6 Marzo 2010

INTELLIGENZA E STUPIDITA’

Curiosamente Il termine “stupido” viene dal latino “stupidum”,
propriamente “sbalordito”, da “stupere” (stupire). In letteratura è
“stupido” chi è preso da stupore, sbalordito, attonito.
Ci sono tanti tipi di stupidità. Generalmente noi l’associamo alle
capacità di apprendimento o quelle intellettive di una persona. Difatti
i dizionari affermano che è “stupido” chi ha scarsa intelligenza, una
mente tarda, ottusa.

Quando riflettiamo con calma e coraggio, ci rendiamo conto che la
stupidità è stata una compagna fedele in diverse occasioni della vita
quotidiana, dall’infanzia alla senilità.
Quando ripensiamo alle scelte che abbiamo fatto nel passato diciamo
spesso tra noi che siamo stati veramente stupidi e ci consoliamo con il
proverbio “del senno di poi ne sono piene le fossa”.

Avrei dovuto agire diversamente, avrei potuto fare un’altra scelta…
Si piange sul latte versato della stupidità dimenticando che buona
parte della vita presente è il risultato di una serie di scelte felici
ed infelici che facciamo continuamente nel presente.

Il termine “stupido” è usato in diverse accezioni, a secondo del punto di vista con cui ci collochiamo.
L’ignoranza, ad esempio, è uno dei fattori propulsori della stupidità.
Ma non è detto che chi è ignorante sia automaticamente più stupido di
chi è colto.
In ognuno di noi convivono cultura, ignoranza, intelligenza e stupidità.

Il confronto, ad esempio, è generato soprattutto da una buona dose di stupidità di chi giudica.
Si crea mentalmente un ideale di “intelligenza” e lo si applica in modo
discriminatorio a tutte le situazioni. Viene ritenuto stupido chi non
sa parlare con termini adeguati, chi non riesce a cavarsela con
prontezza in diverse situazioni della vita, chi non ha nozioni di quel
tipo, chi non ha una cultura di base adeguata, chi non ha sufficiente
memoria ecc.

Si dimentica che al giorno d’oggi ci sono moltissimi ricercatori che
studiano l’apprendimento, la memoria, l’intelligenza, la motivazione
ecc.
Bollando come “stupida” una persona si opera una più stupida
discriminazione, che non tiene conto delle reali potenzialità
dell’individuo che possono essere espresse in base a certe
sollecitazioni.

Il primo passo, quindi, per poter riflettere adeguatamente è quello di
prendere coscienza con molta sincerità e coraggio del nostro grado di
stupidità.
Il secondo è quello di evitare confronti con gli altri. Possiamo
incontrare un ingegnere capace di creare dei progetti meravigliosi ma
che si comporta stupidamente con i suoi familiari.

Oppure troviamo uno che consideriamo “ignorante” ma che vive in profondità i vari momenti della vita.
Il terzo passo è quello di capire a fondo il significato della stupidità che potrebbe essere il contrario della saggezza.
Si vince progressivamente la propria stupidità nell’auto-conoscenza.
Ottiene delle vittorie, ad esempio, colui che allarga il suo orizzonte
mentale a 360 gradi.

Un atteggiamento mentale di base è quello di ragionare considerando
spesso i contrari. Ma qui ci vuole una buona dose di fantasia e di
creatività. Un’affermazione, ad esempio, può essere valutata
concendrandoci con distacco sul suo contrario, andando oltre il “luogo
comune”.
In questo modo nulla dovrebbe per noi essere scontato, per non sclerotizzarci sui pregiudizi.
Molte volte le stesse nostre domande e risposte sono banali e tautologiche.
Un esempio:

Quando si chiede comunemente perché la luce attraversa il vetro, la
risposta comune è: perchè il vetro è “trasparente”. Si dimentica che
dicendo “trasparente” abbiamo solo affermato ciò che include la domanda
e quindi la nostra risposta diventa banale : “la luce attraversa il
vetro perchè il vetro si lascia attraversare dalla luce”!
Nella nostra vita comune ci accontentiamo spesso di queste risposte senza voler ulteriormente indagare…

La vera stupidità, allora, è complice della scarsa motivazione che
abbiamo nello sgretolare gli schemi comuni che cristallizzano la nostra
mente. Molte volte ciò è dovuto alla pigrizia del nostro pensiero,
oppure alla mancanza di stimoli ambientali.
Il quarto punto, quindi è deducibile facilmente: è necessario trovare
interesse per la vita e riflettere sul dinamismo della nostra mente.

Chiaramente nessun mortale riuscirà a debellare del tutto il suo grado
di stupidità, ma lo può intelligentemente arginare prendendone
gradualmente coscienza.

Pier Angelo Piai