6 marzo 2002

I giovani cerchino il lavoro gratificante

dal Messaggero Veneto del 4/03/2002


La maggioranza dei giovani, oggi, terminata la scuola superiore e ottenuto il sospirato diploma, si introduce in attività lavorativa a seconda del suo settore. Sì, il lavoro è indubbiamente una condizione necessaria all’uomo e per mezzo di esso può veder concretizzate le proprie idee, i propri sogni, può esprimere le proprie capacità, si sente realizzato e utile alla società. Il lavoro qualifica la persona facendola sentire viva, attiva. Quando un ragazzo si trova a dover operare una scelta nel campo lavorativo, il più delle volte, la cosa più importante diventa proprio il “denaro”. E allora nella loro vita cos’è più importante e gratificante? Saremo, sì, entrati a far parte di un nuovo millennio, ma purtroppo, ribadisco ancora, che i giovani si ribellano affrontando il lavoro in modo totalmente diverso da quello affrontato a suo tempo dai propri genitori.

Danno esclusivamente importanza al totale di fine mese e, se i conti non tornano, subito pronti ad affrontare il titolare dell’azienda poiché mancano, per esempio, 100 euro. Neppure svolto, magari, il periodo di prova e pretendono quasi subito la carriera, la possibilità di successo immediato.
Devono invece capire che l’ambiente lavorativo gioca un ruolo importante e si deve presentare stimolante e aperto e soprattutto tra i colleghi. Il lavoro redditizio è scelto da quelle persone che danno solo grande importanza al denaro legando a esso il loro prestigio e successo. Se i giovani, dunque, vogliono vivere in buona armonia, cerchino il lavoro gratificante, per sentirsi realizzati e soddisfatti dando un senso al proprio operato. La scelta lavorativa, dunque, va fatta correttamente ai propri desideri e alle proprie aspettative, così da ottenere soddisfazioni sotto tutti i punti di vista.
Maria Stella Masetto Lodolo
Udine
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