23 Giugno 2013

NANE ZAVAGNO E L’ATTO CREATIVO

da:  http://www.nanezavagno.eu

      



ESPOSIZIONE D’ARTE CONTEMPORANEA A CIVIDALE DEL FRIULI

NANE ZAVAGNO       le ragioni del fare

CIVIDALE DEL FRIULI – Chiesa di Santa Maria dei Battuti 

19 maggio_30 giugno 2013

Orari:  da venerdì a domenica   10.00_13.00 e 14.30_19.30

Sono esposti numerosi lavori realizzati con tecniche diverse, tra cui disegni, pitture, sculture e mosaici.

http://www.cividale.net/NANE-ZAVAGNO-LE-RAGIONI-DEL.1337.0.html

“Il disegno accompagna da sempre il lavoro di Zavagno e prelude alla
realizzazione di molte sculture, eseguite in piccola e grande scala, con
l’utilizzo di materiali diversi.

Al variare del materiale, l’opera
plastica assume aspetti e impatti dissimili con l’ambiente
circostante;l’acciaio, le reti elettrosaldate, il legno, rimandano
effetti differenti, e la forma, pur tra pieni e vuoti, si ripete in una
moltitudine di possibili varianti.

Per Zavagno, non esistono materiali
poveri o preziosi, ogni elemento possiede caratteristiche e qualità con
le quali l’artista deve instaurare un rispettoso approccio.

Al rispetto
per la materia, si accompagna il rispetto per lo spazio circostante,
così, la scultura, pensata per luoghi aperti e spesso pubblici, non
copre l’ambiente naturale e neppure l’architettura dei luoghi, ma
convive armonicamente con entrambi.

E’ il caso delle grandi sculture
realizzate con reti metalliche elettrosaldate, dove, la trasparenza del
materiale non sminuisce la forza della massa plastica, ma piuttosto
contribuisce alla creazione di un giocoso scambio con lo spazio
contiguo, esaltandone la valenza.

I grandi acrilici su carta e tela,
realizzati tra il 2005 ed il 2012, mostrano una progressiva sintesi
delle forme che, man mano diviene pressante, mentre, il trattamento
della materia pittorica mette in luce peculiari effetti coloristici,
ricercati non solo nella stesura del colore, ma anche nella
sperimentazione di texture, ottenute graffiando la superficie pittorica,
per consentire alla luce di essere variatamente assorbita o respinta,
creando effetti particolarmente affascinanti…” (Raffaella Loffreda)



Biografia

Nane Zavagno nasce nel 1932.

Giovanissimo subentra a Dino Basaldella nell’insegnamento di arti
plastiche a Udine. Disegna, dipinge, scolpisce.

Nel 1962 le sue opere sono segnalate in Francia
dalla prestigiosa “Revue Moderne”.

Partecipa, insieme a D’Agostino, Perilli, Pomodoro e Radice alle
copertine d’arte di Esso Rivista.

Nel 1982 è tra gli artisti invitati all’Espace Cardin di Parigi.
Espone in 26 mostre personali e oltre 100 collettive in vari Paesi, dalle Biennali italiane, a quella
internazionale di Venezia, alla Svizzera, all’Austria, alla Croazia, al Perù, al Gran Palais di Parigi,
dove le sue opere sono più volte esposte insieme a quelle di Vasarely, Le Parc, Soto, Demarco.

Nel 1996, insieme a Cavaliere, Ciussi e Munari, presenta le proprie sculture nel Parco del Castello di
Miramare a Trieste.

La Fondazione Mondrian di Amersfoort in Olanda lo invita nel 2001 all’ “Exposite Mondiale Echo’s”
dove espone alcune sue creazioni, molte delle quali si trovano in collezioni o collocazioni pubbliche,
in Europa e in America.

ALCUNE OPERE DI NANE ZAVAGNO

acrilico su tela, 1984, 95×125 cm


acrilico su tela, 1985, 160×230 cm



olio e mista su tavola, 1961, 42×42 cm


sassi, 1983, diam. 140 cm



alluminio anodico, 1962-63, 180×180 cm


legno dipinto, 1981,

acciaio, 1995, 138x170x35 cm



CRITICA – Hanno detto di lui

Zavagno, per capirlo, bisogna innanzitutto frequentarlo più volte.
Fin dalla prima colpisce per la sua ricchezza interiore inversamente
proporzionale alla loquacità. Ma solo alla terza, alla quarta volta ci
si rende conto adeguatamente della potenzialità davvero insolita del suo
mondo artistico.

Luciano Padovese

Zavagno è radicato nella globalità delle possibilità umane.

Riccardo Barletta

È un artista piuttosto solitario e sostanzialmente autonomo, che
consuma le proprie esperienze secondo una necessità che lo porta, una
volta compiute, ad avvertire tempestivamente un senso di esaurimento e
quindi l’impulso ad una virata nella ricerca formale … Il nucleo
poetico del lavoro di Zavagno, che sottende alla molteplicità dei suoi
interessi di determinazione formale, risiede nell’intuitività di un
rapporto con la natura, in senso intimamente strutturale per un verso e
in senso di involvimento percettivo primario per un altro.

Enrico Crispolti

Nella casa di Zavagno la natura entra impetuosamente attraverso
grandi vetrate. Una scala a chiocciola posta al centro – come metafora e
simbolo del suo itinerario artistico a spirale – conduce allo studio
dell’artista, equivalente all’abitazione. Questa idea, ma forse sarebbe
meglio dire questo sentimento, di stare al centro puo’ essere una non
impropria chiave di lettura del suo lavoro.

Giancarlo Pauletto

Hanno scritto di lui

Umbro Apollonio, Riccardo Barletta, Elio Bartolini, Angelo Bertani, Gabriella Brussich,
Giulia Calligaro, Martina Corgnati, Enrico Crispolti, Licio Damiani, Alessandra Dolci,
Ada Patrizia Fiorillo, Italo Furlan, Amedeo Giacomini, Tito Maniacco, Arturo Manzano,
Tonko Maroevic, Carlo Milic, Charles Millet, Carlo Mutinelli, Luciano Padovese,
Alfonso Panzetta, Giancarlo Pauletto, Luciano Perissinotto, Giuseppe Raffaelli,
Isabella Reale, Paolo Rizzi, Laura Safred, Giorgio Segato, Camillo Semenzato,
Vittorio Sgarbi, Rudi Tepper, Ida Vallerugo, Giuseppe Zigaina