25 Novembre 2016

CARLO ACUTIS : UN ADOLESCENTE MODELLO PER I GIOVANI D’OGGI

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Carlo Acutis (nato nel 1991 e morto nel 2006 a soli 15 anni per una leucemia fulminante) è stato un laico adolescente davvero esemplare ed ora la Chiesa sta  riconoscendo le sue virtù eroiche perché è in corso una causa di beatificazione presso al Diocesi di Milano.
Sin dalla Prima Comunione, quando aveva solo 7 anni, ha sempre frequentato giornalmente la Santa Eucaristia considerandola il suo vero nutrimento insieme alla preghiera ed al Santo Rosario quotidiano.
Era convinto che i Sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia (che denominava l’Autostrada per il Cielo), insieme al continuo stato di orazione lo avrebbero condotto alla progressiva divinizzazione, perché sosteneva che la meta di ogni uomo è il Cielo il quale può essere già pregustato su questa terra nella gioia della serenità interiore.
Una delle sue principali passioni era il mondo digitale (web e multimedialità) che usava in modo geniale e creativo per il bene di tutti. Probabilmente diverrà il Santo Patrono dell’informatica e del web, e sinora sono state segnalate molte grazie per la sua intercessione.

 

Un’artista coreana, Perla Paik, ha voluto dedicargli un significativo disegno ispirandosi alla sua biografia:

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UN MIO NUOVO LIBRO SU CARLO ACUTIS – IL MODERNO APOSTOLO DELL’EUCARISTIA:

http://www.mondocrea.it/carlo-acutis-il-moderno-apostolo-dell-eucaristia/

 

 

Personalmente ho elaborato un video con una preghiera che ho formulato per i giovani:

PREGHIERA DI UN GIOVANE A CARLO ACUTIS PER CHIEDERE LA SUA INTERCESSIONE:

O Carlo, tu che sei stato un adolescente profondamente spirituale, chiedo la tua intercessione per aiutarmi a vincere la mia tiepidezza e l’incredulità.

Aiutami a frequentare l’Eucaristia con fede e fervore, credendo nella reale presenza di Dio nella particola consacrata che tu ricevevi quotidianamente con molta devozione.

Aiutami a confidare nell’aiuto della Vergine Maria, nostra Madre, che tu hai tanto onorato nella vita terrena. Insegnami a compiere il bene anche attraverso i mezzi informatici che tu sapevi utilizzare con grande acume, genialità e purezza d’animo.

Fa’ che con il tuo esempio anch’io possa diffondere gli insegnamenti di Cristo con questi meravigliosi mezzi e non mi perda nella superficialità e nella volgarità di massa.

Ti chiedo che anche la mia vita sia improntata sul tuo esempio, affinché non sia sprecata nella ricerca dei piaceri mondani che non arrecano la vera gioia interiore.

Grazie per il tuo esempio Carlo. Confido nella tua intercessione.

CARLO ACUTIS : ALCUNI PUNTI DEL SUO PROGRAMMA DI VITA

1) Frequenza quotidiana dell’Eucaristia (L’autostrada del Cielo)
2) Adorazione frequente di Gesù Eucaristico
3) Fiducia gioiosa nella Divina Provvidenza
4) Devozione filiale verso Maria Vergine
5) Aiuto morale e materiale concreto ai bisognosi
6) Considerare tutti, giovani ed anziani, creature di Dio e “Tempio dello Spirito Santo”
7) Amore per la Chiesa, per il papa, per i sacerdoti ed i laici
8) Vivere puramente e sempre alla presenza di Dio
9) Desiderare intensamente la Patria Celeste
10) Imitare l’esempio dei santi

PLAYLIST SU CARLO ACUTIS:

https://www.youtube.com/playlist?list=PL_I8V9Z5YmOZXA9AutSXDekFnYJSg60Ok

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7 febbraio 2017:

INTERVISTA ALLA MADRE DI CARLO ACUTIS

COME ERA CARLO DA PICCOLO?

Carlo sin da piccolino (3-4 anni) ha sempre dimostrato una grande propensione verso tutto ciò che è sacro. Quando uscivamo mi chiedeva spontaneamente di essere accompagnato in qualsiasi chiesa vedesse. Durante la passeggiata raccoglieva i fiorellini e li portava alla statua della Madonnina. Dava spesso dei piccoli baci a Gesù Crocifisso. Carlo è sempre stato molto buono ed ubbidiente. Personalmente non l’ho mai menato o sgridato: era davvero docile e personalmente non ho mai dovuto faticare per fargli fare qualcosa. E quando aveva qualche dubbio, col suo ditino mi chiedeva se doveva o non doveva fare una certa cosa. Era davvero particolare. Questa sua devozione si è espressa sempre di più, per cui a 7 anni gli avevano concesso di fare la Prima Comunione. Pregava sempre al mattino ed alla sera, recitava il rosario tutti i giorni sin da quando aveva 5 anni. Era molto affascinato dalla vita dei pastorelli di Fatima che aveva conosciuto attraverso dei cartoni animati e per essi si era molto infervorato. Poi più grandicello aveva visto i films inerenti a Fatima. L’abbiamo spesso accompagnato nei vari Santuari. È sempre stato un ragazzino molto particolare.

PERCHÈ GLI CONCESSERO LA PRIMA COMUNIONE A SETTE ANNI?

Per un mio particolare interesse culturale io avevo seguito dei corsi di teologia a tempo perso. Uno dei sacerdoti era disperato perché le suore catechiste che lo coaudiuvavano dovevano partire per la Missione. Constatando questo mio particolare interesse per le materie teologiche mi chiese di poterlo aiutare sostituendo queste suore. Io non avevo mai insegnato catechismo, ma evidentemente vedeva in me una persona predisposta e disponibile. Io gli spiegai che il mio bambino era molto sensibile alla fede e allora mi chiese di portarglielo perché voleva prepararlo personalmente. Così lo conobbe, ebbe modo di valutarlo. Si rivolse al vescovo mons. Pasquale Marchi (l’allora segretario di Paolo VI) e, dopo un anno di preparazione lo ritennero idoneo perché conosceva bene la Sacra Scrittura, i Vangeli, leggeva molto: aveva una base culturale molto forte per essere un bambino di sette anni, quasi come un bambino di 11 anni. Nel giugno del 1998 gli fecero fare la 1° Comunione dalle monache Romite Ambrosiane (ordine di clausura) a Perego dove risiedeva anche sua ecc. mons. Pasquale Marchi. Mentre salivamo sulla collina passò un agnellino col pastore. Ci dovemmo fermare perché attraversò la strada. Questo evento per me è stato un segno per Carlo. Durante la 1° Comunione era molto emozionato. Da allora non ha mai voluto mancare all’appuntamento quotidiano con l’eucaristia partecipando tutti i giorni alla Santa Messa. Faceva adorazione eucaristica sia prima che dopo e recitava anche il rosario: questa devozione mariana lo ha sempre accompagnato. Carlo diceva che la recita del Santo Rosario era l’appuntamento più galante della sua giornata.

COME È STATA L’EVOLUZIONE SPIRITUALE DI CARLO SUCCESSIVAMENTE?

Carlo aveva un grande senso dell’umorismo positivo e gli piaceva scherzare spesso. Possedeva sempre la gioia interiore, si dimostrava allegro e felice, non teneva mai il muso a nessuno, tutti gli volevano bene. Era davvero un bambino particolare. Questo percorso l’ha portato avanti sino alla morte. Carlo sosteneva, a proposito dell’incontro con Gesù, che noi siamo molto più fortunati perché per trovare Gesù basta scendere sotto casa e recarsi nella chiesa più vicina. Coloro che vissero 2000 anni fa accanto a Gesù erano meno fortunati di noi perché per vederlo dovevano spostarsi per molti chilometri, per cui Gerusalemme l’abbiamo sotto casa e non abbiamo bisogno di andare chissà dove e fare pellegrinaggi. Un po’ si rammaricava nel vedere una certa generale indifferenza. Carlo si offrì a collaborare come catechista già a 11 anni.

È VERO CHE CARLO ERA MOLTO INTELLIGENTE?

Sì, era una ragazzo davvero molto intelligente, aveva il dono di comprendere bene l’informatica, anche più degli stessi ingegneri informatici. Leggeva i testi universitari, era esperto in logaritmi. Anche nelle cose teologiche possedeva una finezza ed un’introspezione profonda. Meditava sul fatto che in Gesù Dio si offre a Dio per poter intercedere per noi. Aveva veramente capito che la Santa Messa ha un valore infinito proprio perché “Dio si offre a Dio” per la nostra salvezza, che si rinnova quello stesso sacrificio di 2000 anni fa, grazie al quale siamo stati redenti. Carlo si rendeva conto che la gente non aveva questo fervore. Constatava che per una partita di pallone o per un cantante rock si facevano file chilometriche e i fans urlavano e si strappavano le vesti, mentre davanti al tabernacolo c’era solo qualche pia vecchietta. Logisticamente noi eravamo fortunati perché nella nostra parrocchia, situata nel centro di Milano, c’erano due messe, una alle 18, una alle 19 e 50 metri più avanti un’altra alle 18,30 (Santa Maria delle Grazie). Spesso Carlo si recava alla Santa Messa delle ore 19,00 per poter fare i compiti agevolmente, in quanto non avendo lezioni di sabato negli altri giorni rimaneva a scuola anche il pomeriggio.

AVEVA UN DIRETTORE SPIRITUALE CHE LO SEGUIVA?

Il suo padre spirituale, che lo ha seguito per molti anni, si trovava a Bologna ed è morto a 94 anni nel 2010 dopo la scomparsa di Carlo. Si vedevano una volta al mese. Questo sacerdote, di grande spiritualità (lo chiamavano il Padre Pio di Bologna) ha potuto anche testimoniare la bontà di Carlo. Anche il nostro parroco lo seguiva: è stato formatore dei seminaristi ed è molto stimato perché ha formato generazioni di sacerdoti. Ricordo che una volta mio figlio ed io eravamo ad attendere per la confessione dal parroco, da poco nominato. Dissi a Carlo di precedermi, poi mi recai anch’io e lui mi disse che quel ragazzo era davvero speciale. Anche noi in famiglia ci eravamo resi conto che era speciale per bontà, educazione, generosità e purezza, la quale al giorno d’oggi è molto rara tra i giovani. Anche i nonni di Torino non facevano altro che dire che era meraviglioso. Chiunque lo conosceva rimaneva affascinato.

CHE SENTIMENTI PROVÓ ALLA SUA MORTE PRECOCE?

Io pensavo che Carlo avesse una missione nella Chiesa, come il sacerdozio. Non pensavo che la sua missione fosse in Cielo. Quando morì così precocemente, pur avendo fede, noi rimanemmo sorpresi. Tre mesi prima si era auto-filmato dicendo che quando avrebbe raggiunto i 70 chili era destinato a morire.

COME ERANO I RAPPORTI CON I SUOI AMICI E COMPAGNI

Casa, chiesa, studio: questa era la vita di Carlo. Non usciva per niente e l’unica cosa che faceva era il catechismo ed andava da solo al Liceo. Venivano a casa alcuni suoi compagni di scuola ed aiutava coloro che si trovavano più in difficoltà a scuola. Però non aveva interlocutori della sua età, essendo spiritualmente molto avanti. Grazie alla sua personalità sorprendente ed eccezionale nessuno si sognava di criticarlo e lo rispettavano, anche perché avevano soggezione di lui. Io prego che anche i suoi amici facciano un percorso di fede simile al suo. Un amico, dopo morto, aveva realizzato un sito su di lui e su Facebook ci sono più gruppi con tanti iscritti (che segue il sig. Flavio Bergamo)

ED I RAPPORTI CON VOI GENITORI?

Aveva rapporti molto buoni col papà, ma lo vedeva molto poco perché mio marito, essendo imprenditore, lavora 16 ore al giorno, quindi si vedevano solo al week-end. Il compito educativo principale era mio ed io cercavo di gestire il mio lavoro da casa, perché sono abbastanza autonoma. Carlo ci voleva molto bene ed aveva un dialogo aperto e fiducioso. Suo padre, comunque, era sempre presente nelle cose più importanti di Carlo. Mio marito è un uomo di fede e va a messa tutti i giorni. Carlo vedeva spesso la nonna ed aveva buoni rapporti col domestico.

PERCHÉ CARLO AVEVA IDEATO LA MOSTRA SUI MIRACOLI EUCARISTICI?

Carlo ha realizzato una mostra sui miracoli eucaristici, perché aveva il cruccio che Gesù non fosse sufficientemente amato. Si rendeva conto che l’Eucaristia era un dono enorme di Gesù che si rende realmente presente nel pane e nel vino consacrati per la nostra santificazione, per darci il nutrimento per la nostra crescita spirituale. Carlo vedeva le chiese vuote, si rendeva conto dialogando con i suoi compagni che c’era molta distanza. Il sito da lui realizzato è  http://www.miracolieucaristici.org  contiene le notizie sulla mostra da lui fatta e che ha girato in tutti i continenti : enorme patrimonio che lui ha lasciato all’umanità, tenendo presente l’età. Carlo diceva che siamo tutti chiamati ad essere come il discepolo prediletto San Giovanni, il quale durante l’ultima cena posa il capo sul petto di Cristo. Tutti siamo chiamati ad essere intimi amici di Gesù. Carlo diceva che nel miracolo eucaristico di Lanciano dove l’Ostia si trasforma in carne ed il vino in sangue, questa carne risulta una porzione del miocardio. Il cuore significa la totalità della persona perché Gesù è Amore. Quando Gesù fu crocifisso, sotto la Croce c’erano le Pie Donne e poi Giovanni, mentre gli altri apostoli erano scappati. In tutte le celebrazioni eucaristiche del mondo si riattualizza in modo cruento la crocifissione di Gesù: quando noi partecipiamo alla Santa Messa, dimostriamo come Giovanni l’amore per Dio. Però Gesù vuole che scegliamo liberamente se amarlo e la chiamata a diventare il “discepolo prediletto” è una chiamata universale, nel senso che “Dio ama tutti gli uomini e tutti sono stati creati potenzialmente santi, ad immagine di Dio”, sosteneva Carlo. “Siate Santi perché Dio è Santo”, dice il Levitico. Purtroppo molte persone non si sentono amate e non capiscono che Dio ha per ognuno di noi un progetto unico ed irripetibile. Ogni giovane è chiamato ad essere santo come Carlo ed anche di più. Dio si è privato della libertà per darla a noi nel libero arbitrio: noi possiamo scegliere il bene ed il male e quindi possiamo dargli una prova d’amore. Se ci avesse creati come dei robot non avremmo nessun merito e non avremmo potuto godere di questa beatitudine eterna che Dio ha previsto per tutti noi dall’Eternità. Carlo voleva che la gente capisse questo amore infinito che Dio ha per noi. Il Signore ci invita da due mila anni a questa prossimità eucaristica. Il fatto che la Chiesa chiede di frequentare l’Eucaristia “almeno una volta all’anno” è sminuente perché l’Eucaristia è un dono talmente grande che la gente dovrebbe veramente essere assidua nel frequentarla. Ma non c’è consapevolezza di questo, altrimenti la gente parteciperebbe di più e con più rispetto alla vita eucaristica della Chiesa.

Una volta dissi a Carlo: “Ma perché Gesù non potrebbe fare anche oggi miracoli eucaristici come a Lanciano?” Rimasi sorpresa che dopo la sua morte il Signore aveva operato uteriori miracoli eucaristici: nel 2006 a Tixtla (Messico), nel 2008 a Sokolka e nel 2013 a Legnika (Polonia). Ricordiamo anche i miracoli eucaristici di Buenos Aires del 1992-94-96 (allora c’era il cardinale Bergoglio che chiese lui stesso le analisi per questi miracoli). Sono miracoli strepitosi perché sono simili a quelli di Lanciano: l’Ostia si è trasformata in carne la quale, dopo esami scientifici accurati, è risultata essere una sezione del miocardio. Questi miracoli eucaristici sono tutti riconosciuti dalla Chiesa. Siamo nel 3° millennio ed Signore si scomoda ancora per amore e ci invita caldamente ad onorare l’Eucaristia. Tutti questi sono segni che ci esortano ad avvicinarci al cuore di Cristo, quindi all’Eucaristia. “È questa la fonte della santità – diceva Carlo – se noi corrispondiamo a questo amore del Signore Egli, che legge nei cuori ci darà sempre nuove grazie ed opererà in noi nel più profondo. A Fatima l’angelo appare ai pastorelli prima delle apparizioni mariane per prepararli, dona loro la Comunione e chiede riparazione per gli oltraggi e i sacrilegi al Santissimo Sacramento. In questa importantissima apparizione si ribadisce l’importanza dell’Eucaristia e suor Lucia ha avuto successivamente altre apparizioni che esortavano ai cinque sabati riparatori.” Carlo denominava l’Eucaristia “La mia autostrada per il Cielo”. Egli paragonava l’anima ad una mongolfiera per insegnare ai bambini il significato della confessione. Spiegava loro anche la differenza tra peccati veniali e quelli mortali, il senso delle virtù e delle indulgenze, l’importanza di vivere una vita virtuosa: al giorno d’oggi molti cristiani non sanno cosa significa essere santi.

LEI È CONVINTA CHE CARLO SARÀ DICHIARATO SANTO?

La Chiesa del 2000 ha pensato bene di porre Carlo come un esempio per i giovani d’oggi. Io sento che Carlo è santo e la sua canonizzazione potrebbe aiutare molte anime, perché siamo in una situazione di emergenza e molti ragazzi vengono influenzati dalle cattive compagnie e dai mass-media. Abbiamo preparato anche cartoni animati riguardanti queste tematiche. Ora, insieme a mio marito, stiamo preparando un cartone animato per il centenario di Fatima (nel cui messaggio è contenuta tutta la dottrina cattolica). Carlo è un esempio anche per la sua purezza eccezionale…davanti a certa pubblicità si passava una mano davanti agli occhi: gli dava fastidio la volgarità. Si distingueva per la sua grande personalità, gentilezza d’animo, sensibilità verso gli altri, educazione, rispetto per il prossimo, magnanimità. La sua paghetta la dava ai poveri e non voleva avere troppi vestiti o più scarpe…

 

Nota: Dopo 4 anni dalla morte di Carlo sua madre nel 2010 ha avuto due gemelli. Sostiene che è stata una grande grazia ricevuta per intercessione di Carlo: questi bambini recitano il Rosario tutti i giorni, hanno già fatto la Prima Comunione e vengono spesso a Messa…

 

PLAYLIST DI VIDEO SU CARLO ACUTIS (personale)

 

 

Canzone dedicata a Carlo Acutis: