16 Agosto 2010

LA FORMAZIONE DI MARCELLO DE STEFANO REGISTA

MARCELLO DE STEFANO (di Lara Meroi)
INCONTRO CON UN’INFANZIA RIFIUTATA
EUCARISTIA E SEGNO
DA UN PUGNO D’ERBA
IN UN LINGUAGGIO IL FUTURO
IN VERITA’, IN VERITA’ VI DICO
CONTROLETTURA
LA PRIMA PIETRA (UNA LINFA CHE SCORRE)
UOMO, MACCHINA, UOMO
UNO, DUE…E UDINE POI – SEGMENTI DI STORIA IN UN MILLENARIO
“GRAFIZ ‘TUN ORIZONT – IL FURLAN PRE LUIS SCROSOP” :
http://www.friulicrea.it/itartisti/story$num=208&sec=21
CUINTRILETURE PART PRIME, SECONDE, TIARCE
IL PROSSIMO – IERI, OGGI, DOMANI (EMIGRAZIONE VECCHIA E NUOVA)
IL MISTERO MEDJUGORJE IN PUNTI QUATTRO
PAR CONDICIO (UN SPETACUL FURLAN DI UE)
“LA PACE: VARIAZIONI SUL TEMA” :
http://www.friulicrea.it/itartisti/story$num=216&sec=21
STILE E POETICA DI MARCELLO DE STEFANO
INTERVISTA CON MARCELLO DE STEFANO
CONCLUSIONE E BIBLIOGRAFIA SU MARCELLO DE STEFANO
MARCELLO DE STEFANO VISTO DA ROBERTO IACOVISSI

Marcello De Stefano è presente anche in Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_De_Stefano#Bibliografia

PRIMO PERIODO FRIULANO:

Scuola elementare, scuola media, liceo classico a Udine (1948).

PERIODO EMILIANO:


Università: Laurea in Giurisprudenza (1953).

1° PERIODO ROMANO
:

1954-1956


Formazione cinematografica – regìa – al Centro Sperimentale di
Cinematografia di Roma
a cui si accedeva col possesso di una laurea e la
vincita di un selettivo e difficoltoso concorso (quattro posti).

Durante il biennio:

Esperienze interne al Centro Sperimentale ed esterne, sul set di film, con
registi: Alessandro Blasetti, Luigi Zampa, Vittorio De Sica, Michelangelo
Antonioni, King Vidor.

Alla fine del biennio:

Consegue regolarmente il diploma in regìa cinematografica con un film, da
lui scritto e diretto, tratto da “I
dialoghi delle Carmelitane” di Georges Bernanos, dal titolo Il voto”.
Per i suoi pregi il film è
stato inviato e proiettato con successo alla   Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di
Venezia (1956).



2° PERIODO ROMANO

:

1957-1963


Approfondimento, con film di set, dei modi di direzione
dell’attore da parte di Luchino Visconti (“Senso”
– 1954 -, “Le notti bianche” – 1957-)
e di Roberto Rossellini (“Il generale
della Rovere” – 1959 -). Precisazioni che diventano  importanti lezioni sulla “direzione
dell’attore”, in colloqui con i due registi.

 

Attività nel campo dell’aiuto-regia, del soggetto
cinematografico e della sceneggiatura. Quanto a queste due ultime voci, che
privilegia, scrive e consegna a Federico Fellini, che gliele aveva richieste
(1962), situazioni narrative esoterico-religiose in quanto interessato ai temi
della pittura fantastica che allora De Stefano realizzava, e che egli rinverrà,
in parte, nel film di Fellini del 1967 “Giulietta
degli spiriti”.


De Stefano iniziò a dipingere appena terminato il
Liceo Classico. Incanto, una delle
sue prime

opere pittoriche, fu accettato alla XXVa Biennale
Internazionale d’Arte di Venezia (1950)
ed il critico presidente della giuria,
Umbro Apollonio, a proposito del quadro parlò di “arte fantastica nuova”.

Inoltre il noto critico d’arte Licio Damiani ha scritto un saggio estetico
sulla pittura di Marcello De Stefano (che questi ha tenuto come attività
privata – “Faccio il cinema, e ciò è
sufficiente per comunicare alla gente il mio messaggio artistico”, è solito
dire – De Stefano ama la modestia -) in cui parla di anticipazioni linguistiche, operate da De Stefano, a proposito di
stilemi tipici dell’arte moderna. Il saggio sarà unito ad altri che critici
cinematografici, studiosi di cinema e di arte stanno scrivendo, a proposito del
cinema di De Stefano, per assemblarli in un libro (il terzo) (per gli altri due libri precedenti concernenti il cinema
di De Stefano si veda in elenco delle pubblicazioni agli anni 1990 e 1993).


Scrive pure un soggetto per Pietro Germi (1963) il
cui contenuto di fondo si riscontrerà poi nel suo film Alfredo Alfredo” (1972). Del trattamento-presceneggiatura,
consegnato a Luigi Scattini, “Svezia,
America d’Europa”
(1961) si
rinverrà la sua presenza, specie nei momenti narrativi nodali, nel film “Svezia, inferno paradiso” che quegli realizzerà nel 1968.


Quanto al campo dell’aiuto regia,
espleta attività nel film prodotto da Dino De Laurentis, “Crimen” (1960), regia di Mario Camerini, con Vittorio Gassman,
Alberto Sordi, Nino Manfredi, Bernard Blier, Franca Valeri, Silvana Mangano.
Nel film “
Il segugio” (1961) di
Bernard Rolland
, completa la sua esperienza perché non più film di arte e/o di
regia, ma di artigianato, cioè di trucchi e mestiere, esperienza che gli
mancava. In questo film ebbe anche l’incombenza di cambiare, durante le riprese, i dialoghi della
sceneggiatura, ciò che fece con pieno soddisfacimento di Nino Taranto che ne
aveva chiesto il mutamento.

3° PERIODO ROMANO
:

1962-1963

Dopo approfonditi studi, cura la
realizzazione di due film-documentari (un genere filmico allora molto di moda)
religiosi, “Sentieri verso Dio”
(1961),
“Le vie di Gesù” (1962-1963),
(riprese: Africa, Asia, America Latina),
che evidenziano “anticipazioni” del
Concilio Ecumenico Vaticano Secondo ed anche la futura poetica di De Stefano: impegno umanitario ed etico e senso del
sacro.


Benché vincitore, dal 1962, di
un concorso in TV per il secondo canale della televisione nazionale, nel 1963,
ad
estate
avanzata, rientra definitivamente in Friuli, la sua amata terra.


Ciò perché in
quegli anni i friulani vivevano un risveglio culturale-sociologico,
rivendicando la loro identità di minoranza linguistica, cioè di gente
caratterizzata dal diritto di usare la propria lingua nazionale, in armonia con
la Costituzione della Repubblica Italiana che all’art. 6 recita: “La Repubblica tutela con apposite norme le
minoranze linguistiche”.


In quegli anni si scrivevano anche libri sul
problema delle minoranze linguistiche. Tra i vari autori, molto noto ed
importante era lo scrittore fiorentino Sergio Salvi, che scrisse tra l’altro i
volumi “Le nazioni proibite” e “Le lingue tagliate”.

Nel primo libro, la sua copertina riportava
l’immagine che qui si allega, in cui si vede l’Europa e quelle che egli
chiamava “le 10 colonie dell’Europa
Occidentale” e che elencava quali:

Scozia (Alba), Galles (Cymru), Cornovaglia (Kernow),
Bretagna (Breizh), Paese Basco (Euzkadi), Catalogna (Catalunya), Occitania
(Occitania), Frisia (Fryslan), Friuli (Friûl), Sardegna (Sardigna).


E De Stefano intendeva
collaborare a questo risveglio dando voce al detto popolo friulano e ai suoi
problemi con una sua cinematografia friulana – che si era proposto di “creare”:
motivo del suo abbandono della capitale e del suo rientro in Friuli.

 

                                SECONDO PERIODO FRIULANO

Dal suo rientro ad oggi, Marcello De Stefano scrive
e dirige, con successo di pubblico e di critica, svariati film-saggio – come li ha definiti la critica -, “un cinema
particolare che si colloca a metà strada tra il documentario e il film a
soggetto”, che costituisce “un opera che rappresenta una ricerca estetica di
nuovi linguaggi, che non si ferma, sul piano dei contenuti, alla pura
documentazione della realtà, ma cerca di trasmettere al pubblico una visione
originale del mondo e di stimolare la discussione e la riflessione…
proponendo la questione friulana” (alias della minoranza linguistica friulana:
N.D.R.) “in tutte le sue sfaccettature” (Fabiano Rosso) e con “ l’apporto di
pensiero che chiaramente nel film è individuabile” (Domenico Cerroni Cadoresi)
contribuisce “a dare al popolo friulano”, pur nell’ambito dello Stato Italiano,
“il suo cinema friulano” (Mario Quargnolo), parafrasando quasi Andrei Tarkovski
laddove scrive – nel 1975 – “il cinema chirghiso è una realtà, in URSS, come lo
sono il cinema Uzbeco, quello del Turkmenistan e del Kazakistan, e il
Moldavo”. 

 

Si è parlato di Marcello De Stefano in radio e
televisione locali, nazionali ed estere.

 

Inoltre, di Marcello De Stefano si è scritto su
moltissimi giornali nei vari generi (quotidiani, settimanali, quindicinali,
mensili, periodici), e su riviste (di cultura, di arte, di cinema) sia italiani
che esteri.

PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI LARA MEROI SU MARCELLO DE STEFANO:
http://www.lenghe.net/print_art.php?articles_id=1421

PUBLICÂT UN LIBRI SUL CINE DI MARCELLO DE STEFANO

PRESENTÂT LI DAL CINE “VISIONARIO” AI 12 DI FEVRÂR

Publicât dal CEC di Udin cuntun contribût de Provincie di Udin, al è jessût “Cine e identitâts culturâls, la opare artistiche di Marcello De Stefano”
di Lara Meroi. Il libri, che al vignarà presentât uficialmentri li dal
cafè dal Visionario ai 12 di Fevrâr aes 18.30, al è struturât in cuatri
cjapitui: un dedicât ae vite e aes oparis dal autôr (te foto), un altri
dedicât ae analisi dai siei films, la tierce part e insuaze, invezit,
stîl e poetiche e par finî o vin une lungje e interessante interviste
cul regjist furlan. Cun di plui il volum al è inricjît di une penze
bibliografie e, intes pagjinis finâls, di un interessant contribût
fotografic. Il libri, publicât par furlan (la traduzion e je stade
curade di Roberto Iacovissi) dentri di une golaine intitulade “Segnâi di
lûs”, al sarà disponibil ancje cuntun CD cu la version taliane. Cheste
pussibilitât in plui e je stade ufierte pai letôrs che no son
furlanofons e pes copiis che a vignaran mandadis fûr dal Friûl.

Lara
Meroi, nassude a Triest tal 1979, si è laureade in letaris modernis cun
orientament in dissiplinis dal spetacul propit cun chest lavôr di tesi.

Te
introduzion dal libri a vegnin citadis – tant che epigrafe – lis
motivazions dal omaç che De Stefano al à vût de Associazion “David Maria
Turoldo” di Coder di Sedean tal 2001, li che al ven definît “cjantôr
cinematografic, par che il Friûl  nol pierdi la sô anime e te metafore il mont si cjati uman”.

Di
fat, nassût a Benevento tal 1929, laureât in jurisprudence e diplomât,
daspò, in regjie li dal Centro Sperimentale di Rome, Marcello De Stefano
al à vût fat un percors di vite e artistic origjinâl e radicâl,
sielzint di plante fûr il Friûl e il so popul, deventant subit part di
chê avanguardie che e viodeve te autonomie culturâl e politiche di
cheste tiere  e di cheste comunitât une
oportunitât di svilup artistic, spirituâl e sociâl. La sô vision dal
mont e la sô art e à come fonde la difese de diviersitât tant che un dai
valôrs universâi dal om.

Ae
presentazion li dal Visionario a intervignaran la autore dal libri Lara
Meroi, il regjist Marcello De Stefano, Roberto Iacovissi, William
Cisilino e un rapresentant dal C.E.C.

Il libri, di 115 pagjinis, al è cumò disponibil li de sede dal C.E.C. di Udin e li dal bookshop dal Visionario.