19 Maggio 2011

IL NOOCENTRISMO

Da secoli sosteniamo che la terra non è al centro del sistema solare e che gira attorno al sole insieme agli altri pianeti e corpi celesti.
In genere noi consideriamo l’immaginario tracciato elittico della terra per indicare un’unità completa di spostamento relativo al sole.

Ma ogni spostamento è sempre relativo.

Se immaginassi un qualsiasi corpo che si sposta in un Universo e all’improvviso lo spazio diventasse completamente vuoto, dovrei constatare che esso è immobile perché non ci sono punti di riferimento se non l’osservatore, cioé io stesso. Quell’unico corpo si sposta solo in relazione a me. Allora dovrei immaginarmi invisibilmente cosciente e solidale con quel corpo…

È un ulteriore sforzo di fantasia, ma merita prenderlo in considerazione per procedere nell’intuizione. Quindi, se mi immagino osservatore inesistente per il corpo che viaggia, dovrei sostenere la sua assoluta immobilità. Se dovesse apparire un qualsiasi altro corpo piccolo o grande che sia, allora riaffermerei che il corpo osservato si sposta rispetto ad esso. Chi dei due è relativamente preponderante?
La domanda è senza senso perché ognuno si sposta in relazione all’altro.

Dovesse subentrare un terzo dovrei individuare le priorità relazionali del movimento dei tre corpi, ma dovrei inventare un sistema gerarchico soggettivo perché ognuno si sposta sempre in relazione agli altri.
Per una questione molto pratica noi abbiamo individuato il movimento dei corpi celesti creando delle gerarchie, ma i veri punti di riferimento siamo noi, soggetti osservanti.

Anticamente, quindi, la visione geocentrica aveva probabilmente un altro significato di quello prettamente scientifico a cui diamo adesso: è l’uomo il vero osservatore ed è colui che contestualizza decifrando i movimenti dei corpi celesti. Non era una una visione infantile, come molti oggi la giudicano, ma un’intuizione profonda in un contesto filosofico e teologico che non potevano esprimere con un linguaggio adatto.

Al giorno d’oggi, dopo molte elaborazioni culturali e scientifiche, cominciamo a possedere un alfabeto più condivisibile e comunicabile, anche se ci vorrà del tempo per ulteriori approfondimenti.
Un dato di fatto è che nessuno di noi può sostituirsi all’altro perché ognuno rimane sempre se stesso ed ogni pura soggettività è tendenzialmente trascendentale.

Ciò significa che ognuno di noi è un “centro” nella cui coscienza si riflette l’Universo intero. Se mancasse anche una sola “coscienza” ogni oggettività per quella coscienza perderebbe il senso semplicemente perché non verrebbe percepita, anche se tutto il resto continua ad esistere in sé.

Spetta a noi, ora trarre le conseguenze di questo ragionamento per capire l’enorme dignità di ogni persona che esiste la quale è Tempio dello Spirito Santo…

Pier Angelo Piai