18 Giugno 2011

FUORI DAL BARATRO: UNA STORIA VERA






Ecco
in breve un’esperienza di alcolista…

La
vita di Giuseppe, di Cividale del Friuli, non è stata sempre semplice: ha
dovuto superare momenti difficili e di grande solitudine, soprattutto dopo la
scomparsa dei suoi genitori.

Si é
ritrovato improvvisamente solo, senza altri punti di riferimento o persone care
che gli potessero dare conforto.

Il
fatto di arrivare a casa trovandola vuota aumentava  il suo sconforto. Aveva perso ogni interesse per la vita, si
auto-emarginava e vedeva buio. Si era lasciato andare nel baratro dell’alcool,
pensando di annegare i dispiaceri e dimenticare le difficoltà che avrebbe
dovuto affrontare.

Qualche
anno fa si sentì male, era in preda agli attacchi di panico conseguenti
all’astensione dall’alcool, dopo che aveva cercato di smettere di bere. Decise
di farsi aiutare, prese coraggio e chiamò sua cugina. Fece una visita
all’ospedale dove gli consigliarono di mettersi in contatto con l’assistente
sociale, la quale lo indirizzò nel mondo del club. Qui si convinsi che era la
miglior strada per intraprendere il cambiamento di stile di vita.

Il
primo giorno in cui cominciò a frequentare i club era imbarazzato, ma
considerando che i suoi compagni si trovavano nella sua stessa condizione,
prese coraggio. Sin dall’inizio, superando le sue titubanze, raccontava
pubblicamente le sue difficoltà. Man mano che il tempo passava si sentiva
meglio ed in grado di dialogare con più serenità. Il club per lui era diventato
una famiglia e lo è tutt’ora. Percepisce la solidarietà del gruppo, l’amicizia
e l’affetto delle persone che lo circondano quando frequenta il club. Ha messo
molto impegno e buona volontà nel cercare di vivere più serenamente

Oggi
si sento una persona più sobria, consapevole che il suo percorso continua
insieme alla ricerca di una sua identità umana e spirituale. Grazie alla
sensibilità delle famiglie che lo hanno seguito e stimato, ora collabora
attivamente nell’Associazione ACAT cividalese come Presidente.

 

Purtroppo
la sua vita ebbe un brusco risvolto dopo la scomparsa prematura di Roberta.

Roberta,
era tutta dedita all’attività dell’Acat con grande spirito di altruismo che
Giuseppe ha sempre apprezzato. Ha saputo trasmettere positività a chi ne aveva
bisogno, sempre pronta a cercare di risolvere le varie difficoltà che le si
presentavano gradualmente da famiglie, persone bisognose, sole

Roberta
ha trasmise molta felicità a Giuseppe che ora vorrebbe comunicare a tutti
coloro che vivono nel mondo dei club.

Avevano
intrapreso insieme un cammino di vita radiosa, superando anche momenti
difficili.

Il
10 dicembre del 2005 si sposarono ed è stato uno dei giorni più belli della loro
vita.

Il
14 dicembre partirono per il viaggio di nozze puntando verso Genova, poi si  imbarcarono per la Spagna. Erano molto
emozionati.

Il
23 dicembre salirono sul pullman per visitare luoghi particolari della Spagna
attraverso le montagne. Avevano, comunque, la percezione che l’autista corresse
un po’ troppo, probabilmente inebriato dall’alcool.

Alle
ore la 14 su una rotatoria di San Vinsent la tragedia: il pullman si rovesciò, Giuseppe
riuscì a scappare attraverso la porta che si era aperta.  Ci furono 5 vittime ed in seguito Giuseppe
constatò amaramente che tra queste ci fu anche Roberta. Giuseppe se la cavò con
qualche escoriazione, ma il dramma provò duramente la sua psiche e il suo
cuore.

Parlando
di Robi, come amava chiamarla, ora ha intensi ricordi sul suo operare ed amare
che non potrà mai dimenticare. La ama ovunque ella sia.

Signore,
dice Giuseppe – tu vedi la mia grande sofferenza per la sua mancanza.

Non
ti chiedo perché me l’hai tolta, ma ti ringrazio di cuore perché me l’hai
data!!!!!!!!