6 Gennaio 2010

REPORT SUL 21° SECOLO

INTERVISTA ALL’AUTORE

E’ uscito il mio nuovo libro REPORT SUL 21° SECOLO, John Ethan Titor 2 dal futuro.
Espongo brevemente i contenuti.
Molti hanno in mente il caso di John Titor e di Ethan Titor menzionati in diversi mezzi multimediali, tra i quali internet.

Anche se ancora non si è riusciti a capire bene la fonte delle loro improbabili vicende, ciò che permane tuttora è lo stimolo  suscitato dal dibattito sulla veridicità dei fatti e sul concetto di tempo e spazio.
Ora sta emergendo un altro personaggio, John Ethan Titor 2, il quale è stato proiettato dal lontano 2345 nel 21° secolo grazie ad una macchina del tempo molto più sofisticata (TD).

A differenza dei suoi predecessori, J.E.Titor 2 non ha il compito di individuare qualche obsoleto mezzo informatico utile per la tecnologia del suo tempo, ma quello di elaborare un dettagliato rapporto sulla distorta mentalità dell’uomo del 2000 che ha causato molti guai nel suo periodo e nell’immediato futuro.
Nessuno scopo militare od industriale, dunque, ma un indagine storica, esegetica ed antropologica utile all’umanità del 23° secolo affinché non ricada negli stessi errori, ma progredisca sulla linea evolutiva scelta dopo immani sofferenze.

In questo caso hanno molta rilevanza le “worldline” accennate da John ed Ethan: una presa di coscienza della propria situazione con tutte le assurdità hanno fatto in modo che, grazie ad un misterioso ed intricato gioco di interazioni e scelte, si è strutturato un particolare universo parallelo fino al 2345, universo probabile, ma non verificabile con gli strumenti limitatissimi del 21° secolo.

J.E. Titor 2 non desidera accennare ai fatti storici successivi al periodo della sua “transcronazione” per non influenzare ulteriori decisioni che implicherebbero il sorgere di altri worldline, i quali depisterebbero il senso del suo messaggio.

L’unico accenno è relativo alla probabile Terza Guerra Mondiale.
Ciò che stupisce della relazione di J.E.Titor 2 è la priorità che viene data all’aspetto filosofico, teologico ed etico rispetto a quello tecnologico. Del resto è intuibile: progresso ed etica sono in continua evoluzione, ma se non diventano complementari portano all’implosione strutturale della società privata di tutti i valori umani che in migliaia di anni di storia, tra sofferenze e gioie, sono stati tramandati alle generazioni successive.

Emerge così il profilo dell’uomo integrale del 24° secolo, molto comune ed apprezzato . Un uomo che utilizza le tecnologie più sofisticate per la promozione umana, per la scoperta della pura Verità, per la salvaguardia del Pianeta, per la riscoperta dell’attività più inconscia della mente, per la contemplazione dell’esistenza stessa, per la solidarietà e la creatività finalizzata al miglioramento della qualità della vita di ogni essere umano presente e futuro.

Pier Angelo Piai

GIOVEDI 18 FEBBRAIO 2010 IL NUOVO LIBRO E’ STATO PRESENTATO
PRESSO LA SALA DELLE SUORE ANCELLE DELLA CARITA’
IN VIA CRISPI 35, UDINE

COMMENTO DEL dott. Natale ZACCURI

(il dott.Natale Zaccuri è docente in materie giuridiche, Cultore della materia (Diritto costituzionale e Istituzioni di Diritto Pubblico) della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Udine, giornalista, critico d’arte, dal 1983 membro dell’Accademia Tiberina e dell’Unione Legion d’Oro, collaboratore di quotidiani e riviste, sia a carattere locale e nazionale, nel settore attualità e Cultura)

                                                                                      

Il piacere di raccontare “congiura” piacevolmente ed offre, in questa nuova fatica letteraria di Pier Angelo Piai, l’occasione
dell’amarcord alla mia memoria e agli sguardi che ebbero modo d’incrociarsi, con lui ancora giovinetto, sui banchi di scuola, a Udine.

 Avvantaggiato dalla maturità, sorretto dalla fede e dall’amore verso il prossimo, il tempo ci consegna oggi l’uomo e l’autore capace di scritture dov il pensiero preme e alimenta i battiti del cuore in cui s’annida il valore del
bene e la dimensione spirituale.
Valore del bene e dimensione spirituale di cui felicemente è interprete il nostro
autore attraverso una narrazione ben assecondata anche dal garbo.

 

Una premessa “necessitata”, direi, prima di partire per il viaggio invitante che si scorge fin dalle primissime pagine e molto sintomaticamente dall’illustrazione di copertina col celebre disegno di Leonardo da Vinci, “L’uomo di Vitruvio”, (1492, ca.), sicuramente uno dei più popolari al mondo, essendo tra i poster più gettonati e compreso persino sulle monete da 1 euro!

  

REPORT SUL 21° SECOLO mjm testo

Ed eccoci a

REPORT SUL 21° SECOLO

e al suo sottotitolo

 John Ethan Titor 2 dal futuro

   Titolo e sottotitolo che rivelano- da subito – la considerazione sulle regioni di tale preferenza, dove

·  REPORT sta per sostantivo indicativo, ovvero per “Resoconto” o “relazione”.su un certo
periodo, il 21°;

·  Titor 2 (che sta per John Ethan Titor) dal futuroil personaggio scelto con il compito di “elaborare
un dettagliato rapporto sulla mentalità distorta dell’uomo del 2000 che, scrive
Piai “ha causato molti guai nel suo periodo e nell’immediato futuro”.

 Vale la pena aggiungere che esiste, secondo i mezzi multimediali (tra cui internet) il “caso” John Titor 1

  Ed eccoci, come finestra spalancata sul tempo col nostro “crononautaproveniente dal futuro” per gli appassionati di viaggi nel tempo e, soprattutto, per coloro in cui s’annidano pensieri sui futuri avvenimenti mondiali.

   Col crononauta e con la priorità che si conviene sul piano etico, teologico e filosofico chiamato ad agire fino al profilarsi dell’uomo integrale del 24° secolo che utilizza le tecnologie più ricercate a supporto della conoscenza della verità e della promozione umana.

   Un viaggio fantascientifico nel tempo, volto a sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del comune modo di pensare e di agire, noi del 21° secolo siamo testimoni e osiamo credere di essere progrediti.

   Un lavoro dove i richiami antropologici si alternano a quelli dei desideri dell’uomo, alle tessere di un mosaico in cui l’umanità, i desideri, l’idolatria dell’apparenza e il coraggio tramano efficacemente nella corresponsione
veritiera.

  Paragrafi talvolta brevi, con l’assillo del dire senza gravare e sempre parimenti consequenziali
alla buona riflessione.

 L’impalcatura di un sapere offerto su un proscenio storico-evoluto che elabora e procede
nell’intricato gioco delle interazioni.

  Finestre aperte sulla distorta mentalità dell’uomo del 2000 che non pochi guai ha causato nel suo periodo e nell’immediato futuro e che TITOR 2, a differenza d’altri, è chiamato a dettagliare.

   Sono nati così i “racconti”oltre confine, i titolini e le premesse (spesso per mezzo di richiami dotti e a personaggi illustri) alle varie argomentazioni resi spesso ad immagine di un presente preso a falso scopo per dire e far capire
sfaccettature e riflessi o l’offerta delle riflessioni e considerazioni filosofiche, sociologiche, antropologiche. 

 Per un uomo di scuola, qual è il nostro autore, del tutto logico l’avvio con la chiamata in correità della scuola finanche un “Centro di Formazione Professionale” che egli ben conosce per poi passare agli aspetti della “Comunicazione e del
linguaggio”, ai Consumi ed economia”ai sottovalutati preannunci “L’umanità era stata avvertita in Bosnia” e al grido di allarme per l’affiorare della mediocrità e “L’atrofizzazione del pensiero” dagli sconvolgenti effetti e con l’ignoranza a spadroneggiare.

   Occorre avere il coraggio di conoscersi, scrive Piai di riflettere seriamente su se stessi ed il mondo circostantedi andare oltre l’immagine di se stessi; oltre perché “le sicurezze evaporano ai primi colpi di sole e il dubbio finisce col permeare
il pensiero che rischia di bloccare l’azione”.

  Particolare e ad effetto, sicuramente, anche l’affermazione “Impossibile trovare la semplicità se non si è liberi dentro” e, a seguire, le tante altre che – non volendo farne un “indice” – s’addice meglio il rimando alla lettura del volume.
(Edito dalla MJM, con sede a MEDA, Milano).

   La lettura sistematica sicuramente meglio potrà tracciare i contorni del pensiero esposti e delineare il profilo dell’uomo integrale del 24° secolo.

  Di quell’uomo che utilizza le tecnologie più sofisticate per la promozione umana, la scoperta della verità, la salvaguardia del Pianeta, la riscoperta dell’attività più inconscia della mente, la contemplazione dell’esistenza, la solidarietà e la creatività finalizzata al miglioramento della qualità della vita di ogni essere umano, presente e futuro.

   Un volume che coglie per la sua narrazione disincantata e critica, la capacità esplorativa, gli stimoli alla riflessione, il pensiero filosofico tale da farne una storia penetrante dove le emozioni finiscono per piegarsi al ritmo delle
stagioni della vita.

   Pagine dove non manca di annidarsi la nota dello scetticismo verso il “personaggio” Titor, che rimane comunque un utile pretesto per affrontare il tema spazio/tempo e le sue implicanze.

   Tante buone ragioni, insomma, perché REPORT SUL 21° SECOLO trovi un posto d’onore nella libreria di ciascuno di noi.

 

Udine, 18 febbraio 2010.                                         Natale Zaccuri

ARTICOLO APPARSO SUL MESSAGGERO VENETO IL 24 FEBBRAIO 2010

Piai tra fede e fantascienza presenta il nuovo romanzo Report di Titor dal futuro
Messaggero Veneto — 24 febbraio 2010   pagina 15   sezione: CULTURA – SPETTACOLO

A Cividale Una sorta di monologo interiore mediato da una fede radicata, di cui la scrittura narrativa continuamente si nutre.
È l’ultimo libro di Pier Angelo Piai Report sul 21esimo secolo. John Ethan Titor 2 dal futuro, pubblicato dall’editore milanese MJM (14 euro) che sarà presentato oggi a Cividale, alle 15 all’Ute di via IX agosto.

Docente di materie letterarie nella scuola superiore, Piai, con questo lavoro continua idealmente il percorso introspettivo e di riflessione delle sue opere precedenti. E dopo La paura di pensare per le edizioni Segno del 2004, ritorna in libreria con Report .

Novità la scelta stilistica di straniamento che solo apparentemente si riallaccia al filone della fantascienza. John Ethan Titor 2 è un uomo del 2345, ma viene proiettato, grazie a una macchina del tempo sofisticata, nel ventunesimo secolo, con lo scopo di redigere un report, il suo rapporto sull’uomo del 2000.
Il report è in realtà «un’indagine storica, esegetica e antropologica» scrive Piai nell’introduzione, per non ripetere nel futuro gli errori del passato.

E l’occasione del viaggio permette il parallelismo e l’emergere della dicotomia tra l’uomo del 2000 e quello di piú di tre secoli piú tardi, o meglio, attualizzando, tra ciò che è e ciò che dovrebbe essere.

Ecco allora che l’escamotage dello shift temporale diventa lente d’ingrandimento straniante sull’homo informaticus del 21esimo secolo partendo dalla sua “scuola”, chiusa alla creatività con insegnanti che «si limitano ai libri» e «non sono aperti al libro della vita», lontana da un approccio che implica approfondimento, conoscenza stupore, percezione della ricchezza, della fragilità e della complessità.

Titor registra un uomo «frammentato» che si nutre male, infelice, sempre piú preoccupato a «sopravvivere nel caos quotidiano», depresso o esaltato da se stesso, vittima di momentanee illusioni.

Diverso è «l’uomo integrale» del 24esimo secolo, ma non perché tecnologicamente avanzato, o capace di muoversi nella dimensione spazio temporale in un mondo utopico dove «nessuno soffre la fame, la sete, la nudità, l’emarginazione sociale», ma perché consapevole del mistero, del miracolo della vita, sempre oltre il fenomenico, «perché in noi c’è un principio divino», una religiosità dell’animo «che va sempre oltre, verso l’essenziale» e che percepisce anche la morte come parte dell’esistenza, necessaria per liberare lo spirito nella dimensione dell’Infinito.

Manuela Battistutta

COMMENTI

Concordo con tutte le sue critiche alla esteriorità, alla ostentazione di immagine nelle relazioni, e nella sfera pubblica. Idolatria dell’apparenza, lei scrive, è vero.
Così come condivido la critica alla avidità, dove lei fa notare che questa non riguarda solo i beni materiali. Lei parla anche di avidità della sfera spirituale, generatrice di illusioni. Temi come questi, ma non solo questi, stimolano la riflessione e la comprensione.
Inoltre mi sembra di notare che anche lei è scettico nel valutare la vicenda di J.E.T , a mio parere una bufala della rete.
Per lei è piuttosto un buon pretesto per affrontare il tema dello spazio tempo. Ottima osservazione; il tema è arduo e toglie il sonno ai più grandi scienziati.
Lei dedica a questo tema si e no 20 righe di analisi, poco ma la capisco: Per H. Bergson (al quale lei si ispira) il tempo è una idea, e come tale non scandibile, non misurabile, è la nostra spazializzazione del tempo che illusoriamente ne fa una entità una grandezza fisica. Contrasta un po’ con la fisica di Einstein, per il quale spazio-tempo sono “realmente” una dimensione.
Ma non sono un fisico, il tema è affascinante, ma non vado oltre qualche ingenua congettura.

Renzo Bortolotti