13 Luglio 2002

Salmi (versioni di p.Costanzo)

Al lettore.

Nel 1969 mi trovavo di supplenza nella Missione Cattolica Italiana di Reinach AG in Svizzera.
Nei momenti liberi mi dedicavo in parte al disegno, in parte allo scrivere: prose e poesie.
Fu allora che cominciai a scrivere alcuni salmi. Mi valsi del testo italiano del Castellino (1).

Come mai i salmi? In che modo? Da sempre restavo smarrito per l’assenza di un testo italiano, tale da facilitare al musico la espressione liturgica, per quanto possibile, adeguata.
Non era e non è tuttora mia intenzione una traduzione completa né di ogni salmo né di tutti i salmi ma quella di fornire concetti in linguaggio poetico, musicabili pertanto.


Tra il 1969 e gli anni 80 ho messo insieme una raccolta di testi a tale scopo.
Nel frattempo, nel 1973 venivo a conoscenza della prima traduzione metrica del mio confratello padre Davide M. Turoldo, edita da Edizioni Dehoniane Bologna. In quella ho notato coincidenze di propositi per una musicabilità; al contempo, una divergenza di metodo.

Quella del padre Turoldo é una traduzione italiana sia per una recita corale come per un canto in Chiesa. Il sottoscritto si preoccupava di fornire testi musicabili per il servizio liturgico, dove fosse ammissibile, ma altrettanto ed ancor di più per una muisica sacra in generale, soprattutto condivisa con organo ed orchestra.
Lo scopo di questa mia versione è evidentemente ristretto. Dico versione, non traduzione, quale ci offre padre Turoldo. Ho scritto in libertà di ritmo e di espressione, attenendomi al concetto fondamentale del salmo in oggetto.
Al lettore e, Dio voglia, al musico, la parola.
Follina (TV), luglio 1991 – Costanzo Roncato


Laudate Dominum.150 (151)

Sacri all ‘Eterno inni
elevi il santuario
e tutto il firmamento.
Lodate sua potenza!

Squilli di tromba e suoni
d’arpa e di cetra e flauti,
di cembali sonori.
Lodate sua grandezza!

Timpani e danze alterni
e sacre melodie
il popolo festante.
Lodate suoi prodigi!

De profundis clamavi.129 (130)

Dal profondo a te grido, Signore!
Ascolta la mia voce.

S~ la colpa tu vedi e condanni,
chi di voii sopravvive al tuo sdegno?
Ma il perdono è tua legge, Signore,
Speranza d’Israele.

E l’attesa sostiene il mio cuore,
Aurora di salvezza!

Cantate Domino. 149

Alleluia!

Elevate un cantico nuovo,
o fedeli all’Eterno sialode.
Giorà Israele, suo servo,
e di Sion l’eletta assemblea.

In suo nome s’intrecci la danza,
inneggaindo con timpani in coro.
La vittoria agli umili dona.
E’ sua gioia il popolo santo.

Alleluia!

Laudate, servi. 112 (113)

Eleviamo con fervida voce,
o fedeli, la lode al Signore!
Dall’aurora al tramonto il suo nome
benedetto sia sempre invocato.

Dall’eterna, eccelsa dimora
egli china il suo sguardo amoroso
sulla terra, sui cieli, sui mari.
I suoi servi eleva alla gloria!


Dixit Dominus.109(110)

Siedi alla mia destra!
T’innalza sopra i troni
dei tuoi nemici, invitto;
e, fulgida l’aurora
d’un nuovo giorno accenda
l3Onnipotente.

Giuro e non mi pento:
eterno sacerdote
sii tu e siedi
alla mia destra!”

Dominus regnavit.96 (97)
(exultet terra)

Regna l’eterno, esulti
la terra tutta e l’isole.
Nubi e tenebre avvolgono
il Santo, inacessibile.

Rischiara il mondo, accende,
la luce sua divina:
sussulta l’universo.

Al suo cospetto i monti
fondono come cera.
Contemplan stupiti popoli
la gloria sua immortal.

A lui, l’eccelso Iddio,
sopra ogni altro nome,
altissimo Signore,
acclama in festa Sion.

O giusti, eletti, ogni alma,
rendete grazia al Santo
che salva i suoi fedeli
dall’empio e d’ogni mal.

Dominus regnavit. 93(92)
(decorem indutus est)

Di forza e splendore
ti ammanta
o re del cielo!
Dei flutti il fragore
ti ascolta,
Onnipotente!

Exurgat Deus.67 (68)

Sorgi, Signore, i tuoi nemici
come cera al fuoco,
come fumo al vento,
disperdi!

Gioia e letizia echeggi
nella casa dei giusti;
canto e suono si alterni
perenne!

Cantate, inneggiate all’Eterno!
Spianate la strada a Colui
che cavalca le nubi; il suo nome
e Signore. Gioite! Alleluia!

Dominus regit me.23(22)

Il Signore è mio pastore;
mi rinfranca il suo amore.
Anche in valle tenebrosa la sua mano è amorosa.
Una mensa hai preparato
al tuo figlio che hai amato.
Lieti giorni in tua dimora
ch’io trascorra sempre ognora.

Dominus regit me.23(22)

Il Signore è mio pastore;
a me nulla può mancare.
Mi conduce a verdi prati,
mi disseta a freschi rivi.
Il mio spirito ristora.

Ei moi guida nel cammino:
Verità, Amore e Vita!
Se per valle tenebrosa
il mio passo si cimenta,
né la morte lo sgomenta.

Io ti vedo andar innanzi;
mi precede il tuo vincastro:
è una luce come d’astro,
che il mio passo, ardito e lieve,
rende ognor in sulla via.

Oh, la mensa, che tu doni!
Il profumo che cosparge
la tua mano sul mio capo!
Il mio calice trabocca! …
Quale sfida al mio nemicoò….

Lunghi giorni mi riservi
in tua dolce compagnia
tua bontà sovrana e pia.
Nella casa tua dimora,
ch’io rimanga sempre, ognora!

Conserva me, Domine.16(15)

O Signore, mio rifugio!
Senza te non c’é alcun bene.
Mio Signor tu sei, mio Dio.
In tue mani è il mio destino!

Dal profondo del mio cuore
salga un inno all’Eterno,
notte e giorno con fervore,
al mio Dio, mio salvatore!

La tua destra mi sostiene;
il tuo sguardo mi rinfranca;
non sia mai che morte eterna
giunga, infausta, al tuo servo.

Tu, mio bene, mio consiglio,
mia speranza, mia certezza.
Oltre i giorni di mia vita,
tu, mia vita senza fine!

Quis habitat.15(14)p.27

– Chi mio Signore
nella tua casa
potrà dimora
trovare, o Santo?
– Solo chi è onesto,
solo il verace;
solo chi muove
opra di pace.
– Non ch’il consiglio
muta, qial vento
o l’innocente vende
a sua sorte.

Non est Deus.14(13)

“Non c’è il Signore dice lo stolto.
Nessuno il bene vuole operare.
Dall’alto ciel l’Eterno scruta
se un saggio almen nel mondo viva.

Non ce n’è uno! E, come pane,
tutti’ll mio popol van dimorando.
Nessuno invoca il santo nome.
E’ irriso l’umil, ogni alma pia.

Ma il cuor mi dice
che verrà un giorno
quando il Signore
dai suioi nemici
il giusto salvo
trarrà e a Sion
l’esuli schiere
ritorneranno.

Salvum me fac.12(11)p29

Signore!
La pietà è venuta meno:
E’ scomparsa tra gli umani
la leale compagnia.
Ogni cuor inserra inganno;
ogni bocca è menzognera.

Ma il Signor ascolta il grido
dell’afflitto e del meschino;
sua potenza e sua salvezza
egli dona con amore
a chi supplica con fede.
Sua giustizia ei concede
nell’avversa, infida sorte.

In Domino confido.11(10)

Nel Signore io confido,
il suo aiuto solo imploro.
“Fuggi al monte, va lontano!”
voce amica mi sussurra.

Ma lo sguardo dell’Eterno
dal suo tempio su me posa.
Dal suo trono che è nei cieli
sua bontà giunge amorosa.

Ut quid, Domine.9b

O Dio perché ti nascondi?
O Dio perché stai lontano?
Non vedi che orgoglio e violenza
la terra, ogni dove, sconvolge?

“L’Eterno non sa, non esiste!”
esclama a gran voce l’iniquo,
cui tutto procede a favore.
E il misero langue nel pianto.

Sorgi, Signore, la tua mano
all’infelice porgi;
non lo dimenticar; confida
in te lo sventurato, l’orfano,
nel suo travaglio immerso.

O eterno re, o vindice
d’ogni giustizia, reggi
l’affranto spirito, ridona
conforto, ausilio all’orfano;
al cuore afflitto, pace!


Domine Dominus noster.8

O Signore, Dio nostro, sì grande
è il tuo nome su tutta la terra!
Sopra i cieli tua gloria si espande
sopra i cieli tua gloria si espande!

Dei fanciulli, dei bimbi lattanti
odo il coro che inneggia al tuo nome.
Son le candide schiere esultanti,
son le candide schiere esultanti!

Quando i cieli contemplo e le stelle,
l’Universo in arcana armonia,
sale un canto dall’anima mia,
sale un canto dall’anima mia!

E chi mai egli è al cospetto
di tua gloria, di tutto il creato,
tale uomo, che tu hai amato?
tale uomo, che tu hai amato?

Poco meno di angel, di un Dio,
tu l’hai fatto del mondo sovrano;
lo incorona tua provvida mano,
lo incorona tua provvida mano!

O Signore, Dio nostro, etc.


In te speravi.7

O Signore, mio rifugio,
il nemico qual leone
contro me furente avanza.

TU, che giusto sei, Signore,
tu, che forte e paziente
sei, risplenda tua possanza.

Domine, ne in furore.6

Attendo…
O Signore, fino a quando?
Languisco…
O Signor, mi risana!

Tra nemici i miei giorni trascorro;
la mia vita si strugge nel pianto
e di lacrime amare il giaciglio,
lo cosparge, insonne, il mio ciglio.

Ma tu porgi l’orecchio alla voce,
che ti implora, dell’umile cuore.
Il nemico al tuo cenno si arretra.
Tu la pace ridoni, o Signor!

Verba mea.5

Comprendi il mio lamento!
Signor, ascolta il grido
di me che in te confido.

La prece mattutina
a te si leva intenta
dell’anima sgomenta.

Né sangue o frode o quale
sia colpa del mortale
al tuo voler si addice.

Nel tempio, tua dimora,
l’anima mia ti adora.
Tua legge sia mia guida!

Cum invocarem.4

Quando t’invoco, o Dio,
rispondi alla mia prece:
di me pietà ti prenda,
in preda al mio dolore!

Congiura la menzogna,
ogni operar nefando
contro di me tuo servo,
Signore, fino a quando?

Non regge il tuo dominio
la sfida dei potenti.
Or sappiano le genti
tua fedeltà perenne.

Tremate al suo cospetto,
voi tutti; meditate.
L’iniquità dal petto
bandite. In lui sperate.

Mia gioia, unico bene
tu sei; benigna luce
che, amica, nella notte
sul mio riposo veglia…

Domine quid multiplicati.3

Quanti, o Signore,
mi sono nemici!
Quanta bestemmia
contro il tuo servo!

“Neanche il suo Dio
lo può salvare!”
Sei tu mio scudo,
tu mia fortezza.

Da lungo sonno
mi hai riscattato;
da mille armati
mi hai liberato.

Sorgi, Signore!
Salva il tuo servo.
Deh, benedici
i tuoi fedeli!

Quare fremuerunt.2

Perché mai tumultuan le genti?
Perché trame fallaci son tese
contro Dio e il suo Cristo diletto?
La congiura affrattella i potenti!

“Sù, spezziamo le loro catene –
essi claman in coro orgogliosi –
il suo giogo crudel, obbrobrioso,
si allontani dal nostro destino”.

Ma colui che nei cieli sovrano,
il Signore che invitto risiede,
li sgomenta, l’irride, li atterra
con messaggi di sacro furore.

“Il mio re, il mio Cristo, l’eletto,
ho da secoli in Sion designato.
Tu, mio Figlio, da me generato;
al tuo cenno la terra s’inchina”.

Con timore, con trepida gioia,
all’Eterno, o potenti, servite:
la sua ira si plachi, il suo sdegno.
E’ beato chi in Lui si confida!

Benedic anima mea.103 (Benedici il Signore)

Signore, mio Dio,
quanto sei grande!
Maestà e splendore
sono tua vita.

Benedici il Signore, anima mia!

Come di un manto
luce ti avvolge:
come una tenda
tu stendi il cielo.

Benedici il Signore, anima mia!

Son tua dimora
le grandi acque;
sono il tuo carro
le alte nubi.

Benedici il Signore, anima mia!

Tuoi messaggeri
corrono i venti,
fiamme guizzanti,
ministri ardenti.

Benedici il Signore, anima mia!

Sulle tue basi
la terra hai posto,
solida opra
di tua sapienza.

Benedici il Signore, anima mia!

Hanno tremato
le alte cime
al tuo comando,
al tuo fragore.

Benedici il Signore, anima mia!

Affioran monti
scendono valli
docili al cenno
di tua potenza.

Benedici il Signore, anima mia!

Mai più la terra
ricopriranno
acque irruenti,
flutti giganti.

Benedici il Signore, anima mia!

Fai scaturire
fresche sorgenti
di valle in avlle,
tra monti e monti.

Benedici il Signore, anima mia!

La sete estingui
d’uomini e fiere
in acque provvide,
come tuo dono.

Benedici il Signore, anima mia!

Solcan il cielo
gli uccelli a gara;
dall’alte fronde,
a te inneggianti.

Benedici il Signore, anima mia!

Jubilate Deo omnis terra.100(99)

Acclamate al Signore
con voci di giubilo,
in santa esultanza.

Acclamate, o popoli,
l’Eterno, il Signore,
il Dio creatore.

Siam figli, siam suoi,
suo gregge diletto
nei pascoli eterni.

Con inni di grazie,
con canti di lode,
al tempio accorriamo.

Benedetto il suo nome,
benedetto il Signore,
benedetto il suo amore.

Pietoso e fedele
è’l Dio d’Israele
pei secoli. Gloria!

Exultate Deo ps.80

Esultate in Dio nostra forza.
Acclamate all’eterno con gioia.
A Lui giungano ognor melodie
sulla tromba e la cetra armoniosa.

Alleluia Alleluia Alleluia

CANTICI

Cantico di Giuditta
Laudate Deum.Gdt.16.12.13-15

Lodate, inneggiate al Signore
con timpani,
con cembali,
con cantici.

Il Signore stronca le guerre.
Il Signore è potente, glorioso.
Il Signore è invitto sovrano. – Lodate, etc.

Al suon della sua voce,
al soffio di sua bocca
si piega il firmamento. – Lodate, etc.

Le rocce come cera
si struggono e le acque
sussultano e i monti. Lodate, etc.

A chi ti onora, o Dio;
a chi t’invoca, o Santo,
tu sei propizio e pio. – Lodate, etc.

Cantico di Mosé
Audite coeli. Deut, 32,1-12

Udite ocieli la mia parola
La terra ascolti il mio linguaggio.

Come la pioggia, come rugiada,
come lo scroscio sull’erba in prato,
così l’accento del mio cantare
scenda sui cuori a proclamare
il nome santo del nostro Dio!

Cantico di Abacuc
Domine, audivi.Ab.3.2-4,13a,15-19

Signore, il tuo annunzio
ho ascoltato:
l’opera delle tue mani
ho contemplato.
Stupore,
timore,
spavento,
sgomento,
mi assalgono.

La tua maestà ricopre i cieli;
della tua lode la terra è piena.
Il tuo splendore è come luce,
che abbaglia,
che folgora,
che scoppia
dalle tue mani
onnipotenti.