole della prima lettura del
nuovo anno.

Un
augurio bello come pochi: “Il Signore parlò a Mosè, ad Aronne, ai suoi figli
e disse: Voi benedirete i vostri fratelli”. Voi benedirete:
lo ordina a
quelli che gli sono più vicini, a me: in principio a tutto, per prima cosa ‘tu benedirai’, che lo meritino o no,
prima di ogni altra parola ‘tu benedirai
i tuoi fratelli’. Voglio tenere come consegnato a me questo ordine, lungo
tutto l’anno che viene: Tu benedirai.

 La mia missione è benedire, dire bene, scoprire il
bene della vita, dell’uomo, dei giorni.

Lo
farai subito anche quando altre parole premono dentro, lo farai in-principio,
dall’inizio delle parole, come un pregiudizio buono che stende luce su tutte le
persone. A prescindere da tutto.

Se
non impara a benedire l’uomo non potrà mai essere felice.

Poter dire a chi mi è vicino:
tu sei una benedizione per me.  Dio
mi benedice con la tua presenza, possa Dio benedire te con la mia presenza!

E
come si fa a benedire? Dio stesso ordina le parole, e sono quelle e non altre,
e sono bellissime:

Ti benedica il Signore e ti custodisca.

Faccia risplendere per te il suo volto.

Risaliamo
alla prima di tutte le benedizioni: “Dio benedisse l’uomo e la donna
dicendo: crescete e moltiplicatevi!”
Ecco che cosa è la benedizione! Una
energia di vita che scende dall’alto, che entra in me, che fa crescere, che
dilata, intensifica e custodisce l’esistenza.

Faccia risplendere per te il suo volto! Che cosa è un volto che risplende: forse poca cosa,
eppure è l’essenziale. Ieri sera era qui Paola, in sedia a rotelle dall’età di
26 anni, ed era luminosa. Perché il volto è la finestra del cuore, racconta
cosa ti abita. E il cuore è una finestra del cielo.

Splenda per te il volto di Dio significa
scopri nell’anno che viene un Dio luminoso, un Dio solare, ricco non di troni,
di poteri, di leggi, di dichiarazioni ma il cui più vero tabernacolo è un volto
luminoso. Un Dio dalle grandi braccia e dal cuore di luce.

Al
Salmo abbiamo pregato: “Il Signore ci benedica con la luce”, la
benedizione di Dio per l’anno che viene non è né salute, né ricchezza, né
fortuna, né lunga vita ,ma molto semplicemente è la luce.

Luce
interiore per vedere in profondità, luce per scegliere la via da percorrere,
luce da gustare.

È
il primo augurio che Dio stesso ci rivolge: scoprire il suo volto luminoso, assorbirne
la luce e rilasciarla goccia a goccia. Passare splendendo per un istante…!

Dio
ci benedice ponendoci accanto persone dal volto e dal cuore luminosi che
emanano bontà, generosità, bellezza, pace.

Il Signore illumini per te il tuo volto! E’ una forma linguistica indiretta e magnifica.
Infatti che cosa accende luce nel volto di una persona? Che cosa la illumina?
E’ il sorriso. Una persona sorride e subito si illumina, di più, si fa raggiante,
irradia luce.

Che
tu possa accogliere il volto sorridente di Dio. Capire, vivere, amare un Dio
raggiante che sorride. E quando accade che la vita si riempia di sorrisi? Quando
nasce amore!
Dio sorride a te perché ama te.

Dio
si illumina per te, perché tu gli dai gioia.

E
continua ancora la benedizione biblica: “Il Signore ti faccia grazia”. Cosa
ci riserverà l’anno che viene? Io non lo so, ma di una cosa sono certo: Il
Signore mi farà grazia
, che vuol dire: il Signore si rivolgerà verso di me,
si chinerà su di me, mi farà grazia di tutti gli sbagli, di tutti gli
abbandoni.

Camminerà
con me, nelle mie prove dure Lui si chinerà su di me. E se cadrò a terra, se
continuerò a farmi del male, Dio si piegherà ancora di più su di me. Lui sarà
il mio confine di cielo, curvo su di me perché vuole che non gli sfugga un solo
mio sospiro, che non vada perduta una sola mia lacrima. Qualunque cosa
accadrà quest’anno Dio sarà chino su di me, non per condannarmi ma per farmi
grazia.

Le
ultime parole: in questo modo porranno il
mio nome sopra gli uomini. Il nome vuol dire la persona. Quando benedici tu
poni Dio, tu metti Dio sopra le persone, sugli occhi sul volto sul cuore. Sono
bagnati, intrisi di Dio.

A
Betlemme qualcosa di misterioso è entrato negli incontri: “Tutti quelli che
udivano si stupirono delle cose dette dai pastori”.
Otto giorni dopo Natale
ritorna questa grande parola ‘stupore’ . Ed è l’augurio che formulo per
me e per voi: riscoprire lo stupore della fede.

Lasciarsi
incantare da una parola del Signore,

stupirsi
ancora della mangiatoia e della Croce,

sapersi
meravigliare del Logos che è dentro ogni carne,

dell’Eterno
che si insinua nell’istante,

del
Pane che si fa Corpo,

dell’anno
che riparte, di un Dio che sorride.

Luca
presenta la Vergine Maria come Maestra di stupore, Lei che custodiva e meditava nel cuore.

Custodire è il verbo che
salva il passato e meditare è il verbo che salva il presente. Maria
medita su come sia possibile tenere insieme gli estremi: una stalla e sopra di
essa una moltitudine di angeli, un Bambino che piange e il Verbo che è presso
Dio.

Custodiva nel suo cuore! Perché
la storia di un figlio è scritta prima di tutto nel cuore di sua madre.

Custodiva
la Bella Notizia. Con il Natale anche Dio conosce il desiderio
umanissimo di amare e di essere amato, Dio ha un cuore di carne.

Custodiva con cura perché
molte cose minacciano la memoria del cuore.

Allora,
ecco l’augurio che formulo per me e per ciascuno: restituire tempo e memoria
al cuore per custodire il futuro, per salvare il passato.

 Salvare stupori, annunciazione, fecondità inattese,
verginità riconquistate, dire per il passato ‘grazie’; per il futuro ‘sì’.

Dimentichiamo
tutta la liturgia laica che presiede a questi giorni, regali, botti, auguri,
sms, per conservare ciò che vale davvero: la capacità di andare di inizio in
inizio, di stupirci per il Volto di luce di Dio, per il suo sorriso. Di
stupirci per le persone che camminano al nostro fianco, benedizione di Dio per
noi.

Dice
il Signore: con me vivrai solo inizi! E si va di inizio in inizio,
attraverso ricominciamenti sempre nuovi, il tempo è nuovo, la luce è nuova ogni
giorno, le primavere sono nuove da sempre, l’amore è novità del cuore.

Cosa
dovrò fare, allora, quest’anno?

Benedire
i fratelli, fissare un Dio dal volto luminoso, salvare lo stupore e passare
splendendo anche se solo per un istante.

E
come oggi ricomincia da capo il grande ciclo dell’anno e il tempo ridiventa
nuovo, così anche noi iniziamo da capo la nostra avventura verso figli più
felici, verso più pace, verso meno violenza, meno fango, meno sangue.

Buon anno a ciascuno, allora, buono della bontà di Dio.

Lui ti benedica, ti custodisca, illumini per te il suo volto,

si chini su di te e ti dia pace!

 

PREGHIERA ALLA COMUNIONE

Signore, in quest’anno
che inizia

vesti i nostri occhi
della tua luce,

la nostra carne della
tua vitalità.

Rivesti il passato
della tua misericordia

 e il presente della tua pace.

Signore, insegnaci
sguardi profondi oltre il velo delle sconfitte,

donaci occhi di fiducia
e di scoperta che ci salvino dall’abitudine.

Donaci un cuore chiaro
che veda le cose invisibili agli occhi.

Anche in quelle prove
che ci sembrano senza uscita,

anche in quello che ci
pare un piangere inutile,

anche quando ci sembra
di camminare verso nessun luogo,

senza vedere né la
strada né la meta

Signore, genera ancora
il tuo futuro

come una Croce dove già
respira la risurrezione,

come il seme che
attende nel buio il richiamo della primavera.

Fa’ che gustiamo le
nostre piccole e grandi gioie

non come cose da rubare
agli altri, da rapire alla vita

ma come energie donate
per incantare di nuovo l’esistenza,

per ringraziare Te e nutrirci tra noi.

Per accendere di luce
tutti i nostri orizzonti. Amen