6 Ottobre 2006

Michele Piva:prossima esposizione alla Loggia di Udine

Michele Piva, maestro del segno

Il disegno è, per il pittore, il punto di partenza per esternare la sua creatività. Il traguardo, allora, è la tela dipinta, oppure la plasticità della scultura terminata. Sono necessarie un’elevata preparazione tecnica e culturale per affrontare il disegno, talvolta appena accennato dall’artista con una semplice serie di segni.

Quando il segno si fa forma, come nel caso di Michele Piva, allora l’arte mostra tutta se stessa. Succede che il segno si denoti come figura, arricchita di colori campiti in modo magistrale con pennelli, tamponature, raschiature ed altre tecniche più da laboratorio di grafica, che da atelier di pittura. In tali forme espressive Michele Piva è maestro del segno.

La nostra idea dell’arte e della bellezza, che è maturata parlando con le altre persone, ascoltando i grandi esperti, nonché i cultori d’estetica, osservando le opere del pittore, viene come gettata lì, sul palco. Piva getta i suoi corpi nella lotta, per dirla con un lessico molto caro a Pasolini.

Noi possiamo fruirne, oppure no. Se ci lasciamo trasportare dalla sua poetica, allora potremo apprezzare i disegni di corpi nudi, ripresi in varie posture e adagiati in diverse posizioni. Egli ci mostra i suoi corpi persino con tagli da cineasta, con una sorta di zoom su alcune parti di loro.

La sua rassegna sui “Nudi 1968 – 2006”, in esposizione alla Galleria “La Loggia” di Udine, dal 23 settembre al 12 ottobre 2006, può dare tali sensazioni.

L’artista nacque nel 1931 a Fiume, allora nel Regno d’Italia. Studiò, poi, a Roma, Milano e Venezia. Vive a Udine, dove ha studi in Via Rizzani, al numero 10 e in Via Superiore, al numero 19. Sulla sua opera in pittura e in scultura hanno scritto bravi critici. La sua tensione artistica si è sempre orientata a forme di impegno civile, come nella rassegna “Lager”, oppure “Stupro” e “Un mondo dimenticato”. Nelle sue opere c’è pure la vita quotidiana, come nelle serie “Stati d’animo”, “Balletto”, “Figure”, “Vescovi”, “Uccelli”, “Ali”. Anche il poeta Dino Menichini gli dedicò alcune belle parole per l’esposizione intitolata “Via Crucis” in mostra presso la Chiesa di San Francesco a Cividale del Friuli, dal 14 al 22 novembre 1970.

A Grado, in provincia di Gorizia, sono installate, nell’acqua marina, due sculture intitolate ”Delfini”, del 2000, presso il Palazzo Zipser. Nei giardini, lì accanto, ad abbellire gli zampilli della fontana circolare, troviamo altre sue grandi sculture metalliche “Sestante 1” e “Sestante 2”, del 1999. Ultimamente Piva ha esposto a New York, mentre agli inizi della carriera era molto assiduo in regione (Udine, Gorizia, Trieste, Grado, Aquileia, San Daniele del Friuli, Cividale del Friuli, Tarcento ed altro) e in Italia (Verona, Brescia, Milano, Sesto S. Giovanni, Belluno, Rovigo e via così).

ELIO VARUTTI