15 giugno 2017

BRUNO TEMIL ED IRENE BERGAMASCO: I CINQUE SASSI DI MEDJUGORJE

 

Irene Bergamasco e Bruno Temil ci parlano dei 5 sassi di Medjugorje.

Chi ha non ha mai gettato un sasso nell’acqua del lago, o di uno stagno, per vedere i cerchi concentrici sulla superficie dell’acqua, provocati dall’impatto con la massa d’acqua, allargarsi sempre più e irradiarsi sulla superficie dello stagno?
Avviene la stessa cosa per chi va pellegrino a Medjugorje: sente allargarsi il cuore, si tuffa nella preghiera come non mai, gli nascono nell’intimo tante speranze che balzano alla mente e che portano pace all’anima.

Famosi sono i cinque sassi, quei cinque ciottoli lisci che Davide scelse dal torrente per abbattere il gigante Golia (cfr. 1 Sam 17,40). Nel singolare duello tra il giovane Davide, fulvo di capelli e di bell’aspetto, e il formidabile guerriero filisteo Golia, la meglio toccò a Davide che si era fidato di Dio (Tu vieni a me – dice Davide – con la spada, con la lancia e con l’asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d’Israele, che tu hai insultato).

Chi ha incontrato p. Jozo nel pellegrinaggio a Medjugorje, ha certamente sentito parlare dei cinque sassi, immagine che evoca e sintetizza i messaggi della Madonna nelle sue apparizioni ai 6 veggenti di Medjugorje: Vicka, Mirjana, Marija, Ivan, Jakov e Ivanka.

La Vergine Maria ci mette tra le mani 5 sassi per abbattere Satana che tenta di spaventarci e di rovinarci. Infatti Satana, che nella sua grande superbia presume di essere simile a Dio, vorrebbe asservirci a sè; ma nonostante tutta la sua spavalderia e la forza che possiede, non è capace di vincerci, se con umiltà ci affidiamo a Dio e alla sua Santa Madre. Non può creare un solo filo d’erba, perchè Dio solo è capace di creare. E Dio, attraverso Maria SS., crea figli suoi anche tra le pietre di Medjugorje: e ce ne sono tante. Quante conversioni in questi anni, attraverso la Regina della Pace.

Ella chiama tutti i suoi figli, li vuole tutti salvi. È possibile, dunque, vincere Satana, ma occorre usare i mezzi adatti.
Esiste purtroppo una triplice alleanza di morte: tra Satana, il mondo e le nostre passioni (o il nostro io orgoglioso). Per rompere questo legame, questa alleanza, ecco i cinque sassi che la Vergine SS., angosciata per la rovina di tanti suoi figli, ci porge nella sua materna sollecitudine:

1. La Preghiera con il cuore: il Rosario

2. L’Eucarestia

3. La Bibbia

4. La Confessione Mensile.

5. Il Digiuno

 

Bruno Temil articolo Medjugorje

UDINE – Giovedì 01 Giugno 2017

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LE PRESUNTE APPARIZIONI?

Vorrei esprimere una mia personale riflessione riguardo le ultime vicende legate a Medjugorje e in particolare sulle considerazioni espresse dal Santo Padre di ritorno dal viaggio a Fatima. È giusto che la Chiesa si preoccupi della fede di quanti vanno a pregare a Medjugorje anche perché sono migliaia le persone che vi si recano da 36 anni è molti tornano a casa con grande beneficio personale. Innanzitutto desidero evidenziare che il sottoscritto era presente alla prima messa celebrata dall’inviato speciale del Papa monsignor Henryk Hoser nella chiesa di San Giacomo a Medjugorje e con piacere ho ascoltato le belle parole di apprezzamento del Vescovo polacco nei confronti dei francescani che guidano la parrocchia ma soprattutto per il clima di grande fervore spirituale che lì si vive e per la partecipazione assidua ai sacramenti dell’Eucaristia e della Confessione. Chi scrive è spesso presente in questo luogo quale accompagnatore spirituale di gruppi di pellegrini a titolo di volontario da ormai 20 anni. In tutti questi anni ho potuto constatare che molte persone arrivate a Medjugorje hanno cambiato radicalmente la loro vita tornando a frequentare, una volta rientrati a casa, la Chiesa, la Parrocchia , l’ambiente ecclesiale. Persone che dopo anni di lontananza da Dio hanno deciso di accostarsi al sacramento della Confessione e pianto i loro peccati per ore. Ho visto durante questi viaggi nei volti di tante persone la gioia di aver ritrovato la pace e il desiderio di ripartire con fiducia e speranza dopo tanti fallimenti e miserie accumulati nella loro vita fino a quel momento. Ho visto persone deluse dalla Chiesa che a Medjugorje hanno riscoperto la bellezza della fede e dei sacramenti. Ho accompagnato persone gravemente ammalate che a Medjugorje hanno compreso il valore redentivo della sofferenza e sono tornati poi a casa convinti che la sofferenza non è una disgrazia ma un dono da accettare. Ogni persona che arriva a Medjugorje percepisce ancora oggi dopo 36 anni questo amore di Dio per ogni creatura attraverso la presenza sensibile della Madre Maria Regina della Pace la quale in occasione delle “apparizioni” chiama i tanti suoi figli feriti dal peccato e allontanati dal cuore di Dio Padre. Con tutta onestà ho provato amarezza nel apprendere che solo le prime sette apparizioni saranno riconosciute probabilmente dalla Santa Sede. Ho partecipato in questi anni a diverse apparizioni pubbliche della veggente Mirjana che si tengono il giorno 2 di ogni mese alla Croce Blu a Medjugorje. Posso testimoniare soprattutto in prima persona quanta gioia si riceve e quanto amore si sperimenta durante quei momenti di preghiera e di raccoglimento spirituale e questo non capita solo a me ma a migliaia di persone presenti. Ciò che accade nella vita delle persone che giungono in questo luogo non è influenzato dalla riconosciuta bravura e capacità dei sacerdoti francescani di Medjugorje , non è il paese in se che condiziona il pensare delle persone ma piuttosto è la presenza di una madre che è davvero preoccupata per i suoi figli che si stanno allontanando sempre più da Dio. Ella ci parla da 36 anni con le sue apparizioni e ci esorta a vivere il Vangelo di suo figlio Gesù! È proprio su questo aspetto e cioè il perdurare delle apparizioni che a mio avviso la Chiesa farebbe bene a considerarne l’importanza perché da queste teofanie di Maria ci vengono continuamente dispensate Grazie spirituali. Oggi molti cristiani stanno riscoprendo i fondamentali della fede grazie a questi inviti di Maria (messaggi) che ci insegna e ci fa scoprire l’importanza della preghiera, della Bibbia, dell’Eucaristia, della Confessione, del Digiuno. Sono le cosiddette cinque pietre di Medjugorje che ricordano i cinque sassi lanciati con una fionda dal piccolo Davide con i quali sconfisse il gigante Golia e i filistei. La Vergine Maria ci dona queste cinque pietre per sconfiggere il male di questo mondo. E lo sta facendo durante tutti questi anni perché molte persone si sono convertite non con le prime apparizioni ma lungo tutto questo periodo che dura da 36 anni. Dovremmo essere felici quando sentiamo dire questo: “Cari figli… la Preghiera opera miracoli nella vostra vita; nella Sacra Scrittura è contenuto il messaggio che è per voi; vivete coscientemente la Santa Messa, adorate mio Figlio con il cuore; confessatevi con regolarità se farete così presto intere regioni guariranno; fate digiuno e sacrificatevi per la salvezza del mondo”. Come una vera mamma la Madonna invita ancora oggi a fare nostri questi 5 punti che sono come ho detto i fondamentali della nostra fede. Le persone che hanno accolto questi inviti hanno visto trasformarsi in bene non solo la loro vita ma anche di quanti erano a loro vicini E perché allora facciamo tanta fatica ad accettare queste “presunte apparizioni?” Eppure la situazione che vediamo attorno a noi da un punto di vista religioso dovrebbe interrogarci sulla urgenza di rimettere al centro della nostra vita cristiana questi punti importanti della nostra fede. È fin troppo evidente la forte secolarizzazione delle nostre comunità cristiane in Italia, la riduzione sempre più marcata di sacerdoti soprattutto nei paesi di montagna, le vocazioni ridotte al lumicino nei seminari, adulti che non frequentano più la messa domenicale, giovani che abbandonano la pratica religiosa, famiglie che si dividono ecc. In questo quadro desolante in cui versano le nostre parrocchie fanno da contraltare i frutti spirituali che provengono da questo luogo che è Medjugorje dove molte persone come ho detto si convertono e riscoprono la bellezza dell’essere cristiano e la testimoniano nelle loro comunità. Di cosa abbiamo ancora bisogno per aprirci con decisione a queste grazie che il Cielo ci dona da così lungo tempo?

Bruno Temil