16 Marzo 2011

Eucaristia e contemporaneità con Cristo

dal Catechismo della Chiesa Cattolica: (1367)  

Il sacrificio di Cristo  e il sacrificio dell’Eucaristia sono un unico sacrificio: “Si tratta infatti di una sola e identica vittima e lo stesso Gesù la offre ora per il ministero dei sacerdoti, egli che un giorno offrì se stesso sulla croce: diverso è solo il modo di offrirsi”. “In questo divino sacrificio, che si compie nella Messa, è contenuto e immolato in modo incruento lo stesso Cristo, che si offrì una sola volta in modo cruento sull’altare della croce” (p.355)

Quindi Gesù Cristo è davvero contemporaneo. Naturalmente questa affermazione richiede una qualche spiegazione che sorge da una riflessione più profonda sul tempo e lo spazio. Date a chiunque ragione alla vostra speranza, diceva San Pietro.

Come quindi spiegare questa contemporaneità di Gesù Cristo? Partendo da Cristo risorto. Pensiamo a come si è presentato dopo la Resurrezione: attraversava le pareti, appariva all’improvviso, si faceva toccare e mangiava di fronte ai discepoli per dimostrare di non essere un fantasma, ma Lui stesso in persona. Il suo corpo era lo stesso corpo (in carne ed ossa) ma trasformato, sottoposto allo spirito.

Si presume che tutto quello che siamo su questa terra non si limita all’insieme degli atomi che assimiliamo ed espelliamo in ogni frazione di secondo. Siamo molto di più. Siamo anche il nostro pensiero e le nostre azioni.
Noi vediamo  tutto ciò facente parte del bagaglio del passato. Ma lo sguardo divino non ha tempo e spazio: coglie tutto in un eterno presente.

Da risorti saremo inglobati nello sguardo divino. Il nostro corpo è ancora più vero perché è l’insieme di tutte le esperienze dal momento del nostro concepimento. La nostra carne è più reale perché divinizzata e Dio è il più reale di tutti, perché è Egli l’Esistente per eccellenza.

“…le cose invisibili esigono da parte nostra molto silenzio, molto deserto; il nostro futuro che pure restando futuro agisce nel presente e mette le cose che si muovono nel presente nella luce giusta….Non occorre accelerare i tempi, i tempi si muovono nel cuore di Dio…” (p.Albino p.166)

Noi esistiamo e viviamo in Lui, se crediamo.

“In rapporto all’Assoluto non c’è infatti che un solo tempo: il presente; per colui che non è contemporaneo con l’Assoluto, l’Assoluto non esiste affatto. E poiché Cristo è l’Assoluto, è facile vedere che rispetto a lui, è possibile solo una situazione: quella della contemporaneità” (S. Kierkegaard, Esercizio del cristianesimo, a cura di C. Fabro, Studium, Roma 1971, p. 126)

L’Eucaristia è un aspetto molto pratico di questa contemporaneità: in essa c’è il memoriale della passione, della morte e della Resurrezione del Verbo incarnato, Colui che è continuamente generato dal Padre.

Ma non è una semplice memoria simbolica, è una presenza viva e attuale dell’unico Sacrificio che è avvenuto storicamente quasi due millenni fa.

Quel sacrificio è misteriosamente perpetuato in ogni eucaristia, perché travalica la dimensione spazio-temporale che noi immaginiamo.

Pier Angelo Piai