13 Dicembre 2012

GRADI DI PERFEZIONE

4. GRADI DI PERFEZIONE (San Giovanni della Croce)

1. Non commettere un peccato per tutto
l’oro del mondo, evitare qualsiasi peccato veniale deliberato, come pure ogni
altra imperfezione conosciuta.

2. Cercare di essere sempre alla presenza
di Dio, sia essa reale, immaginaria o unitiva, compatibilmente con i propri
impegni.

3. Non fare cosa né dire parola
importante che Cristo non avesse fatto o detto se si fosse trovato nella
situazione in cui mi trovo io e avesse avuto la mia età e la mia salute.

4. In tutte le cose cerchi l’onore e la
maggior gloria di Dio.

5. Per nessuna occupazione di questo
mondo trascuri l’orazione mentale che è nutrimento dell’anima.

6. Non trascuri l’esame di coscienza con
la scusa delle occupazioni e faccia una penitenza per ogni mancanza a questo
proposito.

7. Si penta amaramente per ogni tempo
perso o non impiegato nell’amare Dio.

8. In tutte le cose, eccelse o umili,
abbia Dio come fine, poiché diversamente non crescerà nella perfezione e nel
merito.

9. Non manchi mai all’orazione e quando
proverà aridità e difficoltà, perseveri ugualmente in essa, perché spesso Dio
vuole vedere ciò che ha nell’anima e questo non si prova nelle cose facili e
piacevoli.

10. Del cielo e della terra scelga sempre
le cose più umili, come pure il luogo e l’ufficio più umile.

11. Non s’intrometta mai in ciò che non
le viene comandato, né si ostini in cosa alcuna, anche se ha ragione. In ciò che
le è comandato, poi, se le danno il dito (come si dice) non prenda tutta la
mano; in questo alcuni si sbagliano, convinti di essere obbligati a fare ciò a
cui, se vi riflettono bene, nessuno li ha obbligati.

12. Non si preoccupi mai degli affari
altrui, buoni o cattivi che siano, perché, oltre al pericolo che vi è di
peccare, sono causa di distrazione e di poco raccoglimento.

13. Cerchi sempre di confessarsi con
molta conoscenza della propria miseria, con chiarezza e purezza.

14. Anche se le cose che deve fare per il
suo ufficio le riescono difficili e sgradite, non si perda d’animo, perché non
sarà sempre così; Dio, che prova l’anima facendole sentire fatica nel precetto (cfr.
Sal 93 [94], 19.22 Volg.), in breve gliene farà provare il bene e il profitto.

15. Ricordi sempre che tutto ciò che le
accade, di bene o di male, viene da Dio, affinché nel primo caso non
s’insuperbisca e nel secondo non si scoraggi.

16. Ricordi sempre di essere venuto solo
per essere santo e non tolleri quindi che nella sua anima regni qualcosa che non
conduca alla santità.

17. Cerchi sempre di accontentare gli
altri più che se stesso e così non proverà invidia né spirito di proprietà verso
le cose altrui. Questo va inteso per le cose che sono conformi alla perfezione,
perché Dio si adira profondamente contro coloro che antepongono il beneplacito
degli uomini al suo.