19 Marzo 2012

DOCENTI, DISCENTI E FACEBOOK

Dall’articolo apparso sul Messaggero Veneto del 17 marzo 2012  “Troppi contatti tra prof e alunni. Il preside vieta le “amicizie” su fb”  mi è parso di capire che il preside abbia minacciato azioni disciplinari contro quegli insegnanti che accettano le amicizie in fb.

Sono rimasto molto perplesso. Parlo da ex-insegnante che ha formato migliaia di allievi in più di 40 anni e che ha sempre usato i mezzi multimediali. Innanzittutto dobbiamo tener presente che il progresso avanza ormai in progressione geometrica e così anche la formazione dei giovani deve adeguarsi.

Sono convinto che prima o dopo l’intero sistema formativo cambierà radicalmente.

Gradualmente scompariranno le obsolete aule in cui ora si assembrano decine di studenti che ricevono un insegnamento ormai inadeguato per i tempi che stiamo affrontando.

Da anni si sta parlando di formazione “personalizzata” grazie ai moderni strumenti mediatici. Facebook ed altri social network costituiscono un’ottima occasione proprio per l’iniziazione a questi tipi di interventi formativi. Si tratta solo di dare una regola deontologica (che vale anche nella vita pratica), per cui è giusto che i docenti non approffittino di questi mezzi per mettere in cattiva luce i colleghi o i dirigenti (ma questo può succedere anche fuori dal contesto mediatico).

Personalmente suggerirei a tutti i docenti che accettano l’amicizia degli allievi di mantenere un profilo sobrio e professionale, e questo potrebbe ripercuotersi positivamente sugli interessi degli allievi stimolati alla ricerca, mentre il docente ha l’opportunità di conoscere meglio le attitudini dei suoi discenti per valorizzarli ed orientarli più adeguatamente.

Sopprimere delle opportunità così stimolanti per il miglioramento della formazione dei giovani mi pare assurdo e anacronistico. I giovani d’oggi intuiscono se i propri insegnanti sono davvero interessati alla loro corretta formazione e saranno loro stessi a dare “autorevolezza” ai docenti motivati ed aggiornati. Pertanto ritengo che consigliare una corretta relazione docente-discente che, a detta del preside, “non può essere paritaria” non abbia molto senso in un mondo più globalizzato e fortemente incline a repentini cambiamenti in tutti i settori della vita sociale.

L’umanità è ormai ad una svolta epocale e grazie anche a questi mezzi (se usati appropriatamente) abbiamo l’opportunità di realizzare ciò che lo stesso Teilhard de Chardin preconizzava riferendosi alla noogenesi ed al trans-umano: “L’uomo non è il centro dell’Universo come ingenuamente si credeva nel passato, ma è qualche cosa di molto più bello: è la freccia ascendente della grande sintesi biologica, è l’ultimo, il più acuto, il più complesso, il più raffinato degli strati successivi della vita”.

Pier Angelo Piai