19 Agosto 2012

IL CASO

               
Matteo, un impiegato sui 40 anni lavorava in banca. Da un po’ di tempo si sentiva piuttosto annoiato perché i giorni gli parevano tutti uguali. Si alzava alla stessa ora, andava a lavorare con gli stessi mezzi, in ufficio doveva svolgere più o meno le stesse pratiche, mangiava in orari fissi, svolgeva anche in casa le stesse mansioni con la moglie e i figli adolescenti. Questa noia pian piano si stava tramutando in una forma particolare di depressione che lo costrinse a farsi curare da uno specialista, ma senza esiti soddisfacenti. La vita sembrava non avere più senso.

Un giorno la moglie ebbe l’idea di portarlo da Elia, il quale era noto anche per aver risolto casi simili a quello di suo marito. Quando giunsero furono accolti cordialmente da Elia, il quale ascoltò attentamente Matteo e sua moglie.

Terminato il colloquio Elia propose a Matteo di rimanere qualche giorno ospite a casa sua.
Dopo alcuni istanti di perplessità, accettò e fissarono la data.

Venuto il giorno prefissato Matteo si ripresentò e si dispose nella modesta cameretta per gli ospiti. Passarono i giorni: osservando quello che faceva Elia, Matteo si meravigliava delle sue abitudini. Era preciso come un orologio: si alzava presto, pregava, bagnava l’orto e curava le piante, andava a fare la spesa, preparava da mangiare, si ritirava a studiare ed a scrivere… A Matteo la vita di Elia appariva piuttosto monotona.

Ma un giorno si decise a soddisfare la sua curiosità e gli chiese: quale è il tuo divertimento principale?
Elia lo guardò pacatamente. Rispose: “Vivere consapevolmente”.
– “Non te la prendere, ma voglio essere sincero con te. Forse la tua è una risposta un po’ generica per me… osservò Matteo.
Elia gli disse:  “Ti pare poco vivere? Sai cosa significa?”
Matteo rispose con voce dimessa:  “Per me è tutto insignificante e ripetitivo. Ho visto che preghi, ma io non riesco a credere a ciò in cui tu credi, penso che il tutto sia frutto del caso: siamo stati casualmente aggregati, poi saremo dispersi nel nulla. La vita non è per nulla interessante.”

Elia, allora, prese una vecchia sveglia di piccole dimensioni, con un cacciavite cominciò a smontarla il più possibile riponendo tutti gli elementi sul tavolo. Matteo osservava incuriosito quella stranezza di Elia chiedendosi che cosa intendesse fare…
D’un tratto Elia prese un recipiente di vetro e cominciò ad inserire ogni elemento della sveglia. Poi lo consegnò a Matteo dicendogli: “Ora scuotilo il più frequentemente possibile…”
“Perché?” – domandò Matteo pensando tra sé di avere a che fare più con un folle che con un saggio.
 “Scuotilo!” Riprese con fermezza Elia.
Matteo cominciò ad assecondarlo per capire fin dove voleva arrivare il suo folle interlocutore. Elia lo incitava a resistere senza stancarsi: “Scuotilo ancora!” Poi durante una pausa, Elia aggiunse: “Tu devi scuoterlo fino a che quegli elementi non ritornino ad aggregarsi ed a riorganizzarsi per ricostiruire la sveglia che avevo smontato prima…”
“Ma è impossibile!” esclamò Matteo esterreffatto da quella insolita proposta.
Allora Elia lo fece entrare nel suo piccolo giardino, si sedettero sulle modeste sedie di legno adiacenti alla parete esterna della casa.
Elia osservo: “Quindi trovi impossibile che tutti i componenti della sveglia in quel vaso si possano riassemblare perfettamente anche dopo molto tempo di scuotimenti?”
“Impossibile! – rispose Matteo convinto.
“Impossibile anche dopo miliardi di anni?” Chiese Elia.
“Impossibile anche se dovessi scuotere all’infinito!” osservò Matteo.
Elia, dopo una breve pausa, riprese: “Matteo, vorrei che tu ripensassi a questo tuo ragionamento riferendoti all’intero Universo.”
“Cosa significa”? Chiese Matteo sbalordito.
Elia spiegò: “Chi sostiene che l’Universo è il frutto del caso, praticamente applica un ragionamento simile a colui che pretende di ricompattare in quel modo la sveglia che ho smontato davanti ai tuoi occhi. Lo capisci?

Matteo rimase pensieroso a fissare il recipiente di vetro con gli elementi disposti in modo caotico.
“Non hai tutti i torti! – ammise.
Elia aggiunse: “Pensa ai miliardi di cellule che formano il tuo corpo, alla tua incredibile mente, al tuo spirito. Tutto è in sintonia, in perfetta armonia. Puoi davvero pensare che tutto sia il frutto del caso? Ricordati che ogni più piccola cosa è  straordinaria ma dobbiamo saper vedere tutto in modo semplice, con gli occhi stupiti di un bimbo….

Matteo, rimase ancora un po’ di giorni dal saggio e qualsiasi cosa gli diceva lo stupiva.  Ritornò a casa e pian piano riuscì a superare la depressione pensando a tutto ciò che gli aveva trasmesso Elia. “La vita – diceva a sua moglie – è sempre interessante!