2 Marzo 2003

Antonio Qualizza

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Antonio Qualizza è nato a Stregna. Attualmente è organista nella Basilica di Santa Maria Assunta di Cividale del Friuli.
Già collaboratore del quindicinale DOM”, ora scrive articoli per settimanale Novi Matajur.
E’ autore della raccolta: “Canti popolari dell valli di San Leonardo – Piesmi od dolin svetega Lienarta” e del libro “Se zmisles… canti popolari” (raccolti nelle Valli del Natisone ed elaborati da lui stesso).

Ne proponiamo alcuni:

1) INNO A SAN PAOLO APOSTOLO


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Zaupno h Paulu prihitite
kadar nadluoge vas teze,
le njega za pomuoc prosite
dobrotnik spolnil bo zelje.
Apostol, ‘zvoljena posoda,
luc narodu in ucenik,
oj prosi ti za nas Gospoda,
nan bodi vamik, pomocnik.

Luc bozja te je rasvetlila,
ko si priganjal vieme tedaj,
u apostola te j’ spremenila,
zvestuo oucice varjes zdaj.
Apostol, ‘zvoljena posoda,
luc narodu in ucenik,
oj prosi ti za nas Gospoda,
nan bodi vamik pomocnik.


Fiduciosi venite a Paolo
quando gli affanni vi opprimono,
domandategli aiuto,
adempirà i desideri come un benefattore.
O apostolo, vaso eletto,
luce delle genti e maestro,
prega per noi il Signore,
sii nostro protettore ed aiutante.

La luce divina ti ha illuminato
quando perseguitavi i i fedeli.
Ti ha fatto apostolo,
ed ora pasci fedelmente le pecorelle.
O apostolo…

2) STUDENCI SO USAHNILI USI

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V dramaticnih susnih obdobjih nase preteklosti so po stezicah, ki so vodile do patoka, kjer je bilo se nekaj vode, zenske, moski in otroci nosili s povierkom ali v rokah vedra, mehe in pletenke s prijetno hladno vodo, ki je bila potrebna za prezivetje.
Mnogi so nosili vodo tudi na ramenih, v varcu .
Zvecer, ko so se vsi srecali sredi vasi, se je iz ust in src prisotnih dvignila k Bogu molitev in dobila obliko zborovske priprosnje pesmi za dez.

Z izvajanjem prve kitice se zacne pri crki A, ostale pa se zacenjajo pri crki B.

Nei drammatici periodi di siccità del passato, lungo i sentieri che portavano al patok, dove vi era ancora una vena d’acqua sorgiva, donne, uomini e bambini trasportavano con il poviarak o a mano secchi, otri e fiaschi pieni d’acqua freschissima, indispensabile per la sopravvivenza.
Molti trasportavano I’acqua a spalle, con il noto varc.
La sera, quando tutti si riunivano al centro della borgata, dal cuore e dalla bocca di ognuno sgorgava la preghiera a Dio, che si trasformava in canto corale dei contadini per la pioggia.”

N.B. La prima strofa va eseguita partendo dalla lettera A, le rimanenti dalla lettera B.

Oh, posli nam, oh, posli nam,
o Buog Ijubi, hladni daZ.
Zanesi rieunim gresnikam,
saj nase rieve vies.
Mi cutimo Tojo sibo,
sus nam polje konca.

Oh, posli nam, oh, posli nam,
o Buog Ijubi, hladni daz!

Kier viemo, de smo uriedni usi,
de sus si nam poslu,
kier smo par darieh marzli bli,
katere si biu dau,
pozabi hudobijo,
zanesi gresnikam!

Oh, posli nam…

Dost dobrega imieli smo,
mokro si dau spomlad,
pred tuco je obvarvano
nase polje in sad.
Dobruote smo uzivali
pa marzli bli ku led.

Oh, posli nam…

Kier griesnike na uslisis ti,
naduznim milost dej;
hudobni, kier zastonj krici,
na liepi sviet poglej !
Use granko sus obcuti,
za daz Te prosi use.

Oh, posli nam…

Dost dobrega imieli smo,
mokro si dau spomlad,

………………………………..

2) LE SORGENTI SI SONO DISSECCATE.


Tu che conosci le nostre miserie. Noi avvertiamo il Tuo castigo: la siccità inaridisce la nostra campagna. / Oh, inviaci, inviaci, / 0 Dio amato, la fresca pioggia. // Noi sappiamo di essere meritevoli tutti / della siccità che ci ha colpito / perché siamo stati indifferenti ai doni fin qui / da Te elargiti. / Dimentica la malvagità. / concedi il perdono! // Oh, inviaci… // Abbiamo avuto tanto: / una primavera irrorata, / i campi ed i frutteti / preservati dalla tempesta. / Abbiamo fruito di tutto ciò / rimanendo freddi come il ghiaccio. // Oh, inviaci… // Giacché non dai retta ai peccatori, / concedi grazia agli innocenti; / poiché il malvagio invano a Te grida, / volgi lo sguardo alia bellezza del territorio. / La natura risente della grande siccità, / ogni essere invoca la pioggia. / / Oh, inviaci… / / Le sorgenti si sono disseccate. / i torrenti non rumoreggiano; / che ne sarà di noi miseri, / dove troveremo l’ acqua? / I rivoli sono asciutti, / l’ acqua scarseggia. // Oh, inviaci… // Volgi lo sguardo / alla magnificenza della campagna, / che ora giace smorta; /la sua bellezza scomparirà, / se presto non dovesse piovere. / I raccolti sono avvizziti, / e svaniscono anche le nostre speranze. // Oh, inviaci… // L’erba stessa è gia tutta apassita / e le colline si tingono di ruggine…