3 ottobre 2001

Primi documenti sul Santuario

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Se le origini del santuario sono così antiche, tuttavia non abbiamo documenti scritti prima del 1175, quando e nominato per la prima volta in una descrizione di confini. Va ricordato che prima d’ allora i manoscritti erano piuttosto rari e che gran parte di essi ando perduta con le guerre e gli incendi. Sino dai primi documenti che parlano direttamente del santuario nel 1244 e nel 1247, esso appare come una tra le chiese di maggiore importanza e di piu alto reddito fra tutte quelle dell’ immenso patriarcato di Aquileia: segno evidente della sua vitalita. Nel 1253 Castelmonte passo sotto il Capitolo di S. Maria Assunta di Cividale presso l’ attuale duomo. In quell’ epoca era in costruzione un portico dinanzi alla chiesa, per il ricovero dei pellegrini. C’era dunque gia la chiesa superiore dove si venerava Maria, soprastante la cripta dedicata as. Michele. Abbiamo notizia di grandi lavori compiuti al castello e in santuario nel1296, intorno al 1360, e dal 1410 al 1432: siamo sulla vetta d’un colle, esposto al vento e alle intemperie, con necessita d’una costante manutenzione. A questo tempo risalgono alcune sculture chiamate Madonne hodigltrie , ossia indicatrici della via per Castelmonte: esse erano scaglionate in quattro punti del percorso. Mostrano Maria in trono col Bimbo che leva la destra benedicente. Era quello l’atteggiamento dell’ antica statua, raffigurante la Regina , secondo un modulo rappresentativo gia noto nella Chiesa di Aquileia fin dal secolo VI. Le festività più celebrate al santuario erano quelle dell’ Assunzione e della Natività di Maria, la festa di S. Michele. La maggiore affluenza di pellegrini, almeno dal secolo XIII in poi, si aveva l’ 8 settembre; in tale occasione si teneva in Cividale un mercato franco che durava tre giomi, disciplinato prima dal Comune e poi (certamente dopo il 1337) dal patriarca d’ Aquileia Beato Bertrando . cast6 picture L’itinerario verso Castelmonte sara contrassegnato piu tardi da capitelli o edicole sacre, di cui si ha memoria in documenti dall’ inizio del Seicento. Quelli tuttora esistenti furono eretti nel 1864, in seguito a un lascito d’un sacerdote cividalese. Vi furono inseriti i 15 misteri del Rosario, dipinti su rame dall ‘ udinese Lorenzo Bianchini. Nel 1976, risultando ormai quasi illeggibili, i dipinti furono sostituiti da raffigurazloni in mosalco, opera dell’ artista Angelo Gatto. Un tempo il pellegrinaggio veniva compiuto a piedi, con uno spirito di penitenza che si esprimeva anche con il singolare costume di formare delle croci con fuscelli divelti dai vicini cespugli, crocette che erano collocate ai piedi dei capitelli del Rosario: una tradizione che persiste tuttora.

da: BADAN U. (a cura), Castelmonte. Guida storica illustrata del Santuario, Castelmonte 1993.