31 maggio 2001

La Penitenzieria

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Ultima opera, che completa il santuario delle Grazie e significativa quale conclusione di questa guida, è la Penitenzieria o cappella delle confessioni.
Venne benedetta dall’arcivescovo di Udine, Alfredo Battisti, con la partecipazione del sindaco della città avv. Angelo Candolini, e di altre autorità: era il pomeriggio del 23 ottobre 1983, festa del patrocinio della Madonna delle Grazie. E’ il luogo dove risuonerà una sola parola, “perdono”: “Padre perdona loro, perché non sanno quello che fanno” (Luca 23,34).
Anche questo locale è valorizzato da un mosaico dell’artista friulano Arrigo Poz. Egli non ha raffigurato Cristo appeso ad un legno, perché Cristo non ha piu bisogno di sostegni, ma è un Cristo liberato in un mare di luce, luce che si irradia, si allunga e filtra fin nelle tenebre piu fitte del cosmo e del cuore dell’uomo per redimerlo, per salvarlo.

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I piedi del Cristo però poggiano suI nostro mondo per indicare la sua continua partecipazione a tutte le vicende umane, immerso anche lui nel peccato universale, senza esserne contaminato. Cristo è celebrato in questo mare di luce per attrarre tutto a se. Cristo è I’ amore che perdona, perché l’amore vince tutto.

Il Regno di Dio è luce, che “illumina ogni uomo”(Giovanni 1,9).
Ricordiamo le parole conclusive del discorso dell’arcivescovo: “Il nostro santuario dovrà essere un punto di incontro con Cristo per tanti fratelli condotti qui dalla Madre della Misericordia.
Questo santuario diventi casa di cura dello spirito di tutti noi, che abbiamo bisogno della risurrezione, del perdono, della rinascita spirituale, del rinnovamento della nostra citta e della nostra chiesa locale”.
Saranno queste parole profetiche per l’anno del Grande Giubileo?
A conclusione di questa breve illustrazione del santuario delle Grazie non resta altro che invitare tutti ad aprire il bollettino “La Madonna delle Grazie”, a leggere le numerose lettere inviate al direttore per comprendere che la Vergine delle Grazie è non tanto l’anima del Friuli, quanto dei Friulani, dovunque essi si trovino.