3 ottobre 2001

I Frati Cappuccini a Castelmonte

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Il 28 ottobre 1917 gli austriaci spezzavano il fronte a Caporetto e dilagavano per le valli del Natisone. Un gruppo di soldati s’abbandonò alla profanazione del santuario: le particole consacrate furono sparse sul pavimento, mentre la statua di Maria non venne toccata. cast26 picture Dopo il durissimo anno dell’invasione, P. Eleuterio si accinse a riparare i guasti materiali e a riattivare la vita religiosa. I pellegrinaggi furono intensificati: memorabile quello del 3 settembre 1922, quando Maria e il Bambino vennero incoronati con due diademi composti di 7.800 pezzi di metalli e pietre preziose. Nel 1932 le corone furono asportate nottetempo. La generosità dei devoti consentì di rinnovarle. Il 15 agosto 1933 ebbe luogo la seconda incoronazione, fra enorme concorso di popolo, stipato nella conca Nord del monte Plagnava. Ancora trafugate nel 1969, ora le corone sono prive di qualsiasi valore. Accanto al primo custode, il cappuccino P. Eleuterio, uomo intraprendente e geniale, pieno di progetti e di iniziative (morira a 60 anni nel 1935), dal 1920 fu presente a Castelmonte il P. Arcangelo da Rivai (BL), il confessore instancabile e amabilissimo, morto in concetto di santità nel dicembre 1953. Ora ambedue riposano nel piccolo cimitero del castello. Durante la seconda guerra mondiale, Castelmonte fu fatto bersaglio dei cannoni tedeschi. Gradini e parapetto del pozzo presentano ancora parti sbrecciate: sono le cicatrici delle granate lanciate contro il castello. La venerata statua era riparata nella cripta, dalla quale il 15 luglio 1945 fu ricollocata nella nicchia dell’altare, al termine d’una solenne celebrazione all’aperto. Nel dopo guerra si avviarono diversi lavori: la chiesa fu elevata di m. 1,60 con finestroni istoriati nella parte centrale, opera del pittore Mariotti di Milano; le pareti inferiori vennero rivestite di tasselli marmorei; fu eretta la Via Crucis in bronzo, di G. Scalvini. Il campanile ebbe un innalzamento di m. 6, dotato di campane e di orologio elettrificati. Nel 1948 sul colle (detto del Campuc) fu eretta una Croce luminosa, rifatta poi in acciaio; nel 1954 veniva inaugurato il primo acquedotto alla sorgente dei Tre Re; nel 1963 riprendeva l’escavo della chiesa inferiore. cast25 picture Tra le opere più recenti ricordiamo: il nuovo acquedotto sul monte Plagnava ( 1979), l’ampliamento della sacrestia e la nuova penitenzieria (1981), l’ascensore sul lato Nord per malati e anziani (1985), l’affresco sopra l’arcosanto con scene della vita di Maria ( di A. Gatto, 1988) la trasformazione del colle della Croce in parco naturale (1992). Il terremoto del maggio e settembre 1976 squassò il Friuli causando mille morti. I frati di Castelmonte proposero un pellegrinaggio annuale al santuario, per propiziare la ricostruzione materiale e morale. Da allora l’8 settembre vede migliaia di devoti con l’arcivescovo di Udine salire a piedi lassù per ringraziare e per implorare la Madre di Gesu. . cast36 picture cast31 picture

da: BADAN U. (a cura), Castelmonte. Guida storica illustrata del Santuario, Castelmonte 1993.