20 Febbraio 2010

Report commentato da Natale Zaccuri

il dott. Natale Zaccuri è docente in materie giuridiche, Cultore della materia (Diritto costituzionale e Istituzioni di Diritto Pubblico) della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Udine, giornalista, critico d’arte, dal 1983 membro dell’Accademia Tiberina e dell’Unione Legion d’Oro, collaboratore di quotidiani e riviste, sia a carattere locale e nazionale, nel settore attualità e Cultura

 

Il piacere di raccontare “congiura”
piacevolmente ed offre, in questa nuova fatica letteraria di Pier Angelo Piai,
l’occasione dell’amarcord alla mia memoria e agli sguardi che ebbero modo d’incrociarsi,
con lui ancora giovinetto, sui banchi di scuola, a Udine.

 

 Avvantaggiato
dalla maturità, sorretto dalla fede e dall’amore verso il prossimo, il tempo ci
consegna oggi l’uomo e l’autore capace di scritture dove il pensiero preme e
alimenta i battiti del cuore in cui s’annida il valore del bene e la dimensione
spirituale.

 

   Valore del
bene e dimensione spirituale di cui felicemente è interprete il nostro autore
attraverso una narrazione ben assecondata anche dal garbo.

 

   Una
premessa “necessitata”, direi, prima di partire per il viaggio invitante che si
scorge fin dalle primissime pagine e molto sintomaticamente dall’illustrazione
di copertina col celebre disegno di Leonardo da Vinci, “L’uomo di Vitruvio”,
(1492, ca.), sicuramente uno dei più popolari al mondo, essendo tra i poster più
gettonati e compreso persino sulle monete da 1 euro!

   Ed eccoci a

 

REPORT SUL 21° SECOLO

e al suo sottotitolo

 John Ethan Titor 2
dal futuro

   Titolo
e sottotitolo che rivelano- da subito – la considerazione sulle regioni di tale
preferenza, dove

·  REPORT
sta per sostantivo indicativo, ovvero per “Resoconto” o “relazione”su un certo
periodo, il 21° secolo;

·  Titor
2 (che sta per John Ethan Titor) dal futuro ll personaggio scelto con il
compito di “elaborare un dettagliato rapporto sulla mentalità distorta dell’uomo
del 2000 che, scrive Piai “ha causato molti guai nel suo periodo e nell’immediato
futuro”.

 

Vale la pena aggiungere
che esiste, secondo i mezzi multimediali (tra cui internet) il “caso” John
Titor 1

 

Ed eccoci, come finestra
spalancata sul tempo col nostro “crononauta proveniente dal futuro” per gli
appassionati di viaggi nel tempo e, soprattutto, per coloro in cui s’annidano
pensieri sui futuri avvenimenti mondiali.

 

   Col
crononauta e con la priorità che si conviene sul piano etico, teologico e
filosofico chiamato ad agire fino al profilarsi dell’uomo integrale del 24°
secolo che utilizza le tecnologie più ricercate a supporto della conoscenza
della verità e della promozione umana.

 

  Un viaggio
fantascientifico nel tempo, volto a sensibilizzare il lettore a prendere
coscienza del comune modo di pensare e di agire, noi del 21° secolo siamo
testimoni e osiamo credere di essere progrediti.

 

  Un lavoro dove i
richiami antropologici si alternano a quelli dei desideri dell’uomo, alle
tessere di un mosaico in cui l’umanità, i desideri, l’idolatria dell’apparenza
e il coraggio tramano efficacemente nella corresponsione veritiera.

 

  Paragrafi talvolta
brevi, con l’assillo del dire senza gravare e sempre parimenti consequenziali
alla buona riflessione.

 L’impalcatura di
un sapere offerto su un proscenio storico-evoluto che elabora e procede nell’intricato
gioco delle interazioni.

 

 Finestre aperte
sulla distorta mentalità dell’uomo del 2000 che non pochi guai ha causato nel
suo periodo e nell’immediato futuro e che TITOR 2, a differenza d’altri, è
chiamato a dettagliare.

 

  Sono nati così i “racconti”oltre
confine, i titolini e le premesse (spesso per mezzo di richiami dotti e a
personaggi illustri) alle varie argomentazioni resi spesso ad immagine di un
presente preso a falso scopo per dire e far capire sfaccettature e riflessi o l’offerta
delle riflessioni e considerazioni filosofiche, sociologiche, antropologiche. 

 

 Per un uomo di
scuola, qual è il nostro autore, del tutto logico l’avvio con la chiamata in
correità della scuola finanche un “Centro di Formazione Professionale” che egli
ben conosce per poi passare agli aspetti della “Comunicazione e del linguaggio”,
ai Consumi ed economia” ai sottovalutati preannunci “L’umanità era stata
avvertita in Bosnia” e al grido di allarme per l’affiorare della mediocrità e “L’atrofizzazione
del pensiero” dagli sconvolgenti effetti e con l’ignoranza a spadroneggiare.

 

   Occorre
avere il coraggio di conoscersi, scrive Piai di riflettere seriamente su se
stessi ed il mondo circostante di andare oltre l’immagine di se stessi; oltre
perché “le sicurezze evaporano ai primi colpi di sole e il dubbio finisce col
permeare il pensiero che rischia di bloccare l’azione” .

 

  Particolare e ad
effetto, sicuramente, anche l’affermazione “Impossibile trovare la semplicità
se non si è liberi dentro” e, a seguire, le tante altre che – non volendo farne
un “indice” – s’addice meglio il rimando alla lettura del volume. (Edito dalla
MJM, con sede a MEDA, Milano).

 

  La lettura
sistematica sicuramente meglio potrà tracciare i contorni del pensiero esposti
e delineare il profilo dell’uomo integrale del 24° secolo.

   Di quell’uomo
che utilizza le tecnologie più sofisticate per la promozione umana, la scoperta
della verità, la salvaguardia del Pianeta, la riscoperta dell’attività più
inconscia della mente, la contemplazione dell’esistenza, la solidarietà e la
creatività finalizzata al miglioramento della qualità della vita di ogni essere
umano, presente e futuro.

 

  Un volume che
coglie per la sua narrazione disincantata e critica, la capacità esplorativa,
gli stimoli alla riflessione, il pensiero filosofico tale da farne una storia
penetrante dove le emozioni finiscono per piegarsi al ritmo delle stagioni
della vita.

 

   Pagine dove
non manca di annidarsi la nota dello scetticismo verso il “personaggio” Titor,
che rimane comunque un utile pretesto per affrontare il tema spazio/tempo e le
sue implicanze.

   Tante buone
ragioni, insomma, perché REPORT SUL 21° SECOLO trovi un posto d’onore nella
libreria di ciascuno di noi.

 

 Udine, 18 febbraio 2010.                                            

 

 Natale Zaccuri



Riportiamo un capitolo del libro (p.23)

 

CONSUMI ED ECONOMIA


 



I
ragazzi e gli insegnanti si stanno recando in una sala denominata “sala-bar”
per consumare bevande, merendine e panini.


Noto
un contenitore in finto cuoio denominato curiosamente “portamonete”.


Vi
sono custodite monete metalliche e cartacee di diverso valore. Esse
costituiscono ancora il rudimentale mezzo di scambio in tutti i sistemi
economici mondiali: e pensare che si ritengono evoluti!



Al
giorno d’oggi il linguaggio relativo al sistema monetario antico é
incomprensibile alla grande massa.


L’uso
del S.B.C.(Soft-Brain-Card) consente
un’enorme agevolazione degli inter-scambi che avvengono solo tramite
sofisticati sistemi psicotronici centralizzati. Il metodo di distribuzione di quell’era
era assai scomodo: bisognava recarsi di persona ai numerosi punti vendita
(negozisupermercati-bancarelle), prelevare la merce che poteva interessare e
pagarla direttamente con la moneta adottata nel singolo stato (metallica,
cartacea o digitale).


Operazioni che comportavano grande spreco di energie e di
tempo. Si sa che il metodo attuale di compravendita, basato sulle transazioni
dei video-cataloghi, permette una notevole economia spazio-temporale in tutte
le operazioni personali: nessuno, al giorno d’oggi potrebbe immaginare le
fatiche e i rischi a cui andava incontro l’uomo del duemila per potersi
procurare le cose necessarie per la propria sopravvivenza e per l’appagamento
dei suoi infiniti desideri. Le cronache del tempo, secondo alcuni frammenti di
giornali locali, tra i quali il “La Stampa”, riportano incredibili notizie di cronaca
“nera” riguardanti furti, scippi, rapine etc.: violenze facilitate dal tipo di
transazioni antiquate che caratterizzavano l’economia di quei tempi e relative
al fatto che il “valore” era ancora troppo materico nonostante il continuo
processo di dematerializzazione in atto e, quindi il capitale era accessibile
anche agli estranei.


Chi utilizzava transazioni telematiche o con le rudimentali
“card” rischiava di vedersi portar via il conto da esperti ladri informatici.
Oggi, si sa, i nostri sistemi sono estremamente sicuri e razionali perché la capitalizzazione
delle risorse di singole persone o di società segue un’altra filosofia basata
su un criterio più equamente meritocratico che dipende da moltissimi fattori
realmente quantificabili che sono ancora in continua fase di studio: tempo,
fatica, energie utilizzate, originalità delle idee e creatività, risorse
investite
sono rilevate dall’ITOD (Intelligent Transmission Operator Detecting) che
trasmettono i dati più significativi ad una centrale banca dati
iper-controllata dall’SBC, sotto la supervisione dei 12 saggi. Grazie ai
crediti acquisiti in questa banca-dati centralizzata oggi ognuno può usufruire
di eque risorse.


L’economia
del terzo millennio era veramente assurda perché premiava chi sfruttava la manodopera
altrui, il successo, la fortuna di possedere determinati talenti o rendite
personali. La società era formata da milioni di poveri e da pochissimi
benestanti. Un povero operaio o un semplice lavoratore dipendente (in quel
periodo percepiva una remunerazione esigua ed insufficiente per
l’auto-mantenimento e per quello dei familiari) viveva di stenti, sproporzionalmente
iper-tassato dallo stato e dagli enti locali, impegnato molte ore al giorno per
il suo datore di lavoro, mentre un famoso cantante, un attore, un giocatore di
calcio, un imprenditore o un politico vivevano con patrimoni da capogiro,
realmente sproporzionati rispetto alle personali esigenze. Nel corso della
storia ci sono stati dei tentativi di introdurre una certa giustizia sociale da
parte di istituzioni basate su alcune ideologie. Ma non sono riuscite a raggiungere
lo scopo a causa dell’enorme egoismo in cui vivevano gli uomini di allora, soprattutto
quelli di potere.


Fortunatamente
la società d’oggi non è più così, anche se ci rimangono molte cose da fare.



Nessuno
soffre la fame, la sete, la nudità, la solitudine, l’emarginazione sociale,
perché ognuno è valorizzato per quello che è, anche se le sue qualità e le sue
doti sono il frutto di una selezione


avvenuta
al momento del suo concepimento, attraverso una scelta cromosomica mirata e controllata
dalla scienza medica denominata EBC (Eugenic Biological Crossing-over) cosa
ancora molto discussa tra gli studiosi di etica e morale.


Scorgo
un ampio locale adibito a “mensa ”. I
ragazzi e il personale, terminate le lezioni, si recano in questa sala per consumare
i cosiddetti “pasti”. Il sistema adottato, ritenuto “moderno” è il
“self-service”: ognuno attende il suo turno con un vassoio, mettendosi in coda
con gli altri, e passa a prelevare il cosiddetto “cibo”. Si trattava
perlopiù di cadaveri di animale tagliati a pezzi misurati (vitello, maiale,
pollo) fatti riscaldare nell’acqua in ebollizione, sulla graticola con margarina
ed olii o nel forno. E’ molto usato anche un primo piatto denominato
“minestra” che si ottiene anche facendo bollire dei resti di animali
in acqua calda (una specie di the di cadavere).


Il
cosiddetto “contorno” è costituito da tuberi ed altri vegetali. Il pane è un cibo
molto comune che si ottiene con impasti di farina e lievito ed altre sostanze.



I
resti fossili dell’uomo di allora presentano mandibole con una serie di denti
più o meno integri o artificiali (dentatura e dentiera) che permetteva la
masticazione rudimentale del cibo solido.


L’usanza
era quella di ritrovarsi insieme a masticare e deglutire il tutto: nessuno si
vergognava a compiere operazioni del genere. Anzi, nei ristoranti di lusso il
personale addetto, vestito elegantemente, recava i vassoi e le portate ai
clienti i quali pagavano conti piuttosto salati.



Intravedo
ragazzi e ragazze dalla corporatura più che robusta. Gran parte della
popolazione occidentale di allora era piuttosto obesa (lo si deduce tuttora dall’ossatura
e dalle varie patologie) perché mangiava molto senza calcolare le proprie
necessità.


Non
avrebbero mai potuto immaginare che oggi noi possediamo un sistema di
alimentazione completamente diverso. L’IEFI (Integrator Essential Food
Indicator) consente, attraverso un elemento del nanochip BPSS (Biological ad
Psichical Situation Screener) inserito nel cervello e quindi anche nel circolo
sanguigno, di indicare perfettamente in ogni istante la quantità e la qualità
delle proteine, dei carboidrati, dei minerali e delle vitamine realmente
necessarie nel nostro organismo. Chi non possiede oggi L’HLM
(Hidro-Liofiligitation Mixer), dispositivo che prepara in un secondo il liquido
contenente tutte le sostanze richieste? Le patologie a carico del sistema
digerente e cardiocircolatorio causate dalla scorretta alimentazione di allora,
non esistono più e l’uomo ha una vita media che supera di gran lunga quella
dell’uomo del 21° secolo.


Allora
bastava molto poco per morire di tumori, infarti, ictus, cirrosi epatiche,
polmoniti, infezioni virali e batteriche e tante altre malattie infettive.



Il
metabolismo di allora comportava anche dei notevoli disagi: ciò che l’organismo
scartava era piuttosto voluminoso e richiedeva un certo tempo.


L’organismo
era sottoposto ad un’attività metabolica piuttosto lunga e complessa sovraccaricando
il sistema digerente, mentre gran parte delle sostanze indigeribili, tossiche
ed in eccesso venivano successivamente evacuate in posti maleodoranti e poco
igienici che
stranamente
venivano denominati “servizi igienici”.

Noto
che ogni persona deve appartarsi in questi locali denominati anche W.C., siede
su una bizzarra tazza di argilla cotta e smaltata e deposita il materiale
biologico di scarto che viene poi fatto defluire nella fogna sottostante con
una gettata di acqua.


Effettivamente
a noi uomini del 24°secolo ciò appare piuttosto strano, considerato il fatto
che l’attuale alimentazione ponderata viene completamente riassorbita dal
nostro sistema digerente che non rilascia più alcuno scarto