9 Aprile 2012

INDULGENZE PLENARIE DI OGNI GIORNO

INDULGENZE DONO DI CRISTO GESU’ ALLA SUA CHIESA NELLA COMUNIONE DEI SANTI

IMPORTANZA DELLE INDULGENZE

“E’
dottrina divinamente rivelata che i peccati comportino pene inflitte
dalla santità e giustizia di Dio, da scontarsi sia in terra, con i
dolori, le miserie, e le calamità di questa vita e soprattutto con la
morte, sia nell’aldilà, [in Purgatorio], anche con il fuoco e i tormenti
o con le pene purificatrici. …”[PARTE Ia N. 2]

“E’ da considerare
che tutti gli uomini peregrinanti sulla terra ogni giorno commettono
peccati almeno leggeri; di modo che tutti hanno bisogno della
misericordia di Dio per essere liberati dalle conseguenze penali dei
peccati. …” [PARTE Ia N. 3]

“L’Unigenito Figlio di Dio, infatti,…
ha procurato un tesoro alla Chiesa militante — Si sa che di questo
tesoro costituiscono un accrescimento ulteriore anche i meriti della
Beata Madre di Dio e di tutti gli eletti – e lo ha affidato al beato
Pietro, clavigero del cielo e ai successori di lui, suoi vicari in
terra, perché lo dispensassero salutarmente ai fedeli e, per ragionevoli
cause, lo applicassero misericordiosamente a quanti si erano pentiti e
avevano confessato i loro peccati, talvolta rimettendo in maniera totale
[indulgenza plenaria], e tal altra in maniera parziale [indulgenza
parziale], la pena temporale dovuta per i peccati”. [Parte Ia N. 7]

“Detta
remissione di pena temporale dovuta per i peccati, già rimessi per
quanto riguarda la colpa [con la Confessione], con termine proprio è
stata chiamata “indulgenza”.
La Chiesa.. con intervento autoritativo
dispensa al fedele, debitamente disposto, il tesoro delle soddisfazioni
di Cristo e dei Santi in ordine alla remissione della pena temporale.
Il
fine… è non solo di aiutare i fedeli a scontare le pene del peccato,
ma anche di spingere gli stessi a compiere opere di pietà, di penitenza e
di carità, specialmente quelle giovano all’incremento della fede e al
bene comune”. [Parte Ia N. 8]

§ 1. E’ capace di lucrare indulgenze
chi è battezzato, non scomunicato, in stato di grazia almeno al termine
delle opere prescritte.

§ 2. Per lucrare di fatto le indulgenze, il
soggetto capace [il fedele], deve avere almeno l’intenzione di
acquistarle e adempiere le opere ingiunte nel tempo stabilito e nel modo
dovuto, a tenore della concessione. [C.D.C. CAN. 996]

“L’indulgenza è
parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto la pena
temporale dovuta per i peccati”. [C.D.C. CAN. 993]

“Ogni fedele può
lucrare per se stesso o applicare ai defunti a modo di suffragio
indulgenze sia parziali sia plenarie”. [C.D.C. CAN. 994]

DOCUMENTO: “INDULGENTIARUM DOCTRINA” Costituzione Apostolica
di S.S. Paolo VI 1 Gennaio 1967 [IND. D.]

DOCUMENTO: “ENCHIRIDION INDULGENTIARUM” [ENCH.IND.]
[Manuale delle Indulgenze Norme e concessioni] Sacra Penitenzieria Apostolica 29.06.1968