12 Gennaio 2011

L’ABBONDANZA DI GIOIA E DI PACE

Maria a tutti i suoi figli (Medjugorje, 25 dicembre 2010)

Cari figli, oggi io e mio Figlio Gesù desideriamo darvi l’abbondanza della gioia e della pace affinché ciascuno di voi sia gioioso portatore e testimone della pace e della gioia nei luoghi dove vivete. Figlioli siate benedizione e siate pace…

Soffermiamoci sulla nostra situazione esistenziale: quello che conta, alla fine, è la felicità. Spesso crediamo che essa consiste in chissà cosa: nel fare quello che vogliamo in modo autonomo, nell’ottenere tutto ciò che desideriamo, nell’avere ottima salute, nell’esplorare le immense profondità della mente umana o dello scibile umano, nel viaggiare e conoscere nuovi popoli e culture ecc.

Tutte cose buone, ma non bastano. Esse non ci donano il senso di quello che abbiamo o facciamo. Non ci additano l’eternità, ma ci costringono a fissarci nel transitorio che prima o dopo delude sempre.
L’uomo non è fatto per vivere in questa dimensione terrena eternamente: essa è solo una fase preparatoria a quella più “piena” che verrà dopo la morte attraverso l’incontro con Gesù Cristo risorto.

Ma già in questa vita possiamo anticipare qualcosa di questa pienezza, se lo vogliamo. Basterebbe accogliere in noi la parola del Verbo incarnato e credere che Egli dimora in noi con il Padre e lo Spirito Santo. Non è un “credere” ingenuo senza un fondamento ragionevole.

E’ necessario pensare a fondo sul nostro “esserci” qui ed ora e sullo scopo di tutto.
La nostra stessa coscienza potrebbe testimoniare la presenza di Dio in noi, se lasciamo lavorare la grazia.
Ci accorgiamo che se accettiamo lo sguardo divino in noi cambia anche la nostra prospettiva.

Intuiamo che Dio stesso guarda anche attraverso il nostro sguardo, cammina con i nostri passi, opera con le nostre mani perché da Lui proveniamo e per Lui siamo tutti unici ed irripetibili, nel senso che vive in noi un’esistenza unica rispetto alle infinite coscienze che ha creato.

Quando scopriamo che siamo davvero “Tempio dello Spirito Santo”, e che la Trinità alberga in ognuno di noi ed attende una nostra risposta d’amore, allora vediamo la vita e l’esistenza in modo del tutto diverso.

Sappiamo di essere amati dall’Eterno ed Onnipotente Signore, ci sentiamo da Lui protetti, riponiamo in Lui tutta la nostra fiducia come un bimbo in braccio a sua madre e così subentra la vera pace nei nostri cuori e prendiamo coscienza che le finte paci del mondo non possono soddisfarci.

Quando abbiamo la vera pace in noi possiamo andare ovunque e diventiamo testimoni della pace in ogni situazione e luogo, compreso lo spazio sociale in cui viviamo costantemente: la famiglia, il posto di studio o lavoro, il paese o la città.

Pier Angelo Piai