13 Febbraio 2015

BONALDO STRINGHER

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Di modesta origine udinese, per quasi un trentennio fu il principale protagonista dell’economia italiana: diplomatosi ragioniere, frequentò i corsi superiori di Economia e Commercio a Venezia e vinse un concorso della Direzione Generale della Statistica presso il Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio.

A Roma nel 1875 vinse due promozioni e nel 1881 scavalcò colleghi più anziani e finì subito come segretario della Commissione ministeriale per le dogane, alle Finanze.

Si preparò in questi anni con profondità di conoscenze, partecipazione a congressi internazionali e con pubblicazioni di temi di grande interesse.
Nel 1892 è ispettore Generale al ministero del Tesoro: nel 1893, in seguito al famoso scandalo della Banca Romana, veniva istituita la Banca d’Italia e lo «Atto Bancario» fu quasi interamente opera dello Stringher.

Nel 1900 è deputato per il collegio di Gemona-Tarcento e sottosegretario al Tesoro: nell’autunno sì dimetteva da tale responsabilità per assumere la direzione della Banca d’Italia.
Lavorò duramente per liquidare la passività dell’Istituto e nel 1908 ne presentò il bilancio in positivo.
Nel 1906 creò un sindacato tra i maggiori istituti di credito italiani e diede vita a rapporti bancari internazionali.

Gli studiosi affermano che il miglioramento dell’economia nazionale nei primi quindici anni del Novecento è dovuto alla politica bancaria di Bonaldo Stringher.
Anche durante il primo conflitto mondiale salvò l’economia più di quanto i generali avessero salvato l’Italia e nel 1919 fu ministro del Tesoro, ritornò alla Banca d’Italia (dove non era stato sostituito) e nel 1928 ne divenne Governatore.

Nel 1930 si trovava tra le mani una Banca d’Italia sana e collaudata, ma alla fine dell’anno, dopo un’esistenza fortunata e gratificante, partito da Martignacco dove aveva trascorso una convalescenza, scompariva a Roma.

Bonaldo Stringher è stato, a mio avviso, il più importante bancario italiano.

   
Sandro Shultz